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Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 246 p., Brossura
  • EAN: 9788817016292
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Recensioni dei clienti

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    And the Oscar goes to ....

    21/03/2016 13.21.34

    Piaciuto.

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    WHY

    31/07/2013 11.23.35

    Bellissimo. Scorrevole ma non superficiale. Bella trama. Amicizia, amore, omicidio, c'è tutto. Consigliato.

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    raffaella

    22/05/2012 17.42.23

    Bel libro, anche se a leggerlo ho fatto un po' fatica in quanto personalmente non l'ho trovato scorrevolissimo. Molto Noir.

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    GABRIELLA

    22/06/2010 12.54.54

    L'investigatrice Anna Pavesi è un personaggio falso e trovo offensivo che uno scrittore descriva una professionista intorno ai 40 anni come una donnicciola preoccupata per le prime rughe e poi si dilunghi in elenchi di tutte le marche dei prodotti od oggetti che incontra sulla sua strada. Salvo questo romanzo soltanto perché in passato ho apprezzato Perissinotto, ma devo rilevare che il libro presenta parecchi errori di stampa

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    annalisa

    18/10/2009 14.20.13

    Non l'ho ancora finito...perchè quando succederà so che ne sentirò la mancanza. ho letto tutto di Perissinotto e tutti i suoi libri mi sono piaciuti. Forse ho trovato un pò al di sotto degli altri "L'orchestra del Titanic". Ma questo....è ben scritto, scorrevole, ironico...Bello! E, come gli altri suoi, mi sento di consigliarlo per passare delle ore in piacevole compagnia, e godere di qualche spunto di riflessione

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    stefano

    03/09/2009 14.52.15

    Esagerare con i particolari trascurabili come per esempio, la marca, il modello e il colore di un'auto, i nomi dei paesi, le canzoni della radio, i riferimenti a fatti di cronaca o di costume del periodo in cui la storia è ambientata, ha come primo effetto il negare al lettore di creare da se tutti quei particolari che, superflui per la funzionalità della storia, sono invece importanti per fare del romanzo il proprio romanzo. Altra fondamentale controindicazione di un costante riferimento ad aspetti dell'attualità è quella di rendere il romanzo molto sensibile all'usura del tempo. Come leggere un quotidiano il giorno dopo. i grandi classici sono intramontabili anche perchè non contengono nulla che li incatenino al periodo e al luogo in cui sono stati scritti. Nel caso di questo libro, Perissinotto scrive una storia potenzialmete immortale, ma così ancorata ai luoghi e ai tempi da renderla simile ad un saggio di Bruno Vespa. buono per un'estate. Insomma il riferimento al Ranzani di radio dj e la sua Porchè Cajenne è tale che persino in questo mio commento tra un anno o due risulterà enigmatico. In compenso, vista l'estrema accuratezza con la quale l'autore descrive i luoghi in cui si sono verificati i fatti, non vi sarà difficile, se lo vorrete, trascorere un week end nei luoghi narrati nel romanzo. per esempio all'ipermercato di Segrate all'uscita dell'A4 dopo la tangianziale, o alla fabbrica dove risiedeva la vittima, strada alle cascine 33, Viuttone (MI) . Un pò stantia anche l'idea di vestire un cittadino qualunque da detective facendolo andare in giro a fare indagini, modello signora in giallo. sinceramente poco credibile.

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    fiorella

    28/03/2009 23.04.39

    Mi piace come scrive questo scrittore, sa mescolare una giusta dose di suspense con la caratterizzazione dei personaggi, la descrizione dei luoghi e delle riflessioni tutt'altro che banali su sentimenti e situazioni. La lettura prende , è scorrevole ma non banale.Mi ha fatto venire voglia di leggere tutti gli altri romanzi che ha scritto.Consigliato.

