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Editore: Chiarelettere
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 256 p., Brossura
  • EAN: 9788861909489
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Recensioni dei clienti

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    klabhe

    06/07/2017 15.33.05

    Io adoro Manzini e Rocco Schiavone...veramente...li adoro indistintamente!!!! Ma questo libro non ce l'ho fatta a leggerlo....sara' che ho bisogno di leggerezza...sara' che mi aspettavo altro...sara' che non ci ho trovato la solita vena ironica...lo ho abbandonato!

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    enrica55

    07/04/2017 15.30.23

    Un libro bellissino e veritiero. Assolutamente consigliata la lettura per riflettere e, forse, comportarsi con più sentimento e cuore verso le persone.

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    Manu58

    30/01/2017 16.55.37

    Da poco ho conosciuto lo scrittore, a dire il vero dagli sceneggiati televisivi e poi guardando il mio elenco do e-book mi sono accorta di avere un suo libro. Orfani bianchi l'ho comprato a natale perché oltre ad averne sentito parlare, volevo rendermi conto se veramente manzini è uno scrittore bravo come dicono. Ebbene devo dire che mi è piaciuto in modo particolare perché davanti al mondo delle "badanti" così maltrattate e tenute in scarsissima considerazione mi ha fatto molto capire e soprattutto molto pensare. È un romanzo tristissimo che però rispecchia molte situazioni di cui ho sentito parlare. Non mi dilungo ulteriormente e lo consiglio. Ottimo

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    luca bidoli

    17/01/2017 08.48.59

    Semplicemente un ottimo libro. Manzini si conferma, a mio modesto avviso, uno scrittore di razza, vero, autentico, che può e sa spaziare dal genere noire a questo romanzo che, partendo dalla nuda e cruda realtà di tante Italie "parallele" e minori, ( gli immigrtai, i clandestini, le lavoranti in nero, i pensionati, i morti di fame...), riesce a dare vita e carne ad una figura femminile, una badante moldava, che non si dimentica. Uno spaccato del nostro paese, nella sua dimensione quotidiana, nella periferia esistenziale e morale di vite che si tedono ai fili sempre più esili del riscatto e della speranza. Bello, a tratti struggente, con lo sguardo impietoso verso ciò che siamo diventati, di quello che abbiamo smarrito in umanità e dignità. Un libro che non si dimentica, di un vero, grande scrittore di oggi, della nostra contemporaneità che lancia segnali e sguardi non superficiali su ciò che saremo.

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    evandro

    11/01/2017 10.06.22

    molto bello, fa riflettere.....da consigliare!

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    Virginio

    05/01/2017 16.03.57

    Splendido libro che lascia una melanconia profonda e l'auspicio che tali fatti capitin o solo nella fantasia. Bravo Manzini

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    Ciro D'Onofrio

    30/12/2016 09.36.37

    Un libro breve ed intenso,di una grande malinconia che non conoscerà sollievo Tagliente ed efficace la scrittura di Manzini

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    Francesco

    30/12/2016 06.06.05

    Bellissimo. Un libro che ti lascia dentro una tristezza indescrivibile.

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    chicca

    12/12/2016 16.30.55

    Una sola parola: terribile. Un vero pugno nello stomaco, tanto più forte perchè la storia è orrendamente verosimile. Finita l'ultima pagina ho sentito un'insopprimibile voglia di abbracciare il mio scontroso figlio quattordicenne. Un libro che renderei obbligatorio nelle scuole, sia per il tema che per l'asciuttezza della scrittura.

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    barbara

    07/12/2016 11.49.48

    Probabilmente Manzini riesce a rendere interessante anche la lista della spesa. Scrive benissimo e io lo adoro. Questo libro è stuggente e si legge in un fiato; l'unico appunto che mi sento di muovere è relativo al fatto che non soltanto gli stranieri si svegliano prima dell'alba, prendono autobus stipati all'inverosimile, sono alla disperata ricerca di un lavoro, vengono trattati con supponenza da datori di lavoro arroganti. Tutto questo viene presentato come trattamento riservato a stranieri ... ahime non è così

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    Pat

    29/11/2016 16.42.29

    Difficile dare un voto che tenga conto di tutti gli elementi. Molto gradevole la scrittura, coinvolgente il tema perché tocca da vicino gran parte delle famiglie italiane, ottima la capacità dell'A. di tenere viva l'attenzione di chi legge. Troppo scarto invece tra l'umanità della badante straniera così come emerge ad esempio nello scambio di mail con il figlio, l'amica ecc., ma anche nel suo rapporto di lavoro, e la distanza siderale al limite del grottesco di tutti i personaggi che ruotano intorno alla anziana signora di cui la protagonista si prende cura. Uno spietato identikit dei datori di lavoro italiani che alla fine risulta poco realistico.

