Traduttore: D. Cerutti Pini
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2009
Pagine: 319 p., Rilegato
  • EAN: 9788830426429
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Recensioni dei clienti

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    Filippo

    20/11/2009 16:24:35

    Il meglio e il peggio di Richard Sharpe. Avvincente la scoperta dell’oro, deludente la causa dell’esplosione di Almeida. Avrei preferito un finale diverso, “perché c’è sempre un’alternativa”. Forse, è uno dei primi libri di Sharpe, scritto nel 1981, e Bernard Cornwell deve ancora dimostrare la sua maestria di romanziere storico con i libri successivi, per i quali l’editore Longanesi ci fa esasperare pubblicandone uno o due l’anno! E poi perché non tradurre la serie del duca di Wellington scritta da Simon Scarrow che meriterebbe un confronto con quella di Richard Sharpe??

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    francesco

    18/09/2009 17:54:31

    Mi dispiace dare un voto un pò basso. Ma Cornwell è un grandissimo scrittore e quindi da lui mi aspetto sempre il massimo. Sharpe è un bellissimo personaggio e non mi stancherò mai di leggerlo, tuttavia questo episodio è un tantino banale e prevedibile. Comprendo che gli inglesi hanno combattuto prevalentamente tra Portogallo e Spagna, però credo di materiale per inventare storie più complesse e con personaggi storici meglio descritti e approfonditi ce ne sia, soprattutto per un grande come Cornwell. Speriamo nella prossima puntata.....quando uscirà. Nel frattempo attendiamo con fiducia il prosieguo delle altre saghe.

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    luca68

    15/09/2009 11:57:24

    I romanzi di Sharpe sono tra i miei preferiti e come gli altri fan dispiace dover attendere circa un anno tra un libro e l'altro. Personalmente ho dato il massimo dei voti ai primi tre (cronologicamente parlando) ambientati in India (La tigre di Sharpe è stupendo), mentre a quelli ambientati in Europa darei mezzo voto in meno. Altrettanto bella la trilogia su Thomas di Hookton, mentre mi sta un pò annoiando la saga dei sassoni. A quando il prossimo Sharpe?

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    maurizio

    14/09/2009 12:42:39

    Sharpe non si discute. Cornwell ha creato un personaggio straordinario (reso magistralmente sul piccolo schermo da Sean Bean, peccato solo che la serie non abbia avuto una trasposizione italica) che combatte da quasi 30 anni. Longanesi, come detto e ridetto, centellina le traduzioni (una l'anno - quindi stiamo tranquilli almeno fino al 2020 .....) mentre il buon Bernard sforma periodicamente nuove puntate che ovviamente (Sharpe's Waterloo e' del 1982) intervalla alle vecchie. Se leggete l'inglese collegatevi al suo sito e troverete tutti i romanzi, il loro ordine cronologico e la voglia di leggervi gli originali. Come già detto, "dulcis in fundo", nonostante la lentezza le traduzioni non sono il massimo (magari la consulenza di un esperto militare - stile O'Brian - avrebbe aiutato). Comunque, abbiamo una nuova puntata che si legge in un fiato (anche perchè sono circa 300 pagine "larghe"). Godetevele sperando in un "rapido" (fine 2010 ???) arrivo di Azincourt.

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    massimo

    11/09/2009 21:24:13

    Considerato che le vacanze sono ormai terminate e che le avventure di Sharpe rappresentano (per i fan) una delle letture piu' rilassanti sotto l'ombrellone, quest'uscita settembrina è un filo tardiva. Ma mai quanto il ritardo accumulato sulla prima edizione (1981 - 28 anni sono un record anche per l'Italia .....). Comunque, non lamentiamoci: per chi puo' è consigliabile la lettura degli originali (in un inglese lineare e ben comprensibile anche ai non esperti, privo com'è dei gergalismi marinareschi di O'Brian) altrimenti abbiamo qui la nona avventura (cronologicamente parlando) del buon Richard. Eccellente come al solito. Per i vecchi lettori, un "bagno" nelle solite atmosfere, per i nuovi uno stimolo a rileggere tutto dal principio. Unico neo la traduzione zoppicante fin dalle prime pagine: indicare i Provost Marshall(ovvero la Polizia Militare dell'epoca) con il termine sovraintendente (che fa un po' Polizia di Stato, ma non suggerisce la vera essenza della questione) rende alquanto incomprensibili i primi capitoli. Oddio, magari poteva andare peggio: potevano tradurre letteralmente in prevosto e a quel punto la confusione religiosa era totale

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