Chiudi

Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.

La paura di Montalbano - Andrea Camilleri - copertina

La paura di Montalbano

Andrea Camilleri

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2002
Pagine: 321 p.
  • EAN: 9788804506942
Salvato in 4 liste dei desideri

€ 6,90

Venduto e spedito da Memostore

Solo una copia disponibile

+ 5,00 € Spese di spedizione

prodotto usato
Quantità:
LIBRO USATO
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Sei nuovi casi da risolvere, sei differenti indagini che finiscono per sondare il cuore degli uomini. Tanti i personaggi e tante le storie, tra gli altri: la figura del maresciallo Verruso, formale, pignolo, in apparenza una specie di antimontalbano. Con un tremendo segreto da custodire. O l'immagine della signora Giulia Dalbono che non riesce più ad aprire gli occhi dopo un incidente che invece avrebbe dovuto spalancarglieli per sempre. Montalbano indaga, perché come al solito le cose non sono quelle che sembrano.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4,23
di 5
Totale 44
5
22
4
14
3
5
2
2
1
1
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    sarah

    29/08/2008 17:29:58

    primo libro di camilleri che leggo, piacevole sorpresa per metà, perchè tutti ne han sempre parlato bene, quindi non poteva essere diversamente, ho fatto un po’ fatica con il dizionario siculo, alcuni significati ancora oggi mi sfuggono, ho capito che taliare significa guardare, su alcuni son andata avanti, l’orientamento non l’ho perso, non sapevo questa sua particolarità, son racconti, una paio lunghi un paio corti, un po’ gialli, molto tenue come giallo ma credo sia il suo bello, veloce da leggere nonostante le parole sconosciute, mi piace però come interpreta le relazioni camilleri, l’ironia e la leggerezza unita alla necessità di velocità di azione e pensiero, non sarà l’unico che leggerò.

  • User Icon

    pasquale

    29/08/2008 16:37:54

    Solito Camilleri. Montalbano ti affascina sempre. I tre racconti piu' lunghi sono una vera chicca. Non raggiunge il massimo dei voti per il primo racconto breve. Peccato. Voto 4+

  • User Icon

    Nicola

    02/03/2008 18:56:20

    Montalbano ha paura? Non è una novità. Stavolta però la sua paura non nasce dalla vista di un moribondo. Salvo prende sempre più coscienza di come sia rischioso addentrarsi nei meandri dell’animo umano, in quei meccanismi inspiegabili che portano un uomo a fare delle scelte, a compiere delle azioni apparentemente del tutto irrazionali. Il rischio è scoprire di essere anche lui schiavo di questi oscuri ingranaggi. Eppure in queste pagine raccolte nel rosso acceso di una copertina mi sembra emerga un tema centrale ancor più evidente e diffuso della paura: e cioè quello del tradimento. Non la comune e volgare tresca amorosa, ma un tradimento più profondo, da lasciarsi morire. Quello scaraventatoti addosso da una persona in cui credevi veramente, con la quale hai condiviso intenti e azioni rischiose, compromettenti, con la quale hai maturato il proposito di una vita intera, insieme, con la quale hai coltivato una amicizia sincera, fraterna. Quello di chi ti spara alle spalle proprio mentre gli dimostri quanto tieni ad essergli fedele, di chi non ti porge il braccio in aiuto mentre sei in pericolo e in lui riponi le tue ultime speranze, quello di chi ti ferisce con le parole più di quanto possa aver fatto col corpo, concesso in segreto a tuo marito, al marito della sua più cara amica.

  • User Icon

    andrea

    05/02/2007 10:39:32

    Di livello ben più che "sufficiente", questa raccolta di racconti è comunque un passo indietro rispetto alle 2 raccolte che l'hanno preceduta ("Un mese con Montalbano" e "gli arancini di Montalbano"). E i romanzi della serie in genere sono preferibili alle raccolte di racconti (ma questo è un parere personale); questo per spiegare un 3 che comunque in una scala da 1 a 5, ripeto, si colloca ben al di sopra della sufficienza. Anche con questa "Paura di Montalbano" (che cronologicamente si colloca tra "L'odore della notte" e "Il giro di boa") Camilleri ci diverte (e anche tanto): trame che nella loro esilità sono comunque dei graziosi ricami, personaggi come sempre ben tratteggiati, e un Montalbano che libro dopo libro continua a svelarci qualcosa di se. Ma...ma la sensazione è che l'autore sia un po' stanco; anche nei 3 racconti lunghi ogni tanto vi sono dei siparietti che, per quanto simpatici e godibili, quasi sembrano un po' tirarla per le lunghe (solo una lieve impressione...). In realtà questo libro è un ottimo momento di intrattenimento e una bella appendice laterale alla saga di Montalbano, ma aggiunge pochino a quanto di questo personaggio amiamo. Rispetto alle precedenti raccolte di racconti inoltre manca un risultato di insieme; lì le tante perle costituite dai racconti andavano a creare un affresco collettivo di una società e di una terra che pochi hanno saputo narrare con la levità di Camilleri. Qui si ha un po' la sensazione di deja vu... Comunque resta un libro godibile e consigliabile ( e indispensabile per i fans di Camilleri e di Montalbano).

