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L' ottava vibrazione

Carlo Lucarelli

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 461 p., Brossura
  • EAN: 9788806201746
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Recensioni dei clienti

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    mario

    26/03/2013 15.49.34

    ho letto le prime 110 pagine con la domanda "ma che diavolo ho preso in mano?" fissa in testa. poi la storia si delinea: non diventa mai avvincente, ma incuriosisce quanto basta per proseguire la lettura. lo consiglierei? sinceramente no. 3 pallini solo perchè l'ho portato a termine; sono un lettore che abbandona i libri che non gli piacciono.

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    dario c

    10/03/2013 02.10.08

    Un romanzo-giallo "sui generis" ambientato nelle colonie italiane di fine '800 e con uno sguardo anche ai problemi della madre patria. Lo stesso disastro di Adua e la tragedia di alcuni personaggi sembra rispecchiare le problematiche di tutto un sistema culturale e politico in crisi. Bravo Lucarelli !

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    gigi

    18/01/2013 10.00.00

    Non posso esimermi dallo sconsigliare la letura di questolibro. A meno che non si voglia "testare" il proprio livello di masochismo. Io ho scoperto di averlo molto alto: mi sono imposto di leggerlo tutto e l'ho fatto. Ecco le mie considerazioni: 1) non è un romanzo (se storico o meno è secondario): è un'accozzaglia di fatti per lo più priva di tensione narrativa; 2) è uno scritto che evidenzia solo il narcisismo e la presunzione dell'autore; 3) l'autore pretende di fornire al lettore perfino il modo di pronunciare ogni singola parola dei protagonisti. E lo fa ogni volta. Ad esempio, la parola coglione/cojone viene ripetuta forse venti volte. Stucchevole. 4) L'autore pretende di conoscere non solo ciò che ciascun protagonista sta pensando, ma addirittura in quale lingua lo sta facendo. Mentre leggi vorresti: a) strappare il libro; b) picchiare l'autore e/o i protagonisti del libro; c) darti tanti schiaffi per averlo scelto; d) gridare al mondo il tuo sdegno. Ma non puoi, allora scegli di recensire il libro su ibs...

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    ferruccio

    12/06/2012 17.30.52

    Nella cornice del colonialismo italiano in Africa di fine '800, sono racchiusi e descritti episodi cruenti riferiti alla storia dell'epoca e a drammi interiori, di varia natura, a volte inconfessabili; l'avventura italiana per la conquista del "posto al sole", ha effetti disastrosi in un ambiente ostile sia dal punto di vista climatico, che, seppur parzialmente, umano. Un romanzo di dettagliata narrativa...una vibrazione, l'ottava, non immediatamente percepibile...

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    arnaldo

    13/11/2011 19.45.35

    Sono perfettamente d'accordo con Roberto, piacevole e interessante nella trama e nei personaggi . Colpisce soprattutto il finale che è un fatto storico , dove tutti i dubbi, le speranze , le illusioni dei protagonisti sfumano in una tragedia per i nostri civili e soldati mandati ad essere massacrati in Abissinia. Una tragedia che ovviamente è stata oscurata come tutte le tragedie che in Italia si compiono e che ci gettiamo alle spalle. Da leggere perché l'ho trovato un bel thriller?, romanzo? o semplicemente il racconto di un tratto di vita di un gruppo di persone e per conoscere anche un oscuro momento storico delle nostre imprese coloniali.Lo consiglio

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    roberto cocchis

    28/07/2011 11.56.31

    Lucarelli ha i limiti dello scrittore commerciale, sempre con un occhio ai gusti del pubblico, ma questa sembra una sua espressa decisione, non una mancanza di alternative. Questo romanzo è avvincente sia per come si sviluppa il plot, sia per la qualità dei personaggi, tutti molto vivaci e ben poco stereotipati. La scelta stilistica di far pensare ognuno nella propria lingua (gli indigeni ma anche i coscritti analfabeti dell'esercito italiano, che conoscevano solo il dialetto) è un tocco di correttezza formale, anche se alla lunga appesantisce un po' la lettura. Ovviamente, la cornice è documentatissima, e questo mostra un notevole (non tutti lo hanno) rispetto anche per i lettori più preparati sull'argomento.

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    Oblomov71

    30/05/2011 16.39.39

    Il soggetto ambizioso e poco o per niente frequentato dalla narrativa rende il libro sotto molti aspetti originale e interessante. Molto intensa e vivida la resa della torrida realtà coloniale, con curiose e forse ridondanti incursioni su aspetti linguistici e dialettali. Alcuni stilemi e licenze sintattiche suonano un pò sopra le righe e tendono a risultare indigesti. Attenta la documentazione storica e la descrizione della battaglia di Adua, che diviene il crocevia delle varie vicende narrate, alcune ben ideate ed efficaci, altre meno, visto che restano insolute. Nel complesso un buon libro che poteva essere un capolavoro.

