Editore: Chiarelettere
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 256 p., Brossura
  • EAN: 9788861909489
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    Massimo Buonocore

    21/01/2018 16:45:04

    Ho comprato il libro immaginando qualcosa del genere "Schiavone". All' inizio sono rimasto deluso ma mi sono bastate una decina di pagine per non riuscire a staccarmene e l' ho letto tutto di un fiato. Povera gente che percorre le stesse strade dei nostri emigranti di un tempo e che soffre le stesse pene se non peggiori. Chiunque parli male delle badanti dovrebbe leggerlo.

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    Gabriele Piccione

    10/01/2018 15:13:54

    Che tragedia! Storia originale e con molti aspetti interessanti. Aspetti sul senso della vita e sulla disperazione sotto vari punti di vista: il punto di vista di una persona che ha fatto migliaia di km lasciando la sua famiglia in cerca di fortune e si ritrova a fare lavori indegni; una madre che non può vedere il proprio figlio; un ragazzo costretto a vivere in un orfanotrofio anche se la mamma ce l'ha; una vecchia che "sopravvive" a stento anche se da tempo ha smesso di vivere... ma alla fine di tutto? Una gran tragedia (perfin esagerata) che "lascia pensare" molto ma che "lascia" ben poco

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    Rosanna

    13/12/2017 18:02:47

    Mi ha devastato. Ho appena finito di leggerlo, e l'ho letto con calma perché non reggevo la sofferenza di Mirta e neanche quella della signora di cui si occupa. Troppo, troppo dolore. E il dolore più grande, quello che non si può tollerare, è quello del ragazzino, dell'orfano bianco. Ilie, la ragione di vita di Mirta. Manzini ha scritto un libro indimenticabile. Ma lo sconsiglio a chi ha genitori malati Io ne so qualcosa

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    galofour

    16/10/2017 18:13:19

    Molto bello. Da vietare a persone anziane in depressione.

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    MAURIZIO

    19/09/2017 12:35:29

    Un racconto diverso, che, però, ha tanto dell'attuale. Lettura piacevole. Consigliato!!

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    klabhe

    06/07/2017 15:33:05

    Io adoro Manzini e Rocco Schiavone...veramente...li adoro indistintamente!!!! Ma questo libro non ce l'ho fatta a leggerlo....sara' che ho bisogno di leggerezza...sara' che mi aspettavo altro...sara' che non ci ho trovato la solita vena ironica...lo ho abbandonato!

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    enrica55

    07/04/2017 15:30:23

    Un libro bellissino e veritiero. Assolutamente consigliata la lettura per riflettere e, forse, comportarsi con più sentimento e cuore verso le persone.

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    Manu58

    30/01/2017 16:55:37

    Da poco ho conosciuto lo scrittore, a dire il vero dagli sceneggiati televisivi e poi guardando il mio elenco do e-book mi sono accorta di avere un suo libro. Orfani bianchi l'ho comprato a natale perché oltre ad averne sentito parlare, volevo rendermi conto se veramente manzini è uno scrittore bravo come dicono. Ebbene devo dire che mi è piaciuto in modo particolare perché davanti al mondo delle "badanti" così maltrattate e tenute in scarsissima considerazione mi ha fatto molto capire e soprattutto molto pensare. È un romanzo tristissimo che però rispecchia molte situazioni di cui ho sentito parlare. Non mi dilungo ulteriormente e lo consiglio. Ottimo

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    luca bidoli

    17/01/2017 08:48:59

    Semplicemente un ottimo libro. Manzini si conferma, a mio modesto avviso, uno scrittore di razza, vero, autentico, che può e sa spaziare dal genere noire a questo romanzo che, partendo dalla nuda e cruda realtà di tante Italie "parallele" e minori, ( gli immigrtai, i clandestini, le lavoranti in nero, i pensionati, i morti di fame...), riesce a dare vita e carne ad una figura femminile, una badante moldava, che non si dimentica. Uno spaccato del nostro paese, nella sua dimensione quotidiana, nella periferia esistenziale e morale di vite che si tedono ai fili sempre più esili del riscatto e della speranza. Bello, a tratti struggente, con lo sguardo impietoso verso ciò che siamo diventati, di quello che abbiamo smarrito in umanità e dignità. Un libro che non si dimentica, di un vero, grande scrittore di oggi, della nostra contemporaneità che lancia segnali e sguardi non superficiali su ciò che saremo.