  • User Icon

    giusi o.89

    28/07/2006 12:22:12

    sono una ragazza siciliana ke ho iniziato a leggere i libri di camilleri quest'estate,ne ho letti 5, ma se dovrei farne 1 classifica non saprei quale mettere prima e quale dopo,xkè camilleri ha dimostrato di essere 1 scrittore ke sa ben costruire gli intrecci tramite anke la fantasia, come in questo libro, la paura di montalbano.leggendo le recenzioni degli altri lettori non sicilini capisco ki non conosce il nostro dialetto e non può comprendere il significato dei suoi libri,ma vi assicuro ke è un vero peccato!!!

  • User Icon

    silvio

    25/05/2006 15:32:10

    Un ottimo libro, come tutta la sagra di Montalbano. Le avventure di Montalbano si leggono d'un fiato mentre con la mente si va sui luoghi frequentati dal commissario e si gustano le magnifiche specialità di pesce descritte nei racconti. Bravo Camilleri, come sempre....se solo fosse un po' meno schierato, un pò più al di sopra delle parti...

  • User Icon

    ester xx92(sicilianina)

    30/12/2005 17:52:25

    Secondo me questo libro è fantastico!!!!!!!Oltre che ad essere scritto bene è anche coinvolgente,divertene e attuale.Lo consiglio a tutti e soprattutto:GRAZIE A.CAMMILLERI

  • User Icon

    MaunaKea

    20/09/2005 00:29:39

    Decimo libro sul commissario Montalbano. Anche questo e' un libro di racconti (datato 2002), per meglio dire di racconti lunghi, anche in questo libro respiriamo Sicilia, dall'odore del mare a quello delle triglie. Ho scritto qualcosa ormai su tutti i libri di Camilleri, mano a mano che procede la mia "rilettura", finora pero' non mi sono mai espressa in critiche, ma proprio perche' amo quest'autore e' anche giusto un filo di critica. Purtroppo l'eta' di Camilleri gicoa, a volte, non poco, se e' possibile che nel commissariato di Vigata negli anni '90 ci fosse un solo computer, usato da catarella, che il commissario ai giorni nostri si rifiuti di leggere un cd, che non ritenga piu' di tanto importanti le analisi della scientifica e sopratutto che non possieda un cellulare, non e' un uomo originale, ma un pochetto assurdo e fuori tempo (e affatto professionale, diciamocelo), inoltre e' divertente l'immagine di Montalbano che legge Montalban, ma spesso l'autore gli fa leggere degli autori improbabili dell'inizio '900. Licenza di scrittore ma irreale, e' gia' molto che il commissario legga... insomma ogni tanto trapela un po' troppo l'eta' dell'autore, Montalbano a 50 anni non puo' avere una mentalita' da 70enne... ecco l'unico difetto che trovo, oppure se avesse ambientato i romanzi negli anni '80 massimo '90 questa discrepanza forse si sarebbe notata meno. Dire ad esempio che andare ai 150 in autostrada e' una cosa da vietare e' proprio di una persona che forse non guida piu' e che non ha necessita' di spostarsi spesso con la propria auto per le strade d'italia, per lavoro, insomma e' fuori dal tempo.

  • User Icon

    Max Ghelfi

    06/07/2005 16:11:58

    Camilleri sempre a segno, anche in questi racconti la spontaneità e l'intelligenza del commissario Montalbano si uniscono per far vincere la giustizia.

  • User Icon

    mak73

    08/06/2004 17:14:30

    Montalbano al meglio della forma. Per me il libro migliore della serie

  • User Icon

    Gloria e Marta

    22/04/2004 20:24:03

    Siamo due studentesse d'italiano e abbiamo scelto questo libro fra un elenco, per fare un lavoro alla scuola. È la prima volta che leggiamo a Camilleri, quindi la nostra opinione può essere soltanto su questo libro e non possiamo fare nessun paragone con gli altri titoli dell'autore. Per cominciare, non ci ha sembrato un libro facile da capire giacché il fatto che sia stato scritto in siciliano, non ci ha permeso di intuire il significato preciso di quello che l'autore voleva dire, ma ci ha permeso d'imparare qualche espressione in siciliano. Per quanto riguarda i racconti, nella nostra opinione, non sono molto originali, avevamo sentito che le storie di questo autore, ti potevano lasciare totalmente in sospeso, ma troviamo che qui non sucede così, magari non abbiamo scelto il libro migliore per cominciare a leggere Camilleri. Insomma, non ci arrenderemo! riprenderemo l'opera di Camilleri con un altro titolo, vi va di raccomandarci qualcuno? Grazie.

  • User Icon

    pulciotta

    03/03/2004 17:50:07

    nei racconti non c'è il miglior montalbano ma camilleri è sempre camilleri e per me non si discute!

  • User Icon

    Angela M.