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    gasalbe

    28/11/2016 18.05.53

    Letto tutto d' un fiato. Bellissimo.

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    M.C.

    28/11/2016 14.03.02

    Non do il massimo solo perchè dopo un po' scoccia che tutti gli italiani siano presentati come razzistoni senza cuore, e perchè su quegli autobus puzzolenti e strapieni presi quando il sole ancora non sorge di italiani ce ne sono eccome....forse però serviva all'autore creare delle differenze così nette per veicolare meglio il suo messaggio. Comunque il romanzo mi è piaciuto, mi ha emozionato e lo consiglio a tutti.

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    angelo

    27/11/2016 14.00.00

    Ingredienti: una badante moldava a Roma lontana dalla famiglia, un figlio dodicenne lasciato in un orfanotrofio in patria, una vita di sacrifici e privazioni per un futuro migliore, un’ultima assistita ricca, paralizzata e indisponente. Consigliato: a chi vuol conoscere un mondo di invisibili che lottano ai margini della società, a chi vuol ricevere una lezione di tenerezza e umanità in un mondo cinico e spietato.

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    Guido

    24/11/2016 11.17.27

    Bel libro. Emozionante, commovente ed a tratti ironico con quella vena da denunzia dei preconcetti verso gli stranieri. Però non mi sento di dare il massimo voto perché immerso nella lettura mi sono ritrovato a chiedermi "ma sto leggendo Manzini o Ammaniti ?" . Stessa drammatica malinconia e con quell'ironia che le cammina accanto e che lascia sempre l'amaro in bocca e le lacrime soffocate. Comunque sempre un ottimo romanzo in attesa di un nuova "rottura" per Rocco Schiavone

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    Henry il grigio

    21/11/2016 08.33.39

    Questo romanzo è un pugno nello stomaco, per noi tutti, per la nostra società, per come ci siamo ridotti. Questo romanzo fa riflettere, solleva interrogativi, siamo veramente così ? Quante storie così ci saranno ogni giorno, e quante volte abbiamo ignorato e non guardato veramente le persone come "Mirta" ? Adoro Antonio Manzini, ora ancora di più. Leggetelo, non è tempo perso.

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    Luisa

    20/11/2016 10.27.15

    L'ho letto d'un fiato. Una sola parola: magnifico.

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    virginio

    17/11/2016 13.45.36

    Tanto bello quanto triste. Si legge in un fiato, ti trafigge il cuore.

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    Stefania

    16/11/2016 12.43.03

    Premesso che mi piace molto la scrittura di Antonio Manzini, questo libro mi ha tolto il fiato. La storia raccontata è dura, durissima, certo non vale per tutte le badanti, ma sicuramente alcuni aspetti possono essere comuni. Storia di una umanità sconvolgente.... arrivi alla fine in un batter d'occhio sperando in un finale di piccola rivincita... ed è qui che ti lascia senza fiato. Ci ho pensato per giorni dopo averlo finito, mi ha stimolato molte riflessioni su queste persone, è vero, invisibili agli occhi dei più. Non ho dato le 5 stelle solo perchè speravo in un altro finale. Grazie Antonio

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    Stefano

    11/11/2016 14.13.15

    Io credo che sia giusto dare atto a Manzini di aver avuto il coraggio di uscire dal comodo guscio rappresentato dal mondo di Rocco Schiavone e di aver intrapreso un discorso letterario tutto nuovo rispetto al passato. Devo dire che il libro non mi ha convinto fino in fondo: un pò lento all'inizio ha preso quota gradatamente fino al finale che ingenera più di una riflessione. L'esperimento comunque mi sembra, nel complesso, riuscito e promettente per il futuro. Ormai Manzini occupa un posto di assoluto rilievo nel nostro panorama letterario.

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