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Claudio Risé

Edizione: 7
Anno edizione: 2013
Pagine: 166 p.
  • EAN: 9788821548437

L'Occidente contemporaneo è definito dalle scienze sociali «una società senza padri». Alcuni vi vedono la fine, positiva, di ogni "patriarcato"; altri, come l'autore, notano con preoccupazione il vuoto lasciato dall'assenza paterna. Per Claudio Risé, psicoanalista di formazione junghiana e docente di scienze politiche e sociali, il padre è la figura psicologica che collega la biografia individuale al piano trascendente e consente così l'integrazione del dolore e della perdita attraverso l'insegnamento esemplare del suo senso. La «società senza padri» appare, quindi, come un mondo che ha smarrito il senso religioso e, con esso, la capacità di dare significato alle prove della vita, cui l'individuo reagisce infantilmente attraverso il rifiuto e la negazione o con la depressione. Il libro entra nel vivo della cronaca di oggi mostrando come l'assenza paterna non nasca da fumosi processi psico-sociologici, ma dalla diffusione di separazioni e divorzi, che si concludono quasi sempre con l'espulsione dei padri da casa e con la rottura (o il grave indebolimento) del loro rapporto con i figli. A questo si aggiunge l'attuale legislazione abortista, che per la prima volta nella storia umana toglie la parola al padre in materia di procreazione. Di fronte agli enormi danni umani e psicologici di questa situazione, si va delineando una reazione, diffusa soprattutto fra i giovani, di cui Risé presenta, e interpreta, le prime forme. Si tratta di un sentire condiviso, che si traduce in usi e costumi nuovi, atti a dare spazio e considerazione a un padre consapevole e responsabile.

Recensioni dei clienti

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    Flavio

    17/04/2015 13.37.00

    Un libro francamente non necessario, come d'altronde tutti quelli prodotti dalle fatiche della mente illuminata dell'autore, che formula discorsi sulla base di una scolastica che non ha alcuna attinenza col piano del reale, il tutto per giustificare e promuovere l'ideologia da cui proviene fino a travisare dati, protocolli e verifiche empiriche.

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    Matteo

    12/03/2010 13.55.44

    Da leggere sicuramente! Per una riflessione sul ruolo maschile all'interno della famiglia e di riflesso nella società in generale. Utile per scoprire la necessità di tale presenza per una equilibrata educazione dei figli.

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    mgrazia

    28/01/2007 12.21.02

    Nel testo l’assenza è sinonimo di allontanamento fisico del padre dai propri figli. Nemmeno una parola spesa sui padri assenti per scelta, assenti nonostante “la presenza”, solo perché troppo difficile o faticoso esserci. Una delusione.

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    Ari

    13/06/2006 12.46.06

    Offre uno spunto molto interessante: i danni psicologici e sociali provocati da svalutazione della figura paterna. Peccato che dietro ci sia un manicheismo strisciante fatto da contrapposizioni: padre-assente (perchè ingiustamente spodestato) contro grande madre (che appare sotto forma di cultura dominante); della serie buoni contro cattivi, uomini contro donne, padri salvatori di vite umane contro donne assassine. Se al vuoto e alla mancanza di senso dei nostri giorni contribuisce anche il venir meno del ruolo di maschio e padre, questo non è la chiave di volta di tutto. Forse ciò che manca è un equilibrio complessivo in cui la parte forte-maschile sia in armonia con la parte accogliente-femminile. Questa visione idialliaca di un mondo con padre onnipresente e onnipotente può essere solo una favola bella dietro a cui nascondersi per non vedere la realtà nella sua complessità. Forse non sarebbe il caso di offrire una chance all'ascolto e all'incontro delle diversità piuttosto che erigere barriere? A che serve creare un muro contro muro fra forze della natura che se sbilanciate portano a uno squilibrio totale: psicologico, sociale, esistenziale.

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    Carla Maria

    19/01/2005 01.10.33

    Sono una donna, non più giovane, e il mio solo rimpianto, dopo aver letto questo straordinario libro, è che qualcuno non l'abbia pensato e scritto venticinque anni fa... Molte cose, nella mia vita e in quella di molte altre donne, sarebbero state forse non meno dolorose, ma senz'altro più facili da affrontare, e con maggiore consapevolezza. Leggetelo, è uno dei pochissimi libri in cui la parte scientifica si unisce perfettamente ad una scrittura bella e, perchè no, commovente ed appassionata.

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    Luca

    09/04/2004 11.56.19

    Per cortesia leggetelo tutto ed attentamente. Non fermatevi alle prime pagine per bollarlo come testo maschilista e reazionario. E' in realta' una presa di coscienza di cosa vuol dire essere uomo oggi. "Essere uomo" infatti non ci e' per niente chiaro, sicuramente meno di quanto sia chiaro "essere donna" per le nostre compagne. Occorre rifarsi ai modelli piu' positivi che portiamo dentro e che la storia ci ha lasciato in eredita', mostrarli ai nostri figli e non nasconderci al tiro incrociato delle "post-femministe" che speriamo francamente essere in estinzione .......

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    redazione

    24/04/2003 00.27.37

    L’Occidente contemporaneo è definito dalle scienze sociali «una società senza padri». Alcuni vi vedono la fine, positiva, di ogni “patriarcato”; altri, come l’autore, notano con preoccupazione il vuoto lasciato dall’assenza paterna. Per Claudio Risé, psicoanalista di formazione junghiana e docente di scienze politiche e sociali, il padre è la figura psicologica che collega la biografia individuale al piano trascendente e consente così l’integrazione del dolore e della perdita attraverso l’insegnamento esemplare del suo senso. La «società senza padri» appare, quindi, come un mondo che ha smarrito il senso religioso e, con esso, la capacità di dare significato alle prove della vita, cui l’individuo reagisce infantilmente attraverso il rifiuto e la negazione o con la depressione. Il libro entra nel vivo della cronaca di oggi mostrando come l’assenza paterna non nasca da fumosi processi psico-sociologici, ma dalla diffusione di separazioni e divorzi, che si concludono quasi sempre con l’espulsione dei padri da casa e con la rottura (o il grave indebolimento) del loro rapporto con i figli. A questo si aggiunge l’attuale legislazione abortista che per la prima volta nella storia umana toglie la parola al padre in materia di procreazione. Di fronte agli enormi danni umani e psicologici di questa situazione, si va delineando una reazione, diffusa soprattutto fra i giovani, di cui Risé presenta, e interpreta, le prime forme. Si tratta di un sentire condiviso, che si traduce in usi e costumi nuovi, atti a dare spazio e considerazione a un padre consapevole e responsabile. Informazioni e recensioni in www.claudio-rise.it

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