Piccoli esperimenti di felicità

Hendrik Groen

Traduttore: G. Testa
Editore: TEA
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26 gennaio 2017
Pagine: 330 p., Brossura
  • EAN: 9788850245055
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Descrizione
«Questo singolare personaggio ci racconta con ilare spensieratezza il suo anno pericolosamente vissuto in una villa arzilla di Amsterdam dove il confine tra vita e non vita è davvero molto sottile.» - la Repubblica

«Una favola piena di grazia.» - Il Fatto Quotidiano

Ottantatré anni e un quarto sono più di trentamila giorni. E sono proprio tanti. Ottantatré primavere senza la certezza di vedere la prossima. Hendrik è il tipo d'uomo che fa conti del genere ogni giorno. Anche perché nella sua casa di riposo c'è poco altro da fare. La vita trascorre placida, fin troppo. Hendrik ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco, ma ora si chiede se davvero vale la pena di continuare così. E siccome nella vita bisogna avere dei progetti, o perlomeno fare degli esperimenti, Hendrik decide due cose. La prima: farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte. La seconda: prima di prenderla, concedersi un anno, e in quell'anno fondare un club. Nasce così il Club dei vecchi ma mica morti, con regole di ammissione rigidissime per partecipare alle varie attività, tra cui: l'ingresso a un casinò, un workshop di cucina, un corso di tai chi... In quest'anno di vita succederanno tante cose, ci saranno tante scoperte, tante perdite e molti piccoli esperimenti di felicità... E alla fine si vedrà chi l'avrà vinta: la pillola o una nuova primavera da attendere.

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    fabiana

    07/04/2016 09:14:30

    Mi ero approcciata a questo libro con qualche riserva perché trovo noiosi i diari. Invece ho dovuto ricredermi. Nonostante sia il racconto degli ultimi anni trascorsi in un ospizio, ha una trama originale e con qualche colpo di scena. A mio parere, da alcune considerazioni dell'autore, si capisce che è egli stesso anziano o comunque una persona molto vicina a persone anziane. Anche se tratta il tema della vecchiaia con ironia ed a volte sarcasmo è costellato anche da momenti di nostalgia e tenerezza. Nel complesso l'ho trovato interessante.

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    Massimo F.

    09/03/2016 11:20:54

    Cronaca di una decadenza annunciata: con il pensiero della "dolce morte" ben in vista, considerando anche la nazionalità dell'autore che viene da un Paese dove il tema è da anni al centro del dibattito. Anche io fino a metà libro ero piuttosto perplesso, incerto se valutare questo diario della deriva senile come un esercizio di cattivo gusto o una discutibile modalità per esorcizzare l'inevitabile declino umano. Poi, andando avanti, la vena malinconica emerge progressivamente, avvolge il lettore e va a sovrastare quel disincanto che condisce la narrazione: quell'apparente cinismo, che alla fine è solo una modalità per esprimere tutta la tenerezza che emerge di fronte al tramonto della nostra vita. Da leggere.

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    Attilio Alessandro

    09/02/2016 07:02:45

    Libro crudele, inutile e cattivo. Trovo orribile il ridere della