Piano Works Vol.5

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Compositore: Johannes Brahms
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: MDG
Data di pubblicazione: 10 novembre 2016
  • EAN: 0760623197463

€ 20,50

Punti Premium: 21

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Johannes Brahms (1833-1897): Variazioni su un tema originale op. 21 n. 1; Variazioni sul tema di un Lied ungherese op. 21 n. 2; Variazioni e Fuga su un tema di Händel op. 24; Variazioni su un tema di Paganini op. 35 – parte prima; Variazioni su un tema di Paganini – parte seconda.
Un’edizione pionieristica Conclusione e coronamento di un progetto discografico destinato a entrare negli annali, il quinto volume dell’integrale delle opere per pianoforte varata dalla MDG vede Hardy Rittner eseguire le ultime opere del grande compositore amburghese su strumenti storici. L’attenta scelta di grandi pianoforti da concerto della seconda metà del XIX secolo restaurati con la massima attenzione ai particolari e un evidente amore si adatta alla perfezione a questo compito e contribuisce ad aumentare ulteriormente il valore artistico di questa pionieristica integrale. Questo disco presenta almeno due motivi di particolare interesse, con Rittner che esegue i cicli di variazioni di Brahms, opere caratterizzate da una stupefacente scrittura virtuosistica, che al loro primo apparire vennero accolte in maniera trionfale dal raffinato pubblico viennese, su uno splendido grand piano Steinway & Sons, numero di serie 553, costruito intorno al 1860. Opere da fare girare la testa L’eminente critico e fervente ammiratore brahmsiano Eduard Hanslick scrisse che i due cicli delle Variazioni su un tema di Paganini op. 35 erano in grado di «fare impazzire i loro interpreti». Il senso più profondo di questa frase di Hanslick può essere capito fino in fondo ascoltando la settima variazione del primo volume, le cui strutture multiple di ritmo binario e ternario danno vita a un passaggio nel tempo assolutamente folle di 8/9, che rischia seriamente di far perdere la testa anche agli ascoltatori. Costruire ponti tra concetti opposti Anche se i feuilleton del XIX evocarono l’immagine di un’insuperabile frattura tra gli stili di Johannes Brahms e di Richard Wagner, il grande maestro di Bayreuth non poteva rendere omaggio a ogni piè sospinto al suo rivale per le sue splendide Variazioni su un tema di Händel op. 24. Più in particolare, Brahms riesce a fare coesistere con nessun altro gli stili pianistici più innovativi con le reminiscenze dei bei tempi andati, creando una simbiosi quanto mai affascinante. La Siciliana e la Musette, così come il Canone e il Carillon evocano l’immagine di antiche forme musicali e culminano nell’energica fuga conclusiva. Eminenza pianistica Hardy Rittner riesce a fare emergere magnificamente le suggestive caratteristiche dei pianoforti storici, la cui meccanica concepita oltre un secolo e mezzo fa costituisce tutt’altro che un ostacolo. Che si tratti delle scintillanti doppie ottave dell’undicesima variazione del primo volume dell’op. 35, della brillantezza cristallina delle numerose scale di biscrome o dei frequenti vigorosi passaggi affidati al registro grave, il pianoforte Steinway, anche nella sua versione originale, che prevedeva la cassa in acciaio e l’accordatura diagonale, è sempre in grado di generare un suono imponente e dà il meglio di se stesso sotto le mani al tempo stesso sensibili ed energiche di Rittner. Questo straordinario prodigio musicale è stato registrato in un ambiente dall’acustica paragonabile a quella delle sale da concerto migliori del mondo su un SACD realizzato facendo ricorso alla straordinaria tecnologia tridimensionale 2+2+2, di cui la MDG detiene l’esclusiva.
  • Johannes Brahms Cover

    Compositore tedesco.La formazione e l'incontro con Schumann. I rudimenti di musica impartitigli dal padre, suonatore di contrabbasso, e lo studio del pianoforte, effettuato con F.W. Cossel, gli permisero presto di guadagnarsi la vita in orchestrine locali. Approfondiva intanto, sotto la guida di E. Marxsen, lo studio della composizione. A vent'anni, nel corso di una tournée (accompagnava al pianoforte il violinista R. Reményi) conobbe J. Joachim che, già celebre, lo introdusse nei più influenti circoli musicali tedeschi. Se l'incontro con Liszt a Weimar (1853) lo lasciò indifferente, decisivo per la sua formazione fu quello con Schumann a Düsseldorf. Vedendo in B. una sorta di antidoto alla corrente «progressista» rappresentata da Liszt e Wagner, Schumann segnalò al pubblico il giovane musicista,... Approfondisci
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