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Pian della Tortilla - John Steinbeck - copertina
Pian della Tortilla - John Steinbeck - 2
Pian della Tortilla - John Steinbeck - 3
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Descrizione


A quasi ottant'anni dalla sua pubblicazione questo romanzo, che decretò il successo letterario di John Steinbeck, conserva intatto il fascino dell'epopea americana.

«Steinbeck è un artista: e racconta storie di questi ladri e adulteri adorabili, con una purezza gentile e poetica sia di cuore che di prosa»New York Herald Tribune

«Pian della Tortilla» è il quartiere di Monterey in cui vivono i paisanos, un luogo dove sopravvivere è il fine primario. Discendenti dei primi californiani, formano una colonia di gente povera ma felice, di perdigiorno amorali ma intimamente incoscienti nelle cui vene si intreccia sangue messicano, indio e spagnolo. Tra questi vive Danny, che ha ereditato due case e vive con sette paisanos cui ha concesso il diritto di dimorare nelle sue proprietà. Le giornate passano tra bevute e corteggiamenti, truffe ed espedienti, mentre il lavoro viene considerato l'ultima risorsa per procurarsi i mezzi di sussistenza. Dotati di spirito cavalleresco, i personaggi che popolano le pagine di questo capolavoro della narrativa americana vivono con umanità e grande dignità la propria decadenza morale e materiale nell'illusione di un domani migliore. Con uno stile narrativo vibrante e un gusto per la descrizione quasi cronachistico, Steinbeck rende omaggio a tutti coloro che hanno attraversato la frontiera.

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Dettagli

13
2014
Tascabile
29 ottobre 2014
263 p., Brossura
9788845278037

Valutazioni e recensioni

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DomeNick
Recensioni: 3/5

Non il migliore di Steinbeck, ma comunque nulla da perdere.

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Libriacolazione
Recensioni: 5/5
Steinbeck è sempre Steinbeck

Steinbeck è una garanzia. Anche in questo romanzo, meno noto rispetto ai suoi più noti capolavori, racconta la gente come pochi altri sanno fare. In questo scrive caso i 'paisanos' della California, che trascorrono le giornate arrabattandosi per riuscire a mettere a tavola un pasto ma soprattutto un gallone di vino. Da leggere.

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S_amara
Recensioni: 5/5

Romanzo con cui ho avuto un po' di difficoltà ad entrare in sintonia, ma una volta individuata la giusta chiave di lettura è stato un libro che mi ha letteralmente travolto!

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Recensioni

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Voce della critica

Cinque motivi per tornare a Pian della Tortilla con John Steinbeck


Qualche giorno fa lamentavo indecisione: era la mezza, nella notte, e io tentennavo davanti alla libreria prendendo e lasciando storie che parevano tutte inutili e noiose. Prendendo e lasciando libri che leggevo per una dozzina di frasi, a volte solo l’incipit, e poi riponevo al proprio posto con mollezza. Troppo drammatico, troppo complicato, troppo urbano, troppo troppo. Dopo aver trascorso così, in questa indecisione, una buona mezz’ora, ho ricordato di avere una risorsa nascosta poco lontano: una piccola scatola da trasloco, avanzata proprio dal recente trasloco, in cui sostavano ormai da mesi alcune vecchie edizioni in attesa di essere sistemate nel loro speciale scaffale bianco da muro che ovviamente ancora non ho appeso e chissà quando lo farò.

John Steinbeck, Ernest Hemingway, Erskine Caldwell.

Stavano a terra in una scatola invece che in alto sulla parete delle vecchie glorie. A volte succede. Che i nuovi amori scalzano i vecchi ma che poi i vecchi si mettono a gridare di potenza anche dal fondo dell’oblio e tu sai che arrenderti a loro è la più giusta delle cose da fare.

E allora eccomi lì, quella notte verso l’una, a riaprire con calore uno dei capolavori della letteratura americana:

anno: 1935;

autore: John Steinbeck (premio Nobel 1962);

titolo: Pian della Tortilla.

Non sarà oggi mio compito raccontarvi o analizzare nel dettaglio la trama di questo romanzo, quanto piuttosto offrirvi un’utile e breve guida a come uscire dalla crisi da indecisione che può attanagliare il migliore dei lettori in qualsiasi momento.

Due premesse:

1       sto assumendo qui e ora che la crisi spesso si risolve con un classico;

2       fare la recensione di un classico davvero non si può: ad esso (e iniziamo così con gli arcaismi) ci possiamo solo avvicinare seguendo le tracce di quel che ha lasciato negli anni.

Nella esuberante fioritura della narrativa americana fra le due guerre, Pian della Tortilla si impose, fin dal suo primo apparire, tra le opere più fresche e originali, immagine lirica e picaresca di un mondo umilissimo contemplato dagli occhi di un uomo profondamente democratico. [] Pian della Tortilla è il quartiere dei diseredati di Monterey, vecchia città marinara della California. Ci vivono i paisanos, miserabili vagabondi mezzi indios, tutti più o meno imparentati fra loro, che campano alla giornata cercando di rimediare un dollaro o qualche oggetto da barattare con un gallone di vino cattivo. Come Danny, il protagonista di questa storia comica, mesta e spensierata, che trasforma la sua casa nella sede felice della comunità di tutti i suoi amici, la comunità di poveri diavoli più dolce e gentile che sia mai esistita.

Ecco allora un vademecum per amanti dei libri, da tenere sempre in tasca per i momenti di bisogno, che suona più o meno così:

CRISI DEL LETTORE? CINQUE MOTIVI PER TORNARE A PIAN DELLA TORTILLA CON JOHN STEINBECK

1       L’atmosfera delle descrizioni piene, sospese e inconfondibilmente retoriche perché arrivano da molto tempo fa. In altre parole, la presenza di passaggi come questo: Imbruniva, era l’ora dolce in cui la sonnolenza del giorno è già finita, e la sera di piacevole conversazione non è cominciata ancora. I pini si alzavano neri contro il cielo, e ogni cosa appariva oscurata sulla terra; ma l’aere splendeva di mesto splendore come la memoria. I gabbiani volavano di ritorno ai nidi loro sulle scogliere dopo la visita quotidiana agli stabilimenti di pesce in scatola pei quali è ricca Monterey.

2       Subito dopo, a continuare proprio queste descrizioni, la presenza di personaggi tondi, ancora indifesi di fronte alla crisi

3       dellio, puri nel loro saper riconoscere la purezza, birboni e ormai vivi, per noi contemporanei, solo nelle foto dei nonni: Pilon amava la bellezza. Levò la faccia al cielo, e l’anima gli uscì dal petto a perdersi nella luce del sole appena tramontato. Il non troppo perfetto Pilon, pasticcione, beone, attaccabrighe e bestemmiatore, continuava lentamente il suo cammino su per il colle ma un altro Pilon, spirituale, e alato, andò coi gabbiani e si inebriò di spazio. Bello era questo Pilon, senza macchia di egoismo e avidità nei suoi pensieri.

4       La traduzione di Elio Vittorini, che sull’americano misto messicano ci innesta anche il fiorentino e che da tanti, tantissimi, è stata bistrattata e accusata di vecchiume. Se il vostro desiderio di classico è ben radicato, le sue scelte lessicali, il ritmo arcaico, la predilezione per il gergo bischero, le parole con le doppie che oggi non si usano più e, in generale, il suo intervento evidente sulla lingua non potranno che diventare una lettura nella lettura, nonché la testimonianza di un grande momento storico, quello in cui per la prima volta la letteratura americana entra in Italia. Con un sapore di realismo magico che suona ancora oggi, nell’ideologia sottesa e nella forma esplicita, sintomo di una vera e propria rivoluzione letteraria.

5       La geografia di un paese lontano e sconosciuto, che sta in uno degli Stati americani più americani, la California, ma ha un nome spagnolo, Pian della Tortilla, e una popolazione che nessuno conosce. La letteratura americana, da sempre e soprattutto all’inizio, fa sue le voci di genti, classi sociali e luoghi che spesso dovrebbero – secondo canone – tacere, mettendo al primo posto elementi strutturali come la strada, la locanda, il porto, il bosco, il meticcio, le stanze di donne che vivono da sole, la cella, il pavimento, il mondo all’altezza di un gruppo di cani randagi.

6       Il vacuum narrativo, ovvero l’assenza di un’ossessiva ricerca di trama a favore, invece, dell’inseguimento – certo pigro e ozioso come i personaggi – di piccole azioni, dettagli, avvenimenti più che eventi, significati oltre le immagini. C’è una triade di aggettivi nella quarta di copertina, proprio in chiusura, che è meravigliosamente inattuale: questa storia è comica (porta al sorriso), mesta (senza bisogno di grandi effetti speciali) e spensierata (in nome di un vacuum, appunto, che tiene fuori da sé il complesso e si traduce in recupero del primum, della cosa originale).

Se la crisi adesso è passata, buona lettura.

Recensione di Marta Ciccolari Micaldi 

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Conosci l'autore

John Steinbeck

1902, Salinas (California)

John Steinbeck, autore di numerosi romanzi e racconti, è uno dei massimi esponenti della letteratura americana e della cosiddetta "Generazione perduta". Nel 1962 gli viene conferito il Premio Nobel per la letteratura.John Ernst Steinbeck dopo aver frequentato la Stanford University senza mai laurearsi, compare sulla scena letteraria con opere minori finché non raggiunge la notorietà con Pian della Tortilla (1935) a cui seguono molti romanzi racconti e saggi tra cui Uomini e topi, La lunga vallata, Furore - opera grazie a cui Steinbeck riceve il Premio Pulitzer e il  National Book Award -, La luna è tramontata, La valle dell'Eden, Quel fantastico giovedì, Viaggio con Charley. Il favore della critica nei confronti di Steinbeck si basa soprattutto sui romanzi...

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