Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche. Un'introduzione al carnismo e un processo alla cultura della carne e alla sua industria

Melanie Joy

Editore: Sonda
Collana: Saggi
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 23 maggio 2012
Pagine: 198 p., Brossura
  • EAN: 9788871066547
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Descrizione
Molti di noi inorridiscono al solo pensiero che a tavola ci possano servire carne di cane o di gatto. Il sistema di credenze alla base delle nostre abitudini alimentari si fonda infatti su un paradosso: reagiamo ai diversi tipi di carne perché percepiamo diversamente gli animali da cui essa deriva. In modo inconsapevole abbiamo aderito al carnismo, l'ideologia violenta che ci permette di mangiare la carne solo "perché le cose stanno così". Melanie Joy analizza le motivazioni psicologiche e culturali di questa "dittatura della consuetudine" e della sua pervasività; di come, attraverso la rimozione, la negazione e l'occultamento dell'eccidio di miliardi di animali, il sistema in cui siamo immersi mantiene obnubilate le coscienze, fino a persuaderci che mangiare carne più volte al giorno sia naturale, normale e quindi necessario. Intervistando i vari protagonisti dell'industria della carne, esaminando le cifre dei suoi profitti e dei suoi disastri ambientali, mette in luce gli effetti collaterali sulle "altre" vittime: chi lavora negli allevamenti intensivi e nell'inferno dei mattatoi industriali di ogni latitudine; i consumatori sempre più esposti ai rischi di contaminazioni e insalubrità; l'ambiente stesso, e il nostro futuro sul pianeta.

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    Stella

    10/01/2019 16:10:58

    Un libro necessario, provocatorio, che fa riflettere e fornisce tutte le logiche, le informazioni, le testimonianze e i fatti necessari per comprendere il carnismo e l'inadguatezza dello sfruttamento animale. Gli argomenti sono ben divisi e facili da comprendere, la lettura é fluida e non stufa mai. Molto consigliato

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    Fabiana

    22/10/2017 12:50:46

    Non avrei mai letto questo libro se non me lo avessero raccomandato e, per questo, ringrazio la mia amica Irene. Ho aperto li libro non sapendo cosa aspettarmi e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Il tema mi ispirava, ma, da saggio, mi aspettavo qualcosa di più "pesante". Invece questo documento mi ha coinvolta più di certi altri libri fantasy o fantascientifici. È un libro che non avrei mai voluto leggere, dato il tema delicato affrontato in un modo crudo, ma, contemporaneamente, è un libro che mi ha ipnotizzata e non volevo mai interrompere la lettura. Questo saggio si concentra sul modo di vivere e di pensare dei cittadini americani e sul conseguente trattamento di allevamento e macellazione, spettante agli animali in questo Paese. Al contrario dell'America, che tratta le proprie bestiole come veri e proprio oggetti, capaci di tramutarsi in profitto, L'Europa e l'Italia hanno creato delle leggi specifiche a favore di una cura adeguata e dignitosa degli animali, ma non per questo i mangiatori di carne sono meno colpevoli delle loro azioni. Entrambe le gestioni zootecniche si concludono con la morte. Il libro fa molto riflettere, la lettura è fluida e leggera e, a mio parere, questo saggio potrebbe essere in grado di rendere le persone vegetariane e lo dico da mangiatrice di carne, che ora ha qualche pensiero in più per la testa.

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