    04/01/2004 18:13:54

    Ho letto praticamente tutto di Camilleri; questo non mi attirava: nei racconti è generalmente difficile sviluppare bene i personaggi. Mi sono ricreduta; mi è piaciuto molto e già mi manca Montalbano: stasera cosa leggerò?

  • User Icon

    fABRIZIO

    10/11/2003 11:28:10

    Un Montalbano decisamente brutto, lontano dalle piccole perle di GLI ARANCINI DI MONTALBANO. I racconti lunghi sono ovvi e convenzionali. Quelli corti simpatici ma nulla di più. L'unico accettabile è LA PAURA DI MONTALBANO, ma le stesse frasi, riportate in modo poeticamente migliore, le hanno scritte altri. Montalbano è stanco e sta stancando un po' anche me. Spero nel libro UN MESE CON MONTALBANO

  • User Icon

    A340-500

    08/04/2003 15:11:46

    Nonostante la brevità di alcuni racconti è un libro veramente eccezionale, che mi aveva fatto sperare in un seguito (Il giro di Boa) all'altezza; purtroppo non è ancora il momento...

  • User Icon

    angela

    21/03/2003 13:40:52

    Meglio il libro o la serie tv? Montalbano dove sei? Angela

  • User Icon

    francesco

    08/02/2003 13:27:52

    se fosse scritto in italiano...

  • User Icon

    Bruno - da Parigi

    28/12/2002 23:49:17

    Eh, no, questa volta non ci siamo : le storie non sono originali (quella della montagna, poi, non ne parliamo), si ricalca sempre lo stesso tipo di personaggi, ma, in peggio, trovo, il linguaggio, ormai affogato nel siciliano, e non sempre comprensibile. Negli ottimi libri precedenti il siciliano entrava di tanto in tanto come una "perla" ed era facile intuire il significato. Ora sta inflazionando le storie, e quindi non solo è stilisticamente meno interessante ma crea uno squilibrio di suoni con l'italiano. Eppoi, Montalbano è diventato proprio un personaggio scontato, prevedibile. Mi dispiace. Camilleri ce l'ho tutto, dal primo all'ultimo libro, e lo ammiro moltissimo, specialmente nelle storie senza Montalbano (La concessione del telefono, che per me resta il capolavoro; La stagione della caccia, ecc. - quando Montalbano sparisce Camilleri diventa decisamente migliore, e anche poetico. Questa "Paura" è un libro che per la prima volta accusa la stanchezza dell'autore. Che ne ha tutti i diritti, intendiamoci, dopo i tanti bei titoli che ci ha dato. E continuero' a leggerlo. Anche con Montalbano, ovviamente.

  • User Icon

    Fausto Orazi

    17/11/2002 16:54:56

    Camilleri non si discute, è un affabulatore di talento personalissimo che non può piacere a tutti, ma a chi piace regala momenti di concentrazione dentro una cronaca attuale o pre- risorgimentale (Il re di Girgenti) capace di suscitare la valutazione del comportamento umano meglio leggibile nella cronaca che nella storia, io credo. Inutile discutere il valore di ciasun titolo, oscillazioni minime mi sembrano. Andrea è sempre se stesso. Capisco la polemica fra Er Tigre e Francesca (che non si esprime in chiaro), ma occorre tener conto che Andrea è intellettuale degli anni cinquanta, quando si imponeva lo schieramento a sinistra.Difficile abbandonare le ideologie e le certezze sulle quali si è fondata la propria esistenza. Quasi tutti tengono a essere coerenti, anche se, dicono, la coerenza è la virtù dell'imbecille, di chi praticamente si fossilizza su idee senza ascoltare l'evoluzione del tempo umano. Personalmente perdono a Andrea i suoi manifesti politici che richiamano roba vecchia e mineralizzata e anche futili tentativi di derubricare il racconto con un pensiero politico stramorto nell'evoluzione del mondo. Debolezze fanciullesche di un ex giovanotto legato a ideologie obsolete. Mi godo la narrativa, trascuro il resto. Felice di poterne parlare con Francesca e Er Tigre, probabilmente romano de Roma come me. Fausto Orazi

  • User Icon

    Rossella

    17/11/2002 10:54:40

    Nulla da dire sul valore del testo, ma vorrei proporre una riflessione e sarò grata a chi mi risponderà: quanti dei lettori hanno conservato nella propria mente un'immagine propria e personale dei personaggi e dei luoghi di queste splendide storie? Penso che, nella maggior parte dei casi, il volto del commissario si identifichi tout court con quello del (bravissimo, per carità) attore che lo impersona nella fiction. Questo rappresenta un danno o un vantaggio? La televione ottunde l'immaginazione? E' un po' lo stesso discorso, per fare l'esempio di un classico, valido per Biancaneve: è possibile riuscire a immaginarla diversamente dall'interpretazione disneyana? Grazie e ciao a tutti.

Vedi tutte le 44 recensioni cliente
  • Andrea Camilleri Cover

    Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri ha vissuto per anni a Roma.  Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio... Approfondisci
Questo prodotto lo trovi anche in:
Note legali