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Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2014
Pagine: 106 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788807030734

Nel vasto sotterraneo di una città, la cui localizzazione non è ben definita, si trova un posto magico: l’Accademia dei Tre Principi, la sala da biliardo più grande della zona.
In questo luogo, lontano dai rumori e dalle frenesie della città, si accede attraverso delle rampe di scale che conducono in un «mondo buio e silenzioso». Non tutti possono addentrarsi, soltanto chi ha il coraggio di penetrare le viscere della città e entrare a far parte di un’umanità malinconica e disillusa che cerca con il gioco di consumare i suoi rimpianti.
Riesce a varcare la soglia di questo mondo suburbano un ragazzino che non ha nome e di cui conosciamo poco, quel che basta per capire che somiglia a un giovane Holden del nostro tempo.
In Pantera, il nuovo dittico di racconti di Stefano Benni è lui il protagonista della prima storia: un cameriere tuttofare che è anche la voce narrante del libro.
Con lui entriamo nell’oscurità di un posto surreale, popolato da anziani pensionati, prostitute fumatrici di sigaro, giovani perdigiorno e giocatori di carte. Un pianeta dove è sempre notte e dove gli unici rumori che si sentono sono il rotolare delle biglie e lo schiocco delle stecche.
Un universo di disperazione in cui una sera fa il suo ingresso una dark lady dal caschetto nero e dalla bocca rossa: una Pantera molto simile alla Valentina di Crepax.
Una ragazza fragile e dal passato doloroso che cerca attraverso il biliardo un riscatto alla sua esistenza.
Maria, il suo vero nome, ha talento da vendere, la sua palla è guidata da un istinto feroce, il suo potere è terribile e giocando intuiamo che si vendica di qualcosa. Uno ad uno detronizza tutti i grandi campioni dei Tre Prinicipi. Ma poi arriva il turno di Jones, la leggenda del biliardo e fra i due è subito sfida. Maria contro l’Inglese, la pantera nera contro il principe biondo.
Il loro incontro-scontro stravolge la vita di tutti i componenti dell’Accademia, a partire dal giovane garçon.
Esce dal sipario Pantera ed entra nella narrazione Aixi: è lei la protagonista del secondo racconto. Una ragazzina che vive in una capanna sul mare e che come Pantera ha un dolore che si porta dietro. Leggeremo che dovrà fare una scelta importante, capire se stare “sopra” o “sotto”, se galleggiare o vivere.
In quest’ultimo lavoro, arricchito dalle illustrazioni di Luca Ralli, Benni ci parla di vite e di scelte che ti cambiano la vita. Con una scrittura sensibile e delicata l’autore ci dimostra che il nostro destino non è ancora scritto e che l’ultima parola non è ancora detta.

Recensioni dei clienti

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    Il libraio di Mantova

    14/12/2015 17.10.17

    Per chi ama le storie surreali di Benni non rimarrà deluso da questa metafora del gioco come sfida e catarsi. In questo caso il gioco è quello del biliardo attorno al quale ruotano le esistenze di bizzarri ma reali personaggi.

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    BARBARA BETTELLI

    28/05/2014 18.15.01

    E' poco più alta di una stecca, capelli neri col caschetto, sempre seria, sempre vestita di nero, ricalcata in modo quasi maniacale sulla figura di Matilda, la ragazzina che Leon si porta in giro per il mondo in cerca di gente da ammazzare; quando fa il suo ingresso al bar la gente smette di respirare perché al biliardo non la batte nessuno. E il bar può anche essere il Bar Sport adulto, vecchio, dopo che la Luisona è stata mangiata e i tennici hanno rinunciato a fare gli allenatori, pieno di polvere, immerso nel buio illuminato solo dai laghetti verdi dei biliardi, dove Pantera combatte le sfide che valgono la vita. Fino all'arrivo di Jones, L'Inglese, praticamente David Bowie in completo bianco e occhi bicolori, che la sfida. Ma è una partita che si gioca in tre, e il terzo è la solitudine. Fumettone meraviglioso, un ammasso di metafore, di ironia e tristezza, più cattivo del solito Benni ma incredibilmente anche più realistico, perché quella vita lì da qualche parte esiste, nei sotterranei dei bar, dove "ci sono partite che si giocano una volta sola, e te ne accorgi soltanto quando si spengono le luci". E poi un raccontino, subito dopo la fine, che è ancora meglio di Pantera. "Aixi", straziante, un'onda d'amore verso il mare e verso tutte le cose che contano davvero ma che stanno per finire o che sono state sepolte dalle sovrastrutture che non si sa più chi ha costruito. Un paesino di pescatori che credono a Nettuno e ai santi del mare e che scrivono davanti alla porta di casa: "Grazie San Pietro, che è morto solo il cane". E qui vive Aixa, 12 anni e le mani distrutte dagli ami, che lotterà con un pesce enorme come fece Santiago di Hemingway e che alle sue amiche in completino rosa che odorano di cingomma che le cercano il fidanzato fico, dice solo: "Sai chi mi piace Aida? Chi sa sempre quale vento ha in faccia". Voto 10. Prezzo alto per librino minuscolo e per giunta illustrato, che vale ogni centesimo speso. "Ridete, ridete. Siete barchette di carta"

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    spaggio

    27/05/2014 14.00.08

    Due racconti brevi, carezzevolmente malinconici, a ribadire la poetica di Benni, con ben incastonati disegni di Luca Ralli, ad arricchire un libro che a dispetto del tempo di lettura è comunque gradevole e godibile, in quanto la qualità non si misura in numero di pagine.

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    luca

    26/05/2014 23.36.10

    il voto è alto perchè stiamo parlando di Stefano benni. Ho preferito altre sue opere

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    marco

    22/05/2014 12.31.00

    Buon libro. Lo trovato piacevole meglio del precedente che mi aveva lasciato un pò amaro in bocca. Il secondo racconto è almeno per me più Benni che l'altro

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    gigifaggella

    20/05/2014 10.28.05

    lo stile è quello di sempre, ma spero si tratti di un intermezzo editoriale nell'attesa di qualcuno dei suoi capolavori di una certa consistenza. Due pillole di racconto con personaggi femminili che non hanno però tempo e soprattutto pagine per lasciare quel segno che Benni, a sua volta, lascia nei suoi lettori attraverso i suoi geniali e scanzonati personaggi.

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    Giuliano

    19/05/2014 09.09.48

    Una chicca e mezza in stile Stefano Benni...antipasto gustoso,gradevole e profumato nell'attesa di un menù più consistente per palati sopraffini, il Tuo pubblico Stefano. Ti aspettiamo.

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    As Chianese

    16/05/2014 19.00.38

    E' la storia di due regine. Due regine violate e bambine, o forse integralmente adulte. Perché tanto "...si è regine a qualsiasi età" ed è bene saperlo. Quindi le pagine due due storie, che però si leggono come se fossero un romanzo solo. Unito dal dolore e dalle intemittenze del cuore. Due tonalità della stessa trama. Pantera è la regina nera, la dea delle bilie. Aixi (si legge Aiji) quella di ruggine, di pel di carota. Dai due versanti si scruta comunque il mare. Quello dove sfocia il fiume Leen, dove l'inglese vorrebbe portare la sua avversaria, o quello dove Aixi ha il suo mondo e la sua fantasiosa ragione. Giovani e vecchi, bambini e adulti, il mondo descritto da Benni è il sogno nel sogno. Quella fantasia graffiante non non risparmia nessuno. Dalla sala biliardo dei Tre Principi alla costa, sempre e comunque alla (de)riva. Non c'è niente che non ci spinga ad amare questo piccolo libro di Benni, con illustrazioni ad hoc di Luca Ralli. Anche perché, fortunatamente, non lo sentiamo come capolavoro. Non lo avvertiamo come pedante. Non nella dimensione di libro adulto. E per questo ci piace. Per questo lo amiamo davvero. Perché ci siamo accorti anche di una cosa piccola come lui. Prafrasando.

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    shghedro

    10/05/2014 20.07.08

    A Benni non posso dare mai meno del massimo dei voti. Per fantasia, per stile di scrittura. A questo punto posso dire che ne preferisco altri (suoi) a quest'ultimo.

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    gianluca bacci

    07/05/2014 15.05.04

    Premetto immediatamente che sono un grande ammiratore di Stefano Benni e forse proprio per questo motivo sono rimasto deluso dalla lettura di questo "Pantera". Attendevo da tempo una nuova sua opera, e forse mi ero creato troppe aspettative. Non mi è piaciuto! sono solo due raccontini; carino il primo e potabile il secondo! da tempo, ormai, pare che Benni non si diverta come un tempo nello scrivere. le sue ultime produziono sono altalenanti;alterna un'opera soddisfacente ad una mediocre. di capolavori (tanti un tempo!) ormai non si parla più... per non parlare poi dell'operazione commerciale in sè!! per un romanzo è poco e per una antologia di racconti idem. 100 pagine ( con qualche illustrazione in qua e la, giusto per allungare un pò il brodo) in cambio di 12 ricchi euro! sembra che il tutto sia stato confezionato tanto per dar qualcosa in pasto ai molti lettori di Benni, per tenerli buoni un altro annetto, fino a quando non sarà pronto qualcos'altro ( speriamo migliore). a mio modesto parere proprio non ci siamo! peccato, perchè il lupo lo amo sul serio.

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