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Christoph Ransmayr

Traduttore: L. Poggi
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 220 p. , Brossura
  • EAN: 9788807720680

Recensioni dei clienti

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    ton

    22/06/2014 19.57.37

    Concordo perfettamente con la recensione di MC del febbraio 2012. Faticosissimo terminare di leggere questo libro ! La storia, a doppio binario, si rivela davvero slegata: quella della spedizione austroungarica (la migliore delle due) mal si abbina al racconto di questo Joseph Mazzini. Agli amanti del genere neve, mare e ghiacci consiglio di leggere altri romanzi: "Nel cuore della Groenlandia" di Nansen, "Nel regno della tormenta" di Bickel, "Il capitano di Shackleton" di Thomson, molto interessante per gli approfondimenti su quello che è lo straordinario "Endurance" di Lansig (da leggere anche "Sud" dello stesso Shackleton). Chi vuol leggere di avventure nelle terre polari, lasci perdere "Gli orrori del ghiaccio ..." e si butti a capofitto su questi titoli.

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    marco ferraro

    27/02/2012 23.50.12

    Finalmente sono riuscito a finirlo; l'ho preso unicamente in previsione delle vacanze in montagna ai piedi dell'Ortles, dove il signor Payer è un eroe, con tanto di rifugio a più di 3.000 metri. Ma il racconto è pesantissimo, la storia, che si può avvicinare alla tragedia di Nobile e del dirigibile Italia, è un'interminabile ripetersi delle difficoltà incontrate in quelle condizioni estreme. Il dipanarsi attraverso le memorie ed i diari dei protagonisti è infelice ed il parallelo con la ricerca di questo Joseph Mazzini mi sembra quasi inutile vista appunto l'insensatezza della spedizione di quest'ultimo. La scrittura è ricca come solo può esserlo fra i discendenti dei sudditi degli Asburgo ed in certi tratti è anche piacevole. Il romanzo si anima solo verso la fine quando i naufraghi abbandonano la nave per tentare il ritorno in Europa, ma ormai siamo appunto alle ultime pagine.

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    daniel

    21/06/2009 02.53.28

    Il libro è bellissimo. Ma sinceramente devo dire che è scritto in modo non scorrevole e a tratti parla di una storia vera, a intervalli di una storia immaginata, poteva essere scritto con più ordine , nulla togliendo all'espressività della letteratura. Lo consiglio, ma da leggere attentamente perchè non scorrevole. Dispersivo.

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    Roberto

    26/05/2009 20.13.11

    Un libro fantastico,uno dei più belli che abbia mai letto e non sono uno che si entusiasma facilmente. Probabilmente il mio giudizio è influenzato dal fatto di essere particolarmente affascinato da quei paesaggi decritti magistralmente dallo scrittore e dagli stessi protagonisti. Mi ero messo a leggere solo ricordando vagamente che vi poteva essere qualcosa di vero nella storia che leggevo. Poi ho avuto la conferma che gli estratti dei diari si riferiscono realmente a fatti accaduti e il libro letto trova anche una maggiore grandezza, quello che lascia dentro dopo averlo letto rimane ancora più consistente. Ottima lettura.

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    giuliano

    03/05/2009 22.36.41

    Quel che mi spinge a tal recensione , è un solo e valido motivo . Il compagno di cuccetta sopra a me ( mi pare Stefano ...si chiami ),in questo viaggio deve aver scambiato un iceberg per una vestale , ed un buon libro ( come questo ) per un saggio di avventura circoscritto nel suo piccolo regno . Allora caro amico , la letteratura non ha confini , e territori cui difendere , nel vasto regno dell'anima . Se vogliamo fare i maestri , occhiare la punteggiatura o la ripetizione , o la trama , che esce inesorabilmente dalla carlinga dell'aereo o della nave su cui stiamo viaggiando , non avremmo scoperto ed esplorato nulla , nel vasto mondo della 'letteratura' ...e non solo . Ragione per cui , parlerò con Klotz , mentre nel vano merci si odono i latrati dei cani . E se Klotz una sera o un pomeriggio , o una mattina mi viene a stringere la mano , per annunciarmi la sua ...e la mia partenza , sta pur certo che lo seguirò . Fino in cima al rifugio Payer . " E' un buio pomeriggio di dicembre dell'anno 1873 , il freddo è atroce , ed è in quel pomeriggio che il cacciatore Klotz , appena ritornato con Payer e Haller da una delle loro escursioni sulla costa , getta via la pelliccia congelata , i guanti , il berretto di pelo , il copriviso di pelle , getta via tutto poi indossa i suoi abiti estivi . Là dove sta andando non ha bisogno di una pelliccia pesante . .....Poi , serio e maestoso , Klotz si presenta ai suoi compagni e stringe la mano a ciascuno : ADDIO . - Klotz ! Sei impazzito ? - chiede Haller ...." Non solo un buon libro ...ma anche un eccellente umorismo . Nella letteratura del genere , ci sia concesso , come nella vita di tutti i giorni . Non è condizione necessaria e sufficiente trovarsi all'artico....vi pare . Giuliano

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    stefano

    21/01/2009 18.05.14

    alcune avvertenze: il libro narra due storie distinte, una ambientata a fine 800 e l'altra nel 1981. i capitoli si intervallano passando da una storia all'altra. Personalmente ho letto solo quella principale (la spedizione austriaca) tutta di seguito. mi è parso, infatti, subito chiaro che, la struttura a singhiozzo scelta dall'autore penalizzasse pesantemente la continuità e spezzasse la suspence. seconda avvertenza: inspiegabilmente l'autore fa molto spesso riferimento al finale dell'avventura. la quarta di copertina fa il resto, raccontando tutto. non leggetela!!!probabilmente, trattandosi di una storia vera, si è reputato fosse universalmente nota. lo stile narrativo è veramente gradevole con picchi di eccellenza. sembra di leggere un classico del genere. non mi spiego come solo ora, dopo vent'anni dalla sua pubblicazione all'estero, si colmi in italia tale deficienza. consigliatissimo.

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