Il passeggero del Polarlys

Georges Simenon

Traduttore: A. Carenzi Vailly
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 30 giugno 2016
Pagine: 157 p., Brossura
  • EAN: 9788845930812
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Descrizione
Ancor prima che, in una nebbia glaciale, il Polarlys lasci il porto di Amburgo, il capitano Petersen fiuta la presenza di quello che i marinai chiamano il malocchio, e intuisce che non sarà uno dei soliti viaggi - anche se ci sono gli stessi ufficiali che conosce da anni, e l'abituale carico di macchinari, frutta e carne salata che in Norvegia verrà scambiato con uno di merluzzo, olio di foca e pelli di orso. Da subito, per dire, quell'olandese di diciannove anni che la compagnia gli ha mandato come terzo ufficiale - un ragazzino, pallido e magro nella sua uniforme impeccabile, appena uscito dalla scuola navale - non gli piace granché. E ancor meno gli piace il vagabondo che il capo macchinista ha raccattato sul molo per sostituire un carbonaio malato. Così come non può non preoccuparlo il fatto che uno dei cinque passeggeri sia scomparso nel nulla dopo essersi registrato. E soprattutto che tra quelli rimasti ci sia lei, Katia Storm: una specie di biondissima, filiforme, ambigua creatura, dotata di un guardaroba raffinato e di un fascino perturbante. Un'apparizione decisamente incongrua a bordo del tutt'altro che lussuoso Polarlys. Né gli eventi, anche sanguinosi, che si verificheranno a bordo via via che il mercantile si spingerà verso il buio e il gelo della notte polare saranno in grado di tranquillizzare il capitano...

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    Lapo

    05/01/2019 14:11:48

    L’Autore si spinge in ambientazioni per lui inusuali, su un mercantile in crociera lungo i fiordi norvegesi, con l’iniziale presentimento del malocchio che il capitano sente aleggiare sull’imbarcazione e che si rivelerà un effettivo presagio di traversie. Ma le atmosfere rimangono le stesse, dense e tenebrose, e gli ingredienti sono analoghi – una enigmatica donna fatale, un passeggero introvabile, un misterioso assassinio a bordo durante la navigazione, un terzo ufficiale dal comportamento ambiguo – e creano quelle arie torbide ed equivoche così familiari a Simenon. Il lettore avverte il freddo polare nelle ossa, gli odori pesanti di letti disfatti, i profumi dozzinali, il lezzo del pesce trasportato che avvolge la nave. Anche lontano dai climi parigini o della provincia francese lo scrittore fornisce una prova del suo stile inconfondibile.

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    dario g p

    23/11/2018 13:23:01

    Uno dei più bei romanzi di Simenon, mi è piaciuto tantissimo. Bella l'ambientazione a tinte nordiche a bordo in un cargo, intenso l'intreccio di relazioni umane.

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    Giovanni

    23/09/2018 17:19:06

    Simenon non si smentisce mai.Anche in questo che é uno dei suoi primi romanzi(scritto ottantasette anni fa!)sono presenti gli elementi che caratterizzano tutta la sua produzione letteraria,ossia una profonda analisi psicologica dei personaggi,un ambiente chiuso,un paio di delitti e una vasta gamma di quelle umane passioni che possono mettere in moto gli eventi più incredibili.Davvero notevole il personaggio del comandante Petersen e di Katia,orchestrati magnificamente e già molto ben definiti dopo poche pagine.Ciò che l'autore mette in risalto,come di consueto in gran parte delle sue opere,é come vizi di varia natura possano spingere le persone a cadere sempre più in basso negando loro qualsiasi possibilità di redenzione,assecondando quella che sembra essere una tendenza autodistruttiva innata nell'animo dell'essere umano.Ennesima,grandissima prova di uno dei giganti della letteratura di tutti i tempi

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    Roberto de Rubertis

    07/06/2018 14:54:08

    Fantastico finora,tranne i Maigret,il libro più bello.Incanta il viaggio lungo i fiordi norvegesi,si percepisce il movimento del mare ed il viaggio sulla nave.Tutto accade durante il viaggio da Amburgo al nord della Norvegia

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    Laura

    07/06/2018 07:06:45

    Sto leggendo tutti i romanzi di Simenon e questo mi è veramente piaciuto: lo stile Simenon è una garanzia. Trama intrigante.

