La pace mancata. La conferenza di Parigi e le sue conseguenze

Sergio Valzania,Franco Cardini

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 13 novembre 2018
Pagine: 240 p., Rilegato
  • EAN: 9788804706120

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Storia militare - Prima Guerra Mondiale

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Descrizione

Franco Cardini e Sergio Valzania ripercorrono in questo libro i fatti occorsi a Parigi in quell'anno fondamentale per la storia mondiale, le vicende che precedettero e seguirono la firma dei trattati di pace con i paesi sconfitti.

Fra il gennaio 1919 e quello del 1920, a Parigi si decise il destino del mondo. Al termine del grande conflitto che secondo la promessa wilsoniana avrebbe dovuto «porre fine a tutte le guerre», in un momento decisivo per un possibile riscatto dopo anni di atrocità, i leader delle quattro potenze vincitrici si riunirono nella capitale francese per discutere i termini della pace: ridisegnare i confini politici e stabilire gli equilibri dell'Europa e del mondo. La trattativa, che avrebbe dovuto creare un ordine fondato sulla giustizia e il rispetto dei diritti dei popoli, non seppe dare al continente, e al mondo, un assetto per quanto possibile giusto e pacifico. Ai vinti vennero imposte dure condizioni, spesso a scopo vendicativo e sotto la minaccia di continuare ad affamare la popolazione civile. Sulle rovine degli imperi sconfitti nacquero nuovi Stati, in cui si affermarono i nazionalismi più gretti, sorsero problemi insolubili e numerose guerre locali. Le decisioni prese in relazione alla Germania sconfitta, contornata da piccoli Stati con forti minoranze tedesche, contribuirono in maniera determinante alla salita al potere di Hitler. Il presidente Wilson, che volle rappresentare il proprio paese al tavolo delle trattative senza essere un diplomatico, né tantomeno possedere alcuna esperienza di negoziati internazionali, complicò ulteriormente la già ingarbugliata situazione postbellica, finalizzando la Conferenza di pace alla costituzione della Società delle Nazioni, alla quale gli stessi Stati Uniti non aderirono. Franco Cardini e Sergio Valzania ripercorrono in questo libro i fatti occorsi a Parigi in quell'anno fondamentale per la storia mondiale, le vicende che precedettero e seguirono la firma dei trattati di pace con i paesi sconfitti. La Conferenza di Parigi del 1919 per i suoi protagonisti - il presidente Woodrow Wilson e i primi ministri Lloyd George, Clemenceau e Orlando - fu l'occasione mancata di stabilire un giusto ordine internazionale. I quattro leader ebbero nelle loro mani il destino del mondo, un potere e una responsabilità mai avuti prima, ma costruirono una pace che non ha funzionato, una «pace mancata», uno dei fallimenti più importanti e decisivi del secolo scorso.

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    Claudio Rapetti

    16/11/2018 17:24:12

    E' appena uscito un libro su un Presidente USA che io da sempre amo: Woodrow Wilson. Il testo in questione "La pace mancata. La conferenza di Parigi e le sue conseguenze" è di due autori: uno che adoro, Franco Cardini, e di un altro che apprezzo molto meno, Sergio Valzania. Nel complesso il libro mi ha deluso: poco approfondito, una bibliografia minima ed è eccessivamente di parte nel criticare la figura di Wilson. Si tace quasi la totale incapacità del duo Sonnino - Orlando di avere una visione d'insieme delle trattative concentrandosi quasi esclusivamente sugli interessi italiani e rimanendo su una posizione intransigente e obsoleta destinata solo al fallimento. Si eccede nel dipingere Wilson "servo" degli interessi bancari e industriali americani. Si accenna solo brevemente alle grandi questioni e agli altri personaggi di questa importante conferenza. Mi ha proprio deluso. Il libro monumento e vera pietra miliare sulla Conferenza di pace di Parigi è "Parigi 1919. Sei mesi che cambiarono il mondo" di Margaret Macmillan. Bibliografia ampia e storia molto dettagliata con una descrizione minuziosa dei vari personaggi che hanno animato questo fondamentale evento. Secondo me Cardini e Valzania non hanno capito pienamente il personaggio Wilson e hanno ecceduto nel "complottismo". Woodrow Wilson incarna perfettamente due figure: quella del professore universitario e il suo essere un integerrimo protestante. La sua stessa figura algida e piena di autorità incute reverenza e rappresenta magistralmente il suo essere professore e protestante. Un uomo rigido, quadrato, un po moralista che ha saputo imporre le sue carte e i suoi principi agli altri giocatori di questa partita. Ovviamente anche lui ha fatto gli interessi del suo paese ma cercando di seguire i suoi importanti 14 punti, rivoluzionando la politica estera e imponendo la supremazia degli USA sul mondo.

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Premessa

I. L'uomo sbagliato

II. La Grande guerra fu davvero grande

III. Cinque trattati e molti conflitti

La pace con i vinti - La guerra e gli arabi - Entra in scena il presidente Woodrow Wilson - La dichiarazione Balfour - Le premesse nascoste della dichiarazione Balfour: il «sionismo cristiano» - Nuovi tentativi - I «mandati» della Lega delle Nazioni: La Siria, la Palestina, l'Iraq - Il mondo cambia

IV. L'apprendista stregone

I sogni scompaiono all'alba - La conferenza prende forma - Fiducia nell'uso della forza militare. Banana Wars e altro - I «Quattordici Punti», confusi e contradditori, e le precisazioni - Il rifiuto di trattare con i politici tedeschi responsabili della guerra - Andare a Parigi e gestire la trattativa in prima persona - L'atteggiamento diplomatico passivo

V. I nodi vengono al pettine

Accettare di assumere posizioni razziste - Il disastro greco-turco

Conclusione
Bibliografia