Pensieri controcorrente

Nikolaj Berdjaev

Curatore: A. Dell'Asta
Collana: Propilei russi
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 1 agosto 2007
Pagine: 144 p., Brossura
  • EAN: 9788887240726
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    enrico

    14/04/2008 13:33:56

    Leggere Berdjaev è obbligatorio per ogni coscienza che sente l'ombra del potere invadere la propria personalità. La società ha invaso i fini connaturati alla natura dell'uomo disperdendo quest'ultimo nell'assurdo derivante dalla non conoscenza di sè.

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    Sergio Marini

    06/09/2007 17:07:18

    «Pensieri controcorrente» raccoglie sette articoli di Berdjaev mai pubblicati prima in una sola opera (alcuni di questi, mai tradotti in italiano, erano stati completamente dimenticati e son tornati alla luce solo per merito della rivista «La Nuova Europa»). In essi il grande filosofo russo affronta i suoi temi preferiti (libertà e verità, cultura e potere, arte e creatività…), folgorando il lettore del Duemila con la modernità dei suoi giudizi. Tutte le riflessioni di Berdjaev qui raccolte hanno al centro la persona umana, e la pienezza riscoperta nell’incontro con Cristo. Sono pensieri controcorrente, sicuramente non politically correct, che demoliscono in maniera paradossale i luoghi comuni più diffusi nel pensiero contemporaneo: che Dio e la fede siano nemici dell’uomo e della ragione, che il bello sia il regno del soggettivismo e non di un fascino oggettivo, che la verità sia oppressiva, oppure che non sia vincolante per nessuno, che la democrazia possa costruirsi sull’indifferenza rispetto alla verità e al bene comune. L’immagine di cristianesimo che Berdjaev offre è una sfida all’uomo contemporaneo, convinto di poter costruire da solo la propria umanità e finendo così per portare solo distruzione. In una società smarrita tra un sentimentalismo imbelle e tentazioni di chiusura violenta, l’esperienza di Berdjaev offre un’alternativa affascinante. L'AUTORE. Nikolaj Berdjaev (1874-1948) è stato uno dei più grandi pensatori russi del XX secolo. Di origini nobili, dopo essere stato uno dei marxisti più in vista di fine Ottocento, tornò alla Chiesa ortodossa riconoscendo che solo in essa era possibile ritrovare il rispetto della realtà e della dignità dell’uomo. Espulso dalla Russia per volere di Lenin, a Parigi divenne con la propria esperienza di filosofo cristiano un punto di riferimento per tutta la cultura occidentale (da Maritain a De Lubac). Solzenicyn disse di lui: «Ecco un uomo che ha dimostrato di avere un punto di vista proprio!» (Arcipelago Gulag).

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