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scheda di Bardi, M., L'Indice 1997, n.11
(scheda pubblicata per l'edizione del 1997)

Dopo "Presto con fuoco", un romanzo dedicato alla musica, ecco una nuova opera narrativa di Cotroneo che fin dalla prima pagina denuncia l'ambizione di trattare i temi inerenti all'arte figurativa: la luce, le ombre, i colori. E intorno a quest'idea si affollano immediatamente paesaggi contrapposti (l'Olanda e Otranto), demoni e fantasmi, visioni e immagini concrete. La pagina è costruita con l'uso di una scrittura rigorosa e di brevi e leggeri assaggi di cultura: un pensiero su Ulisse, etimologie e simboli, e soprattutto la descrizione e l'interpretazione iconologica del mosaico della cattedrale d'Otranto che Velli, la bionda protagonista olandese, ha il compito di restaurare. Un disegno che svela le sue molte pretese man mano che si evidenziano i tre moduli principali della narrazione: quello dell'irruzione del soprannaturale nella vita quotidiana (attraverso figure misteriose che emergono dal passato), quello del recupero della memoria personale e dell'identità (attraverso l'evocazione, da parte della protagonista, della madre psicologicamente instabile, capace di tagliare i diamanti e scomparsa misteriosamente in mare) e quello della ricostruzione di una vicenda storica (attraverso le rapide incursioni sulla scena dell'eccidio degli abitanti di Otranto durante l'assedio turco del XV secolo). Si tratta, com'è evidente, di scelte di notevole impegno, oppresso dalle quali l'autore non può che soccombere, nel naufragio di pagine sempre uguali, di soluzioni narrative provvisorie e di una superficialità camuffata da profondità. L'effetto finale di quest'operazione di mimesi e travestimento è quello d'ingenerare una struggente nostalgia di altre pagine e altre storie; vengono in mente, per contrasto, alcuni classici di storie di fantasmi, in cui il brivido nasce dall'attrito fra un quotidiano credibile (qui assente) e un inverosimile "vero" (come, per esempio, in "Ghosts don't kill" di Kettridge); viene in mente, soprattutto, "L'ora di tutti" di Maria Corti (Bompiani, 1991), che attraverso la rievocazione della stessa vicenda dei martiri di Otranto compiva un'appassionata ricognizione sui moventi delle azioni umane nell'ora del sacrificio, quella in cui idee, convinzioni e paure vengono sottoposte a un'estrema verifica: Cotroneo finisce paradossalmente per annegare ogni inquietudine proprio maneggiando "con mani impure" - per usare il suo linguaggio vagamente esoterico - le cose grandi che richiedono maggiori conoscenze e abilità; di fronte all'appello ansioso dell'autore, disagio mentale, violenza, morte, sacrificio, identità perduta si inabissano subito, irridendo all'"hybris", nel "mare profondo dei pensieri divini".

Recensioni dei clienti

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    Benedetta

    27/06/2006 15:40:50

    Cotroneo riesce, in questo libro, a dar voce ai colori e dignità letteraria all'arte. Con il suo stile fluido e prezioso, costruisce una storia ai limiti del mistery, il cui pregio principale non è la trama, ma l'attenzione all'arte, ai colori, alla storia.

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    monica bardi

    13/12/2004 11:52:13

    Cotroneo finisce paradossalmente per annegare ogni inquietudine proprio maneggiando "con mani impure" - per usare il suo linguaggio vagamente esoterico - le cose grandi che richiedono maggiori conoscenze e abilità.

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    Giorgia

    18/05/2004 09:09:45

    Un capolavoro. Dovrebbero farne un film

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    Ferry Lambertucci

    18/04/2004 12:38:47

    libro assolutamente risibile, pluristroncato, giustamente, dalla critica.

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    margherita

    22/09/2003 21:06:56

    Libro bellissimo, commovente e insolito. L'ho letto lentamente, perché volevo che non finisse mai.

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    Magic Luna

    17/09/2003 21:36:03

    Non è un libro di facile lettura, ma la storia della restauratrice olandese arrivata a Otranto è talmente permeante, che non si riesce a abbandonare il libro fin quando non si è finito. Io l'ho letto durante tutto un week end e ho rinunciato a andare al pub con gli amici pur di conoscere la fine di questa avvincente avventura. Le leggende e le storie, che fanno da sfondo alla solare figura di Velli, la protagonista, rendono ancora più appassionante il magico percorso che compiamo in compagnia di questo libro. Se potessi dare voto 10, lo darei, ma mi è consentito solo il 5.

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    Valentina

    21/08/2003 17:55:19

    "...dimostrando come talvolta è il nero il colore piu' abbagliante". La mente viene inondata di luce e di colori: colori dove a prevalere e' il bianco con tutte le sue sfumature. Un libro magico

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    Lidia

    13/08/2003 16:07:30

    E' un libro belissimo. Un libro lucito. Di prima non e' facile da leggere, ma poi... L'ho letto in un momento. Bravo, Roberto!

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    Annamaria

    30/09/2002 21:32:22

    ma vi rendete conto di che libro è questo, anzichè parlare a vanvera e tranciare giudizi incompetenti. Coraggio questo è un grande romanzo

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    francesco

    10/08/2002 15:26:34

    Assolutamente ridicolo. L'autore pasticcia ingredienti risaputissimi da "ghost story" (fantasmi, cripte tenebrose, opere d'arte allusive, eventi sanguinosi del passato, messaggi indecifrabili e ovviamente misteriose musiche d'organo suonate da un fantasma ovviamente cieco) e vi fa muovere una protagonista dalla "sensiblerie" così acuta e ostentata (cade in deliquio in media ogni due pagine, povera anima) da apparire irresistibilmente esilarante. Il lettore smaliziato si irrita non poco, quello ingenuo cade nella mistificazione e, alle prese con uno stile astutamente paludato che "fa tanto cultura" va in estasi. A proposito dello stile, anzi, della grammatica, da segnalare perle come "un eco sommesso" e "gli dissi" (riferito a un essere femminile ancorché fantasmatico). Ma le case editrici controllano queste cose o le lasciano passare come preziose innovazioni? Conclusione: magari questo libro avrà anche incentivato il turismo a Otranto, ma non ci pare un buon mortivo per leggerlo...

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    Daniele

    08/08/2002 08:20:58

    Dopo la delusione di "L'età perfetta" ho cercato di capire il così grande successo di Cotroneo leggendo "Otranto", ma ho trovato solo un ingenuo quanto presuntuoso pasticcio.

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    Gianni Contini

    20/09/2001 18:23:25

    Questo è un libro. Abbagliante (e non fatevi spaventare dalle prime pagine, poi diventa irresistibile)

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    Luigi Fiorentini

    20/09/2001 18:12:14

    Ho letto il libro, sono partito per Otranto. Non è facile dimenticare tutto questo. Sembrava un sogno. Grazie

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    Rossana

    26/05/2000 23:12:40

    Libro estremamente coinvolgente sia per l'atmosfera descritta sia per la complessità della storia del personaggio, che prende consapevolezza della propria filogenesi in una Otranto che diviene un attrattore universale per persone dotate di una spinta all'introspezione profonda.Ne consiglio la lettura.

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