Il paese dove non si muore mai

Ornela Vorpsi

Editore: Minimum Fax
Collana: Nichel
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 7 giugno 2018
Pagine: 116 p., Brossura
  • EAN: 9788875219192
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Descrizione
Esordio letterario nel 2005 con Einaudi, Il paese dove non si muore mai è uno dei libri capofila di una nuova generazione di scrittori immigrati e segna l'approdo sulle nostre coste di un accento nuovo, irripetibile, sensuale e sconvolgente.

Nel paese dove non si muore mai, per le donne la morte è invece sempre presente. Muoiono in seguito ad aborti domestici oppure impiccandosi insieme a un'amica, con un filo elettrico che i bambini usano per giocare. O si annegano in un lago, per una storia d'amore disperata. Gli uomini spariscono soltanto e non vengono sepolti; forse sono stati fucilati, o forse no. Siamo in Albania, terra di polvere e fango, ai tempi della dittatura, ma il paesaggio di Ornela Vorpsi è un territorio letterario per eccellenza: esemplare, metaforico, universale. È Europa, ma potrebbe essere Africa, Asia, Sudamerica, un compendio tragico della condizione femminile e umana in ogni parte del mondo. In un italiano adottato come si adotta una speranza, e carico di espressività e di dolore, Ornela ci racconta l'antieducazione sentimentale di tutte le donne in mezzo alla violenza e alla solitudine, le loro storie di puttaneria e vergogna, di proverbi e cucine seminterrate, con una lingua simile a un bisturi.

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Negli ultimi anni, non senza l’aiuto della crisi, il campo editoriale ha corretto un tiro che non era stato sempre razionalissimo: scoppiata la “bolla degli esordienti”, lo scouting è tornato a essere prerogativa delle “indie”; realizzato che lanciare i libri come fossero mucchi di dadi era sul lungo termine controproducente, è cominciato un percorso di decrescita del numero di uscite; l’ultimo processo virtuoso in atto, sebbene non riguardi ancora le major, è infine quello dei “recuperi” – o, alla francese, repêchage. Il sistema distributivo, che con tanta lestezza riempie gli scaffali di novità per svuotarli allo scaglione successivo, ha il vantaggio di fare da volano ai libri che vendono da subito, ma dall’altro lato macina innumerevoli testi senza dar loro il tempo di trovare i propri lettori. Ci si trova così nella situazione paradossale in cui molti libri, pur richiesti, risultano indisponibili.
Sorprende per la qualità della prosa, oltre che per l’ironia dolente e beffarda che lo pervade, Il paese dove non si muore mai, scritto in italiano dall’albanese Ornela Vorpsi e recuperato da minimum fax a tredici anni dalla prima uscita per Einaudi: una lingua che trova la propria esattezza nello spaesamento, e ben spiega perché Aleksandar Hemon, bosniaco che ha trovato la propria voce in inglese, l’ha inclusa nella sua Best European Fiction.

Vanni Santoni