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    evandro

    11/01/2017 10:06:22

    molto bello, fa riflettere.....da consigliare!

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    Virginio

    05/01/2017 16:03:57

    Splendido libro che lascia una melanconia profonda e l'auspicio che tali fatti capitin o solo nella fantasia. Bravo Manzini

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    Ciro D'Onofrio

    30/12/2016 09:36:37

    Un libro breve ed intenso,di una grande malinconia che non conoscerà sollievo Tagliente ed efficace la scrittura di Manzini

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    Francesco

    30/12/2016 06:06:05

    Bellissimo. Un libro che ti lascia dentro una tristezza indescrivibile.

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    chicca

    12/12/2016 16:30:55

    Una sola parola: terribile. Un vero pugno nello stomaco, tanto più forte perchè la storia è orrendamente verosimile. Finita l'ultima pagina ho sentito un'insopprimibile voglia di abbracciare il mio scontroso figlio quattordicenne. Un libro che renderei obbligatorio nelle scuole, sia per il tema che per l'asciuttezza della scrittura.

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    barbara

    07/12/2016 11:49:48

    Probabilmente Manzini riesce a rendere interessante anche la lista della spesa. Scrive benissimo e io lo adoro. Questo libro è stuggente e si legge in un fiato; l'unico appunto che mi sento di muovere è relativo al fatto che non soltanto gli stranieri si svegliano prima dell'alba, prendono autobus stipati all'inverosimile, sono alla disperata ricerca di un lavoro, vengono trattati con supponenza da datori di lavoro arroganti. Tutto questo viene presentato come trattamento riservato a stranieri ... ahime non è così

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    Pat

    29/11/2016 16:42:29

    Difficile dare un voto che tenga conto di tutti gli elementi. Molto gradevole la scrittura, coinvolgente il tema perché tocca da vicino gran parte delle famiglie italiane, ottima la capacità dell'A. di tenere viva l'attenzione di chi legge. Troppo scarto invece tra l'umanità della badante straniera così come emerge ad esempio nello scambio di mail con il figlio, l'amica ecc., ma anche nel suo rapporto di lavoro, e la distanza siderale al limite del grottesco di tutti i personaggi che ruotano intorno alla anziana signora di cui la protagonista si prende cura. Uno spietato identikit dei datori di lavoro italiani che alla fine risulta poco realistico.

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    gasalbe

    28/11/2016 18:05:53

    Letto tutto d' un fiato. Bellissimo.

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    M.C.

    28/11/2016 14:03:02

    Non do il massimo solo perchè dopo un po' scoccia che tutti gli italiani siano presentati come razzistoni senza cuore, e perchè su quegli autobus puzzolenti e strapieni presi quando il sole ancora non sorge di italiani ce ne sono eccome....forse però serviva all'autore creare delle differenze così nette per veicolare meglio il suo messaggio. Comunque il romanzo mi è piaciuto, mi ha emozionato e lo consiglio a tutti.

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    angelo

    27/11/2016 14:00:00

    Ingredienti: una badante moldava a Roma lontana dalla famiglia, un figlio dodicenne lasciato in un orfanotrofio in patria, una vita di sacrifici e privazioni per un futuro migliore, un’ultima assistita ricca, paralizzata e indisponente. Consigliato: a chi vuol conoscere un mondo di invisibili che lottano ai margini della società, a chi vuol ricevere una lezione di tenerezza e umanità in un mondo cinico e spietato.

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    Guido

    24/11/2016 11:17:27

    Bel libro. Emozionante, commovente ed a tratti ironico con quella vena da denunzia dei preconcetti verso gli stranieri. Però non mi sento di dare il massimo voto perché immerso nella lettura mi sono ritrovato a chiedermi "ma sto leggendo Manzini o Ammaniti ?" . Stessa drammatica malinconia e con quell'ironia che le cammina accanto e che lascia sempre l'amaro in bocca e le lacrime soffocate. Comunque sempre un ottimo romanzo in attesa di un nuova "rottura" per Rocco Schiavone

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