Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l'Europa, l'etica

Marcello Pera

Editore: Mondadori
Collana: Saggi
Anno edizione: 2008
Pagine: 196 p., Rilegato
  • EAN: 9788804588313
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Recensioni dei clienti

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    lois76

    17/11/2009 20:38:03

    Ottimo libro.Da leggere sicuramente.

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    Paolo

    03/04/2009 22:22:16

    Come sempre Marcello Pera ha il dono della chiarezza di pensiero ed esposizione. Il suo pensiero e la critica alla società attuale è quanto mai precisa e basata su evidenti dimostrazioni. Parte dalla Costituzione Italiana, fondamentale nostro testo che forse qualcuno vuole cambiare. (Art. 2: La Repubblica riconosce i diritti inalienabili dell'uomo). Cioè la Repubblica riconosce che preesistono allo Stato dei diritti non negoziabili, propri dell'essere umano. Da dove vengono tali diritti? E' così che il laico è cristiano perchè è da Dio che provengono tali diritti e la nostra speranza

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    Tony Bianco

    18/01/2009 22:06:37

    Definire come “anacronistico” il libro in oggetto è un complimento! Se seguissimo le indicazioni proposte nel libro ci ritroveremmo in un guaio davvero grosso: la cosa peggiore che uno Stato moderno possa fare oggi è “ufficializzare” una religione (qualunque essa sia)! Siamo nel 2009, non nel 1600! La storia non ci ha insegnato nulla? Completamente fuorvianti le numerosi citazioni presenti nel libro, decontestualizzate e strumentalizzate fino all’inverosimile! Per non parlare del concetto di “relativismo” e quello di “laicità” completamente travisati. Una cosa è certa: il grande Thomas Jefferson, (citato numerose volte nel libro, probabilmente ateo e non deista) laico vero e libero pensatore, non si sarebbe mai sognato di scrivere un libro come questo! E poi ancora.. Benedetto Croce un genio? Proprio lui, il grande disprezzatore della scienza, e in particolar modo della matematica.. un genio? Suvvia non scherziamo! In un altro passo l’Autore tenta addirittura un paragone più o meno serio tra “religione” e “scienza”.. ma stiamo scherzando? Ma la cosa che lascia davvero a desiderare si trova nel paragrafo “Fondamentalismo islamico e dialogo inter-religioso” l’Autore cerca di “dimostrare” la superiorità dell’etica cristiana rispetto a quella islamica, riportando alcuni versetti a “valenza morale positiva” estratti dalla Bibbia, e altrettanti versetti questa volta però a “valenza morale negativa” estratti dal Corano, e il gioco è fatto! Roba da non credere! Una vera e propria caduta di stile, di buon senso e obiettività, che rischia di scatenare, nel migliore dei casi, un “incidente diplomatico”! (Inquisizione, Indice, crociate cristiane, conquistador, già tutto rimosso? E che dire dei numerosi passi immorali presenti nella “nostra” Bibbia?). Oggi le religioni non convincono più neppure se stesse: sono in contraddizioni con la ragione, con la scienza e con l'esperienza umana (Da dove viene il male? Chi ha creato Dio?), e su queste “basi” vogliamo costruire l’Etica dell’Uomo del terzo millennio??? Suvvia.....

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    Luigi Murtas

    15/01/2009 09:13:23

    Un libro da non perdere: unisce la chiarezza e la facilità di lettura a un discreto livello di approfondimento, e così riesce a cogliere due piccioni con una fava. Da un lato offre contenuti e motivazioni forti per un pensiero positivo e per un'idea di Europa seria e non relativista (e quindi davvero umana), dall'altro consente al lettore di elevarsi intellettualmente, come preannuciato dall'autore nell'introduzione. Le cose belle e vere esigono un minimo di sforzo e di impegno, quelle troppo facili non lasciano traccia. Commovente la lettera di Benedetto XVI che ne rivela ancora una volta la bontà e la semplicità d'animo, per nulla ostacolata dal suo elevatissimo spessore intellettuale.

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    Gabriele Martufi

    07/01/2009 13:16:25

    Indice: Il bisogno e le ragioni della speranza, Lettera di Sua Santità Benedetto XVI I) Liberalismo, equazione laica e questione cristiana II) Europa, cristianesimo e questione dell'identità III) Relativismo, fondamentalismo e questione morale, Note, Bibliografia. Il libro si apre con una bella frase di Immanuel Kant «La speranza comincia soltanto con la religione», già, ma è altrettanto vero, come disse Thomas Alva Edison, che «La fede, per quanto benintenzionata possa essere, deve basarsi sui fatti e non sulla fantasia: la fede nella fantasia dà false speranze che devono solo essere condannate». Il libro è interessante ma spesso contraddittorio. L'Autore si pone le domande giuste, cita le risposte giuste formulate da altri grandi pensatori e oggi unanimemente condivise, e poi propone le sue idee, rispettabilissime, ma a mio modesto parere insostenibili, in primo luogo perché già confutate dalla storia. «Coloro che in buona o in male fede cercano di imporre l'idea che, affinché gli esseri umani abbiano un'etica, è necessario che credano in un Dio, presentano una concezione fallace e inestricabilmente impregnata di errori e illusioni. In millenni di riflessione umana, una gran quantità di pensatori hanno prodotto obiezioni e argomentazioni volte a smascherare tali errori e illusioni, ma esse non sembrano servite a molto. Esse semplicemente sono state accantonate in buona o mala fede. Eugenio Lecaldano» (cit. Eugenio Lecaldano, Un'etica senza Dio). Per una confutazione della tesi del libro in oggetto o semplicemente per saperne di più e/o per avere una visione diversa, da leggere: "Eugenio Lecaldano, Un'etica senza Dio", "Giulio Giorello, Di nessuna chiesa. La libertà del laico", "Michel Onfray, Trattato di ateologia".

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    samuele

    07/12/2008 18:26:51

    Analitico, puntuale e preciso come sempre, profondo nei richiami ai Padri fondatori del liberalismo e ai classici della migliore filosofia (vedi Platone). Da avere per chi già possiede idee convergenti, consigliato se non altro come spunto di riflessione a chi "sta dalla parte opposta" per principio, almeno a titolo di spunti per la propria riflessione e a titolo di cultura personale a chi di Storia sa poco o nulla e improvvisa teorie HYPPIE che nessun'altra base hanno se non l'incoscienza della propria mancanza di conoscenza.

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