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    Renzo Montagnoli

    03/05/2018 08:10:24

    Simenon, la cui scrittura è attenta ai particolari al punto di rasentare la pignoleria, ogni tanto tuttavia si prende un periodo di svago, durante il quale scrive romanzi che, se fossero di altri autori meno blasonati, si potrebbero considerare nel complesso soddisfacenti, ma, portando in calce invece quella firma così nota, si rivelano per essere delle prose invero modeste, magari con una trama interessante, ma prive di tutte quelle caratteristiche positive che così tanto hanno indotto il pubblico dei lettori ad apprezzare l’autore belga. Prendiamo questo romanzo di navigazione, che forse vuole evocare, non riuscendoci, certe atmosfere tipiche di Joseph Conrad, un noir privo di una vera e propria tensione, con parecchi rallentamenti nel ritmo, in contrasto con la dinamicità dell’ambiente (il mare del Nord in tempesta), ebbene se all’inizio riesce a presentare qualche motivo di interesse poi, piano piano, procede stancamente e così si arriva alla fine con la scoperta dell’assassino di turno che lascia alquanto basiti, perché se è vero che era il meno sospettabile, è altrettanto certo però che la soluzione si presenta tutt’altro che logica. C’è qualche pagina buona, come se occasionalmente Simenon si fosse scosso dal torpore che lo aveva pervaso, ma questo implica che appaiano ancor più stridenti quelle parti – e sono molte – in cui c’è più verbosità che sostanza. Peccato, a fronte di tanti capolavori mano a mano che procedo nella lettura della corposa produzione letteraria dell’autore mi imbatto, ormai con una certa frequenza, in opere che, solo per rispetto nei confronti di un grande scrittore, non esito a definire minori, se non marginali.

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    Carlo

    21/04/2018 18:30:21

    Opera giovanile di Simenon, pubblicata in Italia da Mondadori nel 1934, ristampata dalla stessa storica casa editrice nel 1966 ed infine dalla benemerita Adelphi nel 2016, impreziosita dall’elegante traduzione di Annamaria Carenzi Vailly. Ottima prova del celebre autore belga, all’epoca appena 27enne ma già abile nel catturare il lettore sin dalle prime pagine. Il mercantile Polarlys, comandato dall’esperto e spigoloso Capitano Petersen, solca le fredde acque del Mare del Nord nella rotta tra Amburgo e la costa norvegese, di scalo in scalo fino ai più sperduti villaggi affacciati sul Mare di Barents. Presenti tutti i classici ingredienti del giallo, a mio avviso il valore aggiunto è la potente ambientazione marittima, mare grigio, tempestoso, minaccioso, le cui insidie si fondono con ansie e timori dei personaggi, dando vita ad una situazione di crescente tensione efficacemente orchestrata da Simenon.

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    avana2@alice.it

    19/06/2017 14:25:26

    Il lettore sente il freddo del Mare del Nord penenetrargli fin nelle ossa: Simenon non poteva descrivere meglio l'atmosfera glaciale di questa crociera. La trama si sviluppa con precisione ma la conclusione mi lascia deluso, come in una partita a scacchi dove sei convinto di aver giocato bene tutte le tue mosse ma nel finale trovi un pezzo fuori posto che ti fa perdere il re e solo allora comprendi che gli alfieri (i protagonisti) non erano schierati adeguatamente e rimandi quindi ad un altro romanzo la tua completa soddisfazione.

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    Massimo Pasqualin

    16/01/2017 19:12:26

    Ho letto da poco questo romanzo di Simenon e sono entusiasta. Penso che leggerò altri suoi "romanzi duri", Maigret non mi ha mai conquistato. Ogni commento risulta quasi superfluo per quanto attiene la scrittura dell'Autore, basti pensare al significativo successo di lettori nella recente edizione Adelphi. La proprietà di linguaggio e la relativa capacità di creare quadri letterari in quel particolare contesto (a bordo di un vapore con rotte norvegesi) mi hanno coinvolto al punto che ho fatto una ricerca sul piroscafo (che grazie al ruolo di servizio di pubblica utilità ha lasciato tracce), sulle località menzionate (alcuni porti tra gli oltre venticinque in cui faceva scalo) e sul servizio di postale costiero. Mi si è aperto un mondo. La ricerca è pubblicata in rete. Tra le conseguenze di questa nuova meritoria edizione dopo tanti anni, ci sarà un aumento delle crociere nel Nord Europa. Un Polarlys, ben diverso è in navigazione tra i fiordi.

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    Massimo F.

    04/10/2016 21:46:20

    Il solito lucido, chirurgico, plumbeo Simenon. Noir "marittimo" di alto livello. Personaggi indovinati, trama intrigante, stile asciutto ed efficace come sempre.

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    Claudio

    23/09/2016 08:35:45

    Petersen è il comandante del peschereccio Polarlys, ancorato al porto di Amburgo in attesa di partire per il nord della Norvegia. A bordo ci sono anche cinque ospiti, oltre a un terzo ufficiale di diannove anni e un fuochista davvero misterioso. Durante la navigata viene ucciso un sovrintendente di polizia tedesco che stava indagando su un omicidio a Parigi e vengono rubati dei soldi in una cabina. Si pensa subito che il responsabile sia il quinto ospite, che ha occupato una cabina, ma poi si è eclissato. Ma non è così.

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    luciano

    19/07/2016 18:47:14

    Il "Polarlys" parte dal porto di Amburgo per fare rotta a Kiekenes, in Norvegia. E' la fine di febbraio e il capitano Petersen sa che fino alle isole Lofoten il clima sarà normale, " poi di colpo si piomberà nel ghiaccio e in una notte lunga tre mesi". Il " Polarlys" è una nave mista; oltre che trasportare merci, può accogliere fino a cento passeggeri. Adesso non è estate e i passeggeri sono appena tre, di questi tre il primo a salire ha un baule verde e un soprabito grigio. Di lui si perdono immediatamente le tracce, si nasconde, non si riesce a trovarlo, neppure quando la nave viene perquisita. Intanto il capitano Petersen legge su un giornale francese, di due giorni prima della partenza, un articolo dal titolo: "Delitto a Montparnasse" e dal sottotitolo: " Un altro caso di droga". Una ragazza, giovanissima, era morta, nel corso di un'orgia, per avere " ingerito alcol e stupefacenti in forti dosi". L'assassino aveva avuto tutto il tempo per fuggire da Parigi. Il capitano Peterson ha un sospetto... Questo è il primo romanzo di Simenon; si può ben dire che " il buon giorno si vede dal mattino".

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    sergio

    06/07/2016 15:56:17

    Che dire? Simenon è sempre Simenon. Ed è ancora più interessante e vivo quando dimentica di aver inventato Maigret e racconta quelle storie devianti quanto conformiste, che raccontano personaggi normali nella loro anormalità. Uno spaccato di storia, di Francia, di borghesia e di relazioni umane che sembra ineguagliabile.

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L’oblò della cabina emanava una luce tetra. Il capitano vi incollò per un istante la faccia, intuì che prima di notte la nebbia sarebbe stata di nuovo fitta come il giorno precedente, tese l’orecchio al ronzio delle macchine e si sedette alla scrivania.

“Si. Mais non…”
Quale destino – se non una luminosa vocazione di narratore – può attendere un uomo che nel proprio nome riassume il principio fondamentale su cui poggia ogni buona storia? Sì, le cose sembrano rollare e beccheggiare nel loro tranquillo tran tran: il panettiere all’angolo continua a sfornare le baguettes più croccanti del quartiere. Sì, le gambe tornite di sua moglie che si arrampica sulla scala per prendere la scatola di dolci continuano a essere le più belle del boulevard e ad attirare (forse un po’ più del dovuto) lo sguardo di clienti puntualissimi. Sì, il signor Hire sembra un monumento alla tranquilla insignificanza che impasta la malta dei boulevard disegnati da Haussman e permette a Parigi di continuare a esistere come un vitale carosello senza sprofondare nel caos e nell’entropia. Mais non: a un certo punto, nel profumo di pane s’insinua una nota acidula, come di un lievito scaduto. E noi sappiamo sin da subito che in quell’aroma troppo pronunciato si annuncia l’ingrediente che farà gonfiare sotto i nostri occhi la storia imbastita dal demiurgo Simenon. Qualcosa va storto, insomma, e una smagliatura nell’ordine delle cose è sempre la crepa attraverso la quale la storia stessa viene al mondo e si presenta a noi.

Simenon parte spesso da ciò che conosce, ma accade a volte che tuffi la penna nell’inchiostro di fiumi sconosciuti, e il risultato sconfessa quanti possono credere che la forza di questa formidabile “macchina da scrivere” risieda esclusivamente nelle atmosfere che è capace di evocare. In Simenon c’è ben più di questo. L’abbiamo visto in tutte le escursioni fuori dalla “comfort zone” per lui rappresentata dal filone Maigret: la saga familiar-mafiosa de “I fratelli Rico”, le tinte livide e passionali a un tempo di “Tre camere a Manhattan, gli accenti kafkiani de “L’assassino”. Tutto reso credibile, a qualsiasi latitudine e sotto il cappello di qualsiasi genere, da uno sguardo attentissimo alle psicologie, da un orecchio pressoché infallibile per i dialoghi e da una conclamata propensione per l’andare al sodo, senza indulgere in calligrafismi.

Nel caso di “Il passeggero del Polarlys”, il nostro scrittore adotta il metodo dell’entomologo: mette un manipolo di personaggi peculiarmente simenoniani sotto osservazione in un ambiente chiuso, e il più claustrofobico che si possa immaginare: una nave che dal porto di Amburgo parte verso la Norvegia, dove avrà luogo uno scambio di merci. A bordo, oltre al capitano Petersen, figura circonfusa da un alone di morale protestante, si avvicendano i movimenti (necessariamente limitati) di alcuni marinai, dei macchinisti e dei pochi passeggeri che sono saliti a bordo. Fra i cinque, spicca una donna il cui nome – Katia Storm – è presagio della tempesta che attende il Polarlys e il suo equipaggio, e brilla per assenza un altro passeggero, scomparso subito dopo essersi imbarcato. Cosa succede sul Polarlys? A chi spetterà sciogliere la gassa d’amante che sembra imbrigliare questi personaggi e condannarli a un naufragio che pare esistenziale?

Nel modulo infallibile che informa ogni prova maggiore di Simenon, c’è il compendio di un’arte del racconto portata al suo pieno compimento. Sono solo romanzi, ma pare di sentire il crepitare di un camino acceso ogni volta che si gira una pagina.