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    Alessio Mannini

    18/03/2011 10.44.05

    Ora, e' facile fare i recensori, molto difficile scrivere un libro. Pero' visto che Lucarelli ne ha scritti gia' tanti di libri, mi sarei aspettato una scrittura notevolmente superiore! Comunque, ecco qui un paio di commenti, che riprendono note di altri lettori: 1) questo non e' un romanzo storico. Questa e' al massimo una sceneggiatura. 2) ammiro molto il lavoro di ricerca e i preparativi che qualcuno ha fatto per lo scrittore. Pero' Lucarelli si dimentica che al lettore non importa niente del linguaggio locale. Una o due note sarebbero bastate, invece di cento. 3) questo libro e' sostanzialmente un'occasione mancata. Nelle mani di uno scrittore piu' esperto e profondo, poteva diventare un fantastico affresco di un periodo interessantissimo della nostra storia. Invece Lucarelli adotta uno stile per lo piu' superficiale, sensazionalistico, dove ogni frase sembra debba essere letta da Vittorio Gassman: "nella stanza, c'e' un bambino!". I salti di tempi dei verbi, dal passato al presente nello stesso paragrafo, sono semplicemente orrendi: un'arroganza che neanche scrittori di ben altro rango come Maurensig o la Mazzucco si sognerebbero mai di avere. 4) la storia passa in secondo piano, in favore di episodietti che forse nelle intenzioni dell'autore erano mirati a costituire un grande affresco del periodo. In realta', la struttura di tutto il libro e' troppo frammentaria e i dettagli storici che si apprendono sono quelli meno importanti, mentre mancano descrizioni di politica o diplomazia che sarebbero state (per lo meno per me) molto piu' interessanti degli intrighi d'amore dei vari personaggi, i quali invece prendono il sopravvento. Mi e' piaciuto leggerlo. Ma ancora un vero, solido romanzo storico sull'Italia nel corno d'Africa non l'ha scritto nessuno.

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    Paolo

    12/04/2010 11.48.29

    Forse l'unica pecca che ho trovato riguarda l'inizio del romanzo, che ho trovato troppo frammentario, ma una volta ingranato è stata una lettura piacevole.

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    Truedefender

    23/03/2010 17.48.09

    Il miglior Lucarelli. E' questo il modo di rendere avvincente la lettura di un romanzo storico. Storia credibile, dura e divertente allo stesso tempo. Personaggi davvero efficaci. Trovo interessanti i dialoghi in dialetto...li trovo realistici inseriti in quel contesto storico. Trovo sia difficile "non farsi piacere" gli scritti di Lucarelli; troppo bravo!!

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    Martino

    06/01/2010 10.30.29

    Romanzo ambizioso, ma occasione in parte mancata. I temi affrontati sono molto interessanti, e a Lucarelli va indubbiamente riconosciuto il merito di avere finalmente affrontato in un'opera narrativa il tema scabroso di Adua, ma il risultato lascia perplessi, forse perché l'autore ha voluto farcire il suo lavoro di troppe cose, sicché alla fine il quadro complessivo, pur stimolante in molte sue parti, e con spunti anche brillanti, appare indecifrabile, privo com'è di un amalgama di qualunque genere. Va riconosciuto che i personaggi sono tratteggiati psicologicamente con una certa abilità, ma purtroppo non sono realmente calati nella loro epoca. In particolare, risulta irrealistica la presentazione delle relazioni interpersonali tra i protagonisti italiani di estrazione piccolo borghese, che sono eccessivamente attualizzate, peraltro nel senso più deteriore. Forse Lucarelli avrebbe fatto meglio, prima di affrontare questa materia, a meditare umilmente e a fondo sui lavori di Conrad. Deprecabile, poi, l'uso cattedratico che l'autore ha fatto del dialetto e delle espressioni in lingua locale, una vera prepotenza nei confronti del lettore. L'impressione, in definitiva, è che Lucarelli sia stato un po' travolto dalla ricchezza della sua stessa meteria narrativa. Ciò che veramente lo assolve, è il senso generale di grandiosità che l'opera riesce comunque a trasmettere.

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    stevenfaust

    20/07/2009 22.12.23

    Un grande romanzo. Il miglior Lucarelli di sempre, senza ombra di dubbio. Uno dei libri migliori usciti "dalla penna" di un autore italiano, negli ultimi 5 anni. Credo che molti recensori che non hanno aprrezzato il libro non sappiano cosa siano la Storia e la Letteratura.

