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Max Mauro

Editore: Ediciclo
Collana: Altre terre
Anno edizione: 2005
Pagine: 320 p., Brossura
  • EAN: 9788888829241
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Recensioni dei clienti

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    massimo969

    11/09/2010 23.32.01

    Al ritorno da questa indimenticabile esperienza di vento, fatica, sudore, solitudine (quella che porta alla felicità),ore e ore in sella, tanti km (700 con 11.000 di dislivello), una quindicina di amici bikers.. .. Comunque, dicevo che al rientro dalla Patagonia in mtb mi è capitato tra le mani questo libro che ho letto come un colpo di vento. Pensavo di essere tornato sazio dal viaggio e poterlo archiviare come fatto. Ma laggiù a la fin del mundo, nella Patagonia Sur ho lasciato qualcosa che voglio riprendere oppure ho ricevuto qualcosa per il quale mi sento in obbligo di tornare a ringraziare qualsiasi persona incontrata sulla strada.. .. Per questo nel mio intimo sto pensando al ritorno a dicembre 2011 in solitaria, per questo il libro di Max mi ha alterato il ritmo cardiaco ad ogni pagina, per questo il libro lo si guarda con occhi diversi se si ha avuto la fortuna di poter vivere quella terre. Non sono un giornalista e nemmeno bravo a scrivere, ma per me è volato come un alito di vento. Grazie MAX

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    Simone

    17/03/2010 15.54.54

    Prosegue il mio ideale viaggio in Patagonia, attraverso la lettura di diari "on the road" ambientati sulle desolate strade del Sud del mondo. Questa volta si va in bicicletta e ci si dedica soprattutto al versante cileno della Patagonia, da Santiago ad Ushuaia. Pioggia, vento, freddo e natura selvaggia la fanno da padroni, inframmezzati da problemi tecnici e racconti storici e folkloristici sul popolo patagonico. Molto dettagliato, il libro offre uno sguardo insolito su quest'angolo di pianeta, anche se la scrittura di Mauro a volte risulta eccessivamente semplicistica e le sue osservazioni non sempre interessanti. Resta un bell'affresco di viaggio da affiancare ad opere ben più celebri. Rilassante.

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    Claudio

    09/12/2007 16.49.44

    Che l'autore sia un giornalista, lo si capisce dall'approccio alla scrittura: e' questo il punto di forza ma anche il limite di questo libro. La forza sta nello spogliare la Patagonia dalla sua aura mitica, per rivelarne la realta' nella sua dimensione storica. Purtroppo l'esigenza di informare prende troppo spesso il sopravvento sull'introspezione e la dimensione privata dell'esperienza del viaggio viene fuori solo a sprazzi (belle le pagine su Puerto Natales e le ultime pedalate sul continente). Se il libro non decolla, e' per questo mancato equilibrio; cio' non toglie che la lettura sia raccomandabile.

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    Pino Lombardi

    29/05/2006 11.31.05

    Lo sguardo dell'autore è personalissimo, e si capisce subito che la Patagonia di Mauro non è quella di Chatwin. Però, alla fine del viaggio (ossia della lettura) si parte dalla Patagonia con qualche luogo comune in meno e molte scoperte in più. Mi è piaciuto vedere finalmente dissacrati il dandismo british di Chatwin e la mania da sport estremo di tanti sportivi/viaggiatori. Il libro non mi ha strappato il cuore. La Patagonia di Mauro non è quella mistica che mi aspettavo, ma tante volte il merito delle letture è proprio quello di inquadrare nella giusta luce alcuni preconcetti sbagliati. Insomma, "Patagonia controvento" non è grande letteratura (nemmeno Chatwin, del resto, lo è, secondo il sottoscritto). Ma credo che non pretendesse di esserlo. E' comunque una lettura piacevole e piena di ottimi spunti. Bravo Max

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    Marco Benozzi

    16/02/2006 21.28.20

    Premetto che conosco parecchio bene l'autore e che la Patagonia e` un mio sogno nel cassetto. In ogni pagina avrei voluto trovare qualcosa che non c'era. A volte avrei voluto una descrizione piu` accurata del paesaggio, magari di posti che Max non ha nemmeno toccato, o piu dettagli tecnici. Non lo ha fatto. E gliene sono grato. Quello non sarebbe stato piu` il suo viaggio e il suo libro. Ho divorato le pagine in poche ore, che per un bradipo della lettura quale io sono e` tutto dire, e mi son ritorvato a bramare perche` ci fosse ancora qualche chilometro da percorrere. Piu` che guida o cronaca del viaggio, e` lo sprone a costruirsi la propria di avventura. Con o senza bici in titanio e intimo in Capilene, nei mille come nei dieci chilometri che ci separano dalla meta sia essa tangibile o interiore. Il prevalere della necessita` di esprimersi sulla forma. L'essere schietti. E` sere ormai che chiudo gli occhi e ripercorro la sua strada in sella alla mia bici e alla mia storia. Bravo Max.

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