Pensiero vivente. Origini e attualità della filosofia italiana

Roberto Esposito

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 14 settembre 2010
Pagine: 265 p., Brossura
  • EAN: 9788806198626
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Descrizione

Nata fuori da un orizzonte nazionale ed eterogenea rispetto ai paradigmi canonici della ragione moderna, la filosofia italiana sembra oggi godere di una fortuna crescente al di fuori dei propri confini. Diversamente da altre culture filosofiche, caratterizzate dall'indagine sul soggetto o dalla teoria della conoscenza, dall'analisi del linguaggio o dalla decostruzione ermeneutica, essa appare fin dall'inizio estrofles-sa sul suo esterno, esposta ai conflitti e ai traumi dell'esperienza mondana. Al suo centro, eccedente rispetto a ogni definizione presupposta, si dispiega la categoria di vita, in una relazione sempre tesa e problematica con quelle di politica e di storia. È proprio questa materia densa e opaca, difficilmente riducibile all'ordine formale della rappresentazione, a spingere il pensiero italiano in una sintonia profonda con i tratti costitutivi del nostro tempo. Antagonismo e immanenza, origine e attualità, comunità e biopolitica, interrogate nella loro genesi concettuale e impresse nel cuore della contemporaneità, sono le polarità intorno alle quali, in un confronto serrato con i maggiori filosofi italiani, si snoda il percorso teoretico originale e avvincente di uno dei protagonisti del dibattito filosofico contemporaneo.

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    Andrea Ruini

    07/01/2011 16:20:50

    A Esposito si può obiettare che la filosofia italiana ha dimostrato scarsa vitalità rispetto alle culture filosofiche tedesca, francese, inglese o americana, che hanno una tradizione filosofica molto più ricca e originale. Il ripiegamento della nostra cultura su se stessa è una vecchia tentazione. La pretesa della nostra filosofia al primato si è sempre scontrata con l'inadeguatezza dei suoi mezzi e con la sua povertà conoscitiva. Sembra poi molto dubbia l'unità della filosofia italiana. L'immagine di una tradizione italiana che attraverso Vico si congiunge al Rinascimento è un miraggio. L'ultimo tentativo di dare unità alla filosofia italiana è stato il neoidealismo di Croce e Gentile, la cui prevalenza ha fatto sì che l'Italia sia rimasta estranea ai movimenti che hanno caratterizzato la cultura degli altri grandi paesi, dallo storicismo alla fenomenologia, dall'esistenzialismo al pragmatismo, dal neopositivismo alla filosofia analitica. E' stato scarso il contributo originale apportato dalla filosofia italiana, che ha vissuto solo parzialmente e di riflesso l'intensa stagione di inventiva filosofica dell'Ottocento e del Novecento. La tradizione filosofica che è culminata in Croce e Gentile ha determinato una chiusura culturale italiana, un isolamento filosofico occultato dall'illusoria certezza di trovarsi al culmine del pensiero, giudicando le altre filosofie con un atteggiamento di superiorità se non di disprezzo. La linea individuata da Esposito mette tra parentesi la moderna scienza della natura, il razionalismo cartesiano e l'empirismo inglese, l'Illuminismo e l'eredità della rivoluzione francese, esprimendo così una visione autarchica della filosofia. La cultura che sta alla base di questi sogni di primato è una cultura vecchia e irrimediabilmente provinciale, prodotto di un paese che si è sempre illuso di indicare al mondo una altra via alla modernità, quando semplicemente non è stato capace di percorrere nessuna delle strade già sperimentate altrove.

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