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    carmen

    31/01/2009 12.06.43

    se questo libro ha un pregio è quello della scorrevolezza, i cilchè sono però tutti quelli del genere a cui appartiene: un caso da risolvere che, puntalmente, viene risolto (almeno credo perchè non l'ho ancora finito). romanzo narrato in prima persona da una donna ma scritto da un uomo...ecco, non credo che la psicilogia femminile sia ben centrata dall'autore, sembra che abbia camuffato i desideri nascosti, ma nemmeno tanto, dell'uomo medio e in base a ciò dato vita alle situazioni vissute dalla protagonista: quale donna appena separata e presumibilmente fragile sentimentalmente cade, senza mezzo secondo di riflessione, nelle braccia del primo medicozzo abbronzato e SPOSATO, ci va a letto al secondo appuntamento senza ricevere (mi pare) nemmeno soddisfazione sessuale e non si aspetta da ciò nulla di più di un bel momento? quale donna, non più giovanissima e presumibilmente con qualche difetto fisico, al primo incontro con uno sconosciuto esce dal bagno completamente nuda (mentre lui aspetta a letto VESTITO) senza un minimo di pudore, imbarazzo o vergogna? e quale donna il cui marito ogni lunedì sera ha l'irrinunciabile partita a calcetto non se ne lamenta (nemmeno un po' e nemmeno ironicamente) ma anzi legge in tutto ciò una specie di metafora dell'esistenza maschile e traccia una dettagliata descrizione di ciò di cui parlano i suddetti uomini (ma mica di avventure o cosette banali nè.. bensì delle cose importanti della vita) mentre tutti ignudi fanno la doccia assieme negli spogliatoi, e di come solo in quel luogo si sentano davvero liberi di esprimersi perchè non ci sono donne in giro!! e sono solo a metà libro...

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    Elisa da Torino

    16/01/2009 12.34.28

    Non avevo mai letto nulla di Perissinotto e sono stata piacevolmente colpita da questo autore. La storia è semplice ma non banale, la lettura scorrevole e ben costruita. Concordo con Nadia, che ha notato come sembri scritto da una donna anzichè un uomo!La protagonista poi è simpaticissima. Forse il suo personaggio di psicologa a tempo perso e detective è un po' strampalata, ma non lo è più della prof. con il gusto del mistero nei romanzi di Margherita Oggero.

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    NADIA3

    24/11/2008 16.16.14

    E' il primo libro che leggo di questo autore e devo dire che mi è piaciuto sia per come scrive,sia per come ha condotto la trama e l' intreccio del giallo ma soprattutto per come è riuscito a descrivere bene le sensazioni "femminili"della protagonista pur essendo un uomo.Una sorpresa e una scoperta, non mi perderò sicuramente gli altri suoi libri!

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    Giuliopez

    11/03/2008 09.30.48

    E' il secondo libro di Perissinotto che leggo e questo è molto diverso dal primo (si trattava di "L'anno che uccisero rosetta" edito da Sellerio, che devo essere sincero era più originale, sia come trama che come trovate stilistiche). Qui compare un personaggio nuovo, Anna Pavesi che sarà protagonista anche dell'ultimo romanzo dello scrittore torinese (L'ultima notte bianca). Seppur per certi versi poco credibile che una psicologa, anche se bisognosa di denaro, si esponga a tali rischi, il romanzo è un giallo che si legge bene, prende pagina dopo pagina, anche per la bravura di Perissinotto, di alternare alla narrazione dei fatti passati alcuni brevi capitoli del presente, cioè degli stato d'animo e delle situazioni che la Pavesi si trova a vivere nel momento in cui racconta i giorni trascorsi, fino a che tutto si riallaccia in un finale che svela l'intricata matassa.

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    Francesca

    11/01/2008 14.21.56

    Anche io avevo letto prima "L'ultima notte bianca", e questo libro conferma il buon giudizio sull'autore...il personaggio di Anna è veramente ben tratteggiato dall'autore...sarà perchè siamo quasi coetanee e mi ritrovo in lei per molti aspetti, ma mi piace proprio!

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    Renato

    19/11/2007 07.57.37

    Discreto poliziesco. Non mi spingerei fino al "noir" Il personaggio di Anna Pavesi, piscologa improvvisatasi detective, è simpatico ed accattivante. La storia gialla non è granché, sempre più che altro di sfondo alle inquietudini di Anna, ai suoi incontri, al suo difficile rapporto di separata con il resto del mondo, ex marito compreso. E Perissinotto infila, fra gli angoli ma non troppo, una serie di particolari su Torino (anche il centro dell'azione è la zona di Bergamo) che non possono non far sorridere chi vive o ha vissuto in questa città i suoi trent'anni. Decisemente superiore a "Treno 8017".

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    manrico

    18/07/2007 11.54.18

    una bella storia.il libro e' avvincente e si legge velocemente (mi svegliavo presto al mattino per leggere).e' da ammirare lo scrittore (maschio) che si cala nella psicologia della protagonista (femmina).mi sento di consigliare la lettura del libro.

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    luigi

    12/06/2007 11.01.58

    una delusione.Francamente m'aspettavo di più,dopo aver letto "Al mio giudice". La scrittura è buona,scorrevole,semplice,ma la storia non è coinvolgente,e poi il personaggio di Anna Pavesi è troppo banale,normale,ordinario,direi scontato.Il personaggio-detective di lunga durata,quale Perissinotto credo voglia giungere sull'esempio di Carofiglio e Camilleri,deve avere quel qualcosa in più,quel fascino in più,che ti spinge a comprare il libro per sapere delle nuove avventure di quel dato personaggio.Ma nel caso di questa Anna Pavesi,lo spirito di chi legge,o almeno del mio,è di fregarsene quale sarà la prossima avventura proprio perchè è un personaggio noioso.

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    Enzo

    11/06/2007 16.58.53

    Francamente mi aspettavo molto di più. La trama é semplice e il racconto si trascina senza sussulti verso un finale privo di vere emozioni o colpi di scena, con un colpevole davvero maldestro e la protagonista alle prese con banali acrobazie sentimentali tra le brume lombarde. Meglio "I racconti del maresciallo" di Soldati.

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    maurizio amati

    28/05/2007 20.44.30

    Bravo!veramente una bella storia , davvero una storia che ti prende , scritta bene,senza fronzoli, vera e drammatica.ho scoperto per caso questo autore e ho comprato i suoi libri;che forza! mi piace il suo stile e lo raccomando a chi vuol leggere un bel libro, senza troppe implicazioni ma bello e che ti prende.Grande Perissinotto, hai davvero una grande dote!continua cosi!

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    maurizio

    21/05/2007 09.28.38

    Mi spiace rovinare la media piena di questo libro, ma sinceramente la trama in se' l'ho trovata abbastanza banale. Da leggere non tanto per il gusto del noir ma piuttosto per la descrizione degli stati d'animo e le situazioni di vita della protagonista. Anna Pavesi psicologa, non piu' giovanissima, ma angosciata dalla precarieta' del lavoro. Precarieta' che in questo caso la trasformera' in una detective molto acuta.

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    Eugenia Inzerillo

    06/05/2007 14.51.44

    Dopo aver letto per caso (mi ha colpito la copertina del libro esposto in libreria)"L'ultima notte bianca" sono andata a ritroso a cercare altri libri di Perissinotto e questo "Una piccola storia ignobile" conferma il mio giudizio sull'autore:storie ben intrecciate, descrizione precisa e puntuale degli ambienti, ottimo studio dei caratteri, specie femminili (ti scordi che a scrivere sia un uomo), attenzione ai personaggi minori (la vicina di casa della protagonista, la proprietaria della pensione/locanda),notazioni veloci ma significative sull'attuale situazione italiana, citazioni letterarie discrete e appropriate. Si capisce che chi scrive è"del mestiere", ma non è solo questo che rende interessante la lettura di Perissinotto: non basta avere tecnica, ci vuole anche "cuore" e i suoi personaggi lo rivelano. Certo uno dei nostri migliori autori di gialli.

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    Annalisa

    30/04/2007 13.21.52

    Ottimo romanzo. Non so perchè, ma adoro quelle storie scritte in prima persona, ma uno scrittore che scrive di una donna. Non so se mi sono spiegata ;-P Comunque storia molto bella e coinvolgente, scritto in un modo semplice e scorrevole. Bellissimo.

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