La panne. Una storia ancora possibile

Friedrich Dürrenmatt

Traduttore: E. Bernardi
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 2 aprile 2014
Pagine: 87 p., Brossura
  • EAN: 9788845928703
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Descrizione
Quattro pensionati - un giudice, un avvocato, un pubblico ministero e un boia - ammazzano il tempo inscenando i grandi processi della storia: a Socrate, Gesù, Dreyfus. Ma certo è più divertente quando alla sbarra finisce un imputato in carne e ossa: come Alfredo Traps, rappresentante di commercio, che il fato conduce un giorno alla villetta degli ex uomini di legge. La sua automobile ha avuto una panne lì vicino, ma lui non se ne rammarica, anzi: pregusta già il lato piccante della situazione. Si ritrova invece fra i quattro vegliardi, che gli illustrano il loro passatempo. L'ospite è spiacente: non ha commesso, ahimè, nessun delitto. Come aiutarli? Niente paura, lo rassicurano: "un crimine si finisce sempre per trovarlo". E se la colpa non viene alla luce, la si confeziona su misura: "bisogna confessare, che lo si voglia o no, c'è sempre qualcosa da confessare". Tra grandi abbuffate e abbondanti libagioni, il gioco si fa sempre più pericoloso, finché il piazzista si avvede d'essere non già un tipo banale, mosso solo da meschine aspirazioni di carriera e sesso, bensì un delinquente machiavellico, capace di usare la sua amante come un'arma infallibile contro il superiore cardiopatico.

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    ilGiusi

    21/09/2018 14:35:52

    In fondo "c'è sempre qualcosa da confessare". Un testo del '56 di grandissima attualità. Da una parte la vita governata dal caso e dall'altra la giustizia che, nei fatti, non riesce mai essere tale. 86 pagine di una precisione assoluta. sulla distanza breve, Durrenmatt è mostruoso!

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    Claaaa

    06/06/2018 13:56:11

    Sagace, irriverente storia della condizione umana nel mondo della giustizia. Un romanzo illuminante, che dissacra gli ideali alla base del processo penale. Un must per i giuristi, e non solo.

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    angelo

    15/02/2018 13:48:30

    Ingredienti: un’auto in panne di un rappresentante svizzero, una generosa ospitalità offerta da 4 ottantenni pensionati, un processo simulato come passatempo serale, un epilogo sin troppo realistico per una rappresentazione fittizia. Consigliato: a chi ignora le cause delle azioni e pulsioni umane, a chi conosce le conseguenze di un bicchiere di troppo.

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    Amaro in bocca.

    23/01/2018 08:25:50

    Chi ha letto Durrenmatt sa bene cosa intendo quando dico che la scrittura è “geniale”. Un libro cortissimo, ma profondissimo. Da giurista ho amato l’analisi implicita delle strutture processuali, dei paradossi e, soprattutto, dell’equilibrio precario dell’epistemologia. Un libro da leggere, regalare, rileggere. Consigliatissimo per chi ha amato buio a mezzogiorno e il processo.

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    Cristiano Cant

    10/06/2017 09:33:41

    Da quali strati può nascere una tragedia? Da quali basi oziose e bislacche il cerino allena il suo zolfo nel fienile, in una specie di giocoso solletico a se stesso che in realtà sta annunciando un rogo senza pari? Anche dal nulla, da un conversare colto, compiaciuto, lieto e impegnato insieme come una sfida aperta all'intelligenza, ai suoi buchi neri, al far mostra di sé, amichevolmente; qualcosa che in un gergo facile potremmo definire fine a se stesso, ma dove le grinfie del caso sono già lì a montare ad arte le tavole di una tragedia. Non può esserci miglior artefice di Dürrenmatt per questi sfondi, nessuno può stargli accanto per inventiva e stupore nel creare un meccanismo tanto diabolico da radici così svagate. La ragione lo chiama imprevisto, l'inevitabile lo chiama destino.Un consesso di uomini (un ex giudice, un ex avvocato, un ex pubblico ministero e un boia), con spirito assolutamente divertito,usa ripercorrere i vecchi processi della storia,ridiscutendoli,rivedendoli come in nuove varianti, in nuovi contraddittori.E in questi loro ingranaggi finirà per cadere un povero avventore a cui si è rotta la macchina, costretto a rifugiarsi lì,in casa del giudice.Consapevole del gioco, egli accetta di sottoporsi all'assise di questi folli figuri. La trama avrà da questo momento la grandezza di torcere pian piano la mente del malcapitato attraverso una lenta scansione di sevizie, sensi di colpa, accuse, da portarlo alla fine alla scelta più tragica: "La via dalla colpa all'innocenza è difficile, ma non impossibile, mentre è disperata l'impresa di voler conservare la propria innocenza e il risultato non può che essere disastroso". Capolavoro di impressionante finezza narrativa, una scatola narrativa di perfezione assoluta dove il vero giudice dagli occhi inappellabili è il caso,re e signore di ogni azione,dalle più labili alle mostruose.Che stritola fino a portarle a un corpo a corpo con la coscienza che,dilaniata,finirà per consegnarsi inerme. Grandioso racconto.

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