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    max

    04/05/2009 16.27.21

    Romanzo di grande respiro, complesso intreccio di storie incerte, di personaggi precari di atmosfere torride e orride verso la catastrofe di Adua e delle insensate velleità di politica (estera) italiana. E poi: scontro e intreccio di culture e di lingue, ricostruzione rigorosa e critica di una delle storie peggiori che il nostro belpaese abbia generato (in Africa!)e che come sempre non abbia riconosciuto ma piuttosto dimenticato in fretta. Anche intense e varie storie d'amore e di sesso vero, con una sensibilità non scontata. Lucarelli ormai è un Grande! ..paùra eh?

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    Chiara

    28/04/2009 18.00.51

    mi è piaciuto solo in alcuni tratti; troppo lento e troppi personaggi confusi e difficili da meorizzare.

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    Sydbar

    18/03/2009 07.20.45

    Questo di Lucarelli è un romanzo storico che racconta un evento triste della nostra amata Italia, la disfatta di Adua, durante la quale sono morti molti giovani italiani di belle speranze. Le prime pagine del libro sono molto pesanti da sfogliare, ci siamo capiti, non capisco questo affannarsi poi nel descrivere i dialoghi ad ogni costo con il dialetto delle regioni di origine di ogni personaggio, davvero mi sembra un po' forzato. Le descrizioni degli ambienti non mi hanno assolutamente dato ilo senso di dove si trovino, l'unica sensazione trasmessa è il gran caldo dell'ambiente e questa voglia di sesso a tutti i costi. Mi spiace ma Lucarelli ha deluso.

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    Marcello

    10/02/2009 14.06.13

    Ci sono molte cose da dire su questo libro che a fine lettura mi ha lasciato un po' diviso. Sono molti i pro e contro. Tra gli aspetti positivi c'è sicuramente l'ottima atnosfera che si resipra e che Lucarelli riesce a rendere assai bene, altro punto a favore è la buona caratterizazione dei personaggi, ognuno dei quali, pur non essendocene nessuno particolarmente memorabile, ha durante il racconto, chi più chi meno, un suo approfondimento. La trama del romanzo è un insieme di vicende indipendenti tra loro sinngolarmente piuttosto semplici e lineari (anche toppo) ma che insieme costituiscono un ricco intreccio di fili. Tra gli aspetti negativi c'è lo stile, non ho mai letto altri libri di Lucarelli quindi non so se è sempre così, comunque io ho trovato molto fastidioso il continuo cambio di tempo, a volte all'interno addirittura dello stesso periodo, questo è un difetto non da poco e rende, specie all'inizio, la lettura molto ostica. Altro difetto è un inizio pensantuccio, probabilmente a causa dei tanti personaggi da gestire la storia fatica a partire ma superata la prima metà fortunatamentela la narrazione inizia a scorrere bene. Insomma un libro non eccezionale, con difetti piuttosto pesanti, ma anche pregi, che se non altro ha il merito di racconatare di un tema di cui in generale si parla poco.

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    andrea romagnoli

    23/01/2009 12.29.17

    E' sconcertante rilevare che tanti lettori confondono i romanzi con i temi di quinta elementare. Lo stile personale di uno scrittore si può apprezzare o no, tutto è soggettivo nel piacere della lettura, ma per favore non giudichiamo solo in base a concetti "scolasticistici". Io ho apprezzato il romanzo e forse esagero dando il massimo, ma che dire di chi, per snobbismo (non c'è maggior conformista di chi fa l'anticonformista di maniera)sistematicamente da 1 a tutti i romanzi che hanno un minimo successo...non sarà, almeno in qualche caso, la frustrazione per non essere riusciti a fare lo scrittore. Si dice, infatti, che in Italia ci siano più aspiranti scrittori che lettori

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    Andrea Aymerich

    15/01/2009 10.37.39

    Buono ma non ottimo. I difetti: troppi personaggi, alcuni dei quali vengono nel corso del libro forzatamente abbandonati o sviluppati con troppa velocita'; la descrizione delle storie sentimentali non e' forse il pezzo forte di Lucarelli. I pregi: ottima la descrizione di Massaua e del suo clima; ottima la descrizione della improvvisazione e della impreparazione degli ufficiali dell'esercito sabaudo; ottimi alcuni personaggi.

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    paolo57

    08/01/2009 19.17.12

    Alla fine non nè un romanzo storico nè un noir, una via di mezzo che non mi ha soddisfatto, forse sarebbe stato meglio scrivere la storia vera di quella drammatica spedizione senza perdersi nel romanzarla.

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    federico

    15/12/2008 13.47.06

    ho appena finito di leggerlo.. e mi è piaciuto. Ho fatto un pò di fatica all'inizio a capire i personaggi ma poi è scorrevole fino alla fine e rende chiara l'idea della disorganizzazione all'italiana( a cui siamo abituati ancora oggi)..

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