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Perseverare è umano. Come aumentare la motivazione e la resilienza negli individui e nelle organizzazioni. La lezione dello sport

Pietro Trabucchi

Editore: Corbaccio
Anno edizione: 2012
Pagine: 184 p., Brossura
  • EAN: 9788863800388

13° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Salute, famiglia e benessere personale - Self-help e valorizzazione personale - Self-help: opere divulgative - Assertività, motivazione e autostima

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“Ecco che per comprendere come funziona la motivazione, diventa essenziale il concetto di <>. La resilienza è la capacità di persistere, di far durare la motivazione nonostante gli ostacoli e le difficoltà. Il termine <> proviene dalla metallurgia: indica nella tecnologia dei metalli, la resistenza a rottura dinamica ricavata da una prova d’urto. In questo campo la resilienza rappresenta il contrario di della fragilità” (p. 18).

Qual è il segreto dietro le grandi distanze percorse dagli ultramaratoneti? Non pensate a distanze classiche, una 21 Km o una maratona da 42 Km. Immaginate di correre per 160 Km o oltre, 200 Km. Incredibile vero? Eppure uomini e donne come noi sono riusciti e tentano ogni giorno di passare il limite di qualcun altro o di loro stessi. Secondo Pietro Trabucchi, noto psicologo sportivo per diverse squadre nazionali olimpioniche, dietro tutto questo sacrificio, sudore, sangue, passione e tenacia, c’è il concetto di resilienza appunto. Non basta solo allenarsi duramente ed alimentarsi bene per battere i record, bisogna essere resilienti, capaci non solo di resistere, ma di persistere, di continuare ad andare avanti, anche quando tutto ti dice il contrario. Ma chi fa sport sa bene che la testa conta quasi il 70% di una prestazione ed è proprio la resilienza che permette di superare i propri limiti.

“Lo sviluppo della resilienza a livello individuale si ottiene accrescendo entrambe le componenti: si può incrementare il senso di autoefficacia e si possono migliorare le capacità volizionali” (p. 93)

Pietro Trabucchi in questo breve saggio di psicologia applicata agli sport estremi mostra con esempi concreti come non solo i grandi campioni, ma anche semplici amatori possano riuscire in imprese incredibili, come la scalata del monte Bianco o la salita e discesa del monte africano più alto, il Kilimangiaro, oppure toccare il cielo dalle vette più alte del mondo come il K2 o l’Everest. Ci mostra anche come un team coeso possa sfruttare le sinergie a proprio vantaggio e come invece un solo anello debole nella catena possa influenzare negativamente tutto il team e la performance.

Ho letto questo libro poco prima di una gara di duathlon (corsa -bici- corsa) piuttosto dura (nulla a confronto delle sfide citate nel libro) per me. Durante il tratto di corsa, seppur performante, sentivo che qualcosa non andava e avevo ancora due importanti fasi da affrontare. Alla prima salita di sei in totale ho avuto subito i crampi e la gara sembrava ormai compromessa. Non l’avevo programmata e l’ho sottovalutata. Ho ripensato al concetto di resilienza, citato in questo libro, e ho terminato la gara. Ero distrutto, ma felice. Grazie davvero a Pietro per questo libro!

Mi sorge tuttavia un dubbio e una relativa domanda: qual è il confine tra resilienza e ostinazione? Il rischio di non capire il limite potrebbe portare a traumi o problemi ben più seri di un ritiro.

Recensione di Marco Cattaneo. 

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Fabio

    15/01/2017 15.37.34

    Pietro Trabucchi, psicologo, pubblica nel 2012 questo interessante libro, dove il tema centrale è la resilienza tra gli sportivi, ma anche tra le persone comuni. La domanda centrale è capire come fanno determinati atleti non professionisti ad affrontare tutta una serie di fatiche fisiche e psicologiche senza avere come ritorno il denaro o la fama internazionale. Si diventa resilienti se si affronta la fatica fin da piccoli, dove si può sperimentare di farcela anche giocando e divertendosi, in modo che da adulti non si rifuggano le fatiche e si faccia invece solo quello che fa piacere.

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    Marco Tolotti

    15/02/2013 18.57.32

    Un libro utile per l'attivita' sportiva e per la vita di tutti i giorni. Il concetto di resilienza, l'autodeterminazione e la caparbieta' (o la volonta' opposta) nell'affrontare il sacrificio di fronte ad un obiettivo fanno riflettere in ogni frangente della vita e non solo nello sport.

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    Claudio S.

    12/03/2012 19.10.33

    Oltre che un libro sullo sport di resistenza potrebbe essere adottato come manuale per la crescita dei propri figli. Far sfuggire loro il minimo disagio, la benchè minima fatica intesa come una piccola sventura, può far crescere degli esseri che - alla prima disavventura - potrebbero trovarsi inermi.Belle le pagine che smontano le false lusinghe sul talento innato e quasi genetico.

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    MARCO CIVARDI

    30/01/2012 15.47.53

    Un libro davvero da non perdere. Con una chiarezza espositiva e di linguaggio l'autore ci fa vedere come la nostra mente abbia risorse in termini di motivazione e resistenza che nemmeno ci immaginiamo. Usando esempi e persone tratte dall'ambito sportivo, visto come luogo in cui si può toccare più facilmente il proprio limite, siamo condotti a sfatare tutta una serie di luoghi comuni, quali ad esempio quello del campione come un puro talento naturale, come risultato del caso o della genetica. Dietro ogni successo, ogni risultato ci viene invece svelato il lavoro costante, a volte anche duro, ma soprattutto la forza della motivazione personale. Un libro che a differenza di pseudo manuali di automotivazione offre indicazioni chiare, ma non certo semplicistiche, anzi che richiedono un nostro impegno ben preciso.Da genitore ho trovato molto ben fatte anche le indicazioni circa lo sviluppo educativo che comunichiamo ai nostri figli in ambito familiare. La tentazione della scorciatoia, della pillolina magica, della soluzione senza costi o fatiche è un modello che noi per primi dobbiamo evitare di proporre sia in ambito familiare che in quello professionale. Da sportivo amatoriale finalmente un bel libro che va oltre i classici concetti dell'allenamento puramente fisico, per mostrare come il risultato sia frutto proprio dello stretto connubio fra corpo e mente. Assolutamente consigliato, così come il precedente "Resisto dunque sono" dello stesso autore.

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