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Claudio Giunta

Editore: Il Mulino
Collana: Intersezioni
Anno edizione: 2010
Pagine: 174 p. , Brossura

87 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Studi culturali - Cultura popolare

  • EAN: 9788815138934

Recensioni dei clienti

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    Mara

    04/01/2014 13.12.26

    Forse basterebbe citare il passaggio sui gabinetti nei treni, per riassumere il libro: in Giappone i bagni partono immacolati e arrivano immacolati, dopo tre ore e mezzo di viaggio, sia sullo Shinkansen (alta velocità) sia sul Kobe-Nara (locale); in Italia inutile approfondire, tanto lo sappiamo tutti. Ma soprattutto (nota a pag. 140), in Italia la Freccia rossa e il resto dei treni sembrano appartenere a epoche diverse e paesi diversi, invece appartengono tutti e due all'oggi e all'Italia, solo che riguardano classi diverse di cittadini. Il Giappone, pur essendo un'economia nel cuore del capitalismo, ha una società molto più egualitaria e "decente". Il costo di questa organizzazione sociale iperregolata sarebbe un eccesso di costrizione per gli individui, da cui deriva poi l'infantilizzazione diffusa, la mancanza di iniziativa personale, fino all'anomala frequenza dei suicidi. La civiltà (giapponese) avrà i suoi costi, ma i costi dell'inciviltà (italiana) credo siano maggiori. Dopo di ché, si può discutere se proprio tutto il Giappone può rientrare nella categoria di "civiltà", ma anche l'Autore ha i suoi dubbi. Molto d'accordo con l'Autore nel considerare utile sul Giappone il libro di Angela Terzani Staude (da leggere dopo, dice lui, perché altrimenti non si parte..)

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    ant

    27/01/2011 23.33.54

    Libro scorrevole e simpatico. Prospettive e angolature opposte al nostro modo di pensare e di affrontare le giornate, tutto questo "nadir" al nostro pseudo zenith è il Giappone. E il paese più stupido non è necessariamente il Giappone,anzi non lo è x niente...siamo noi(a detta dell'autore ) a doverci guardare dentro (e fuori) e cercare di darci una sferzata comportamentale. Belle e simpatiche le digressioni riguardanti usi e costumi nipponici e le notevolisime differenze tra noi e loro, una su tutte: la cortesia. Giunta pone giustamente l'accento sulla squisitezza del modo di fare dei nipponici gentili sempre , non a comando(come spesso nostri connazionali) imbarazzati e timidi continuamente e per questo considerati come una nazione di perenni dodicenni. I pro e i contro naturalmente vengono fuori, l'autore ipotizza che il Giappone non sia altro che l'Italia capovolta, infatti noi descritti come: spontanei, immediati confusionari, arruffoni, inosservanti delle regole etc I nipponici: artificiosi, ordinati, rigorosi, rispettosi delle regole,poco portati ai rapporti umani etc. La civiltà ha un costo terribile ,ma anche l'inciviltà ha un costo terribile, e basta avere gli occhi per vederlo. Bisogna trovare soluzioni di compromesso,e l'autore indica come zona franca, una sorta di "in mezzo c'è la virtù" il triangolo Parigi-Berlino-Stoccolma. Altri spunti interessanti riguardano sicuramente l'organizzazione delle città(il come i giapponesi affrontano il problema rifiuti è lontano anni luce da come immaginiamo noi, e l'autore fa l'esempio di come è conciata un'uscita di metropolitana qualsiasi di pomeriggio/sera italiana rispetto a una giapponese) E poi parallelismi(sopratutto contraddizioni) su abitudini diverse tra Italia e Giappone a riguardo di cucina, letteratura, sport etc. Lettura godibile

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