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Barbara Spinelli

Editore: Laterza
Collana: Il nocciolo
Anno edizione: 2009
Pagine: 86 p. , Brossura
  • EAN: 9788842090588
Dopo la vittoria di Berlusconi alle elezioni della primavera del 2008, Barbara Spinelli, una lunga tradizione di impegno culturale alle spalle, aveva preferito abbandonare per qualche tempo le sue riflessioni settimanali sul quotidiano "La Stampa", intese a scandagliare i labirinti della politica italiana, per dedicarsi ai grandi temi della politica estera. Da qualche mese, con un impegno e un fervore ostinato, è tornata alle più gravi tematiche che attanagliano la vita politica del nostro tormentato paese. La firma di un documento insieme a Michela Marzano e Nadia Urbinati in difesa delle donne maltrattate dal maschilismo oltraggioso di Berlusconi ("Quest'uomo offende noi donne e la democrazia: fermiamolo"), interventi a convegni internazionali, ma soprattutto la pubblicazione di questo impegnativo e difficile volume. Libro necessario medicinale alle troppe arroganze culturali che lacerano le istituzioni. Viene disegnato nel testo un raro percorso intellettuale, sulla scia degli insegnamenti di Gustavo Zagrebelsky, che nel suo volume Contro l'etica della verità (Laterza, 2008), citando le stesse parole del salmo 52 spiegava, nelle righe iniziali, il proprio intento di voler favorire contro l'etica della verità un'etica del dubbio. Spinelli, con un impianto profondo e sintetico, propone, insieme a un'attenzione rigorosa verso la lettura contemporanea dei testi politici, da Aristotele a Kant a Stuart Mill, una forte novità nello scenario della cultura religiosa del nostro paese. E cioè dalle più certe originalità del pensiero liberale vuole proporre una visione del religioso come struttura costitutiva della coscienza: struttura utile per conoscere e difendere un rapporto personale con Dio (da Kierekegaard a Barth a Jasper a Heidegger e senza dimenticare Leopardi) e per tutelare il valore del cercare personale tra le regole democratiche e il rispetto delle leggi, che neanche san Paolo, nella famosa Epistola ai Romani, voleva fosse trascurato. Ma una lettura non soprannaturalistica delle scritture può essere accettata da santa madre chiesa? Tutto il volume è intriso di forti argomenti intellettuali contro le arroganze assolutistiche e autoritarie dell'individuo di potere, spaziando dalle profondità teologico-filosofiche all'attualità cinematografica, ma avendo come riferimento il faticoso cammino dell'ascoltare sempre, come metodo, le "verità" degli altri. Anche perché, se poi l'esistente invece che dall'Uno promana dal Nulla, inutile avere impazienze di dominio, considerato che anche il potere soffre di mortalità.
Matteo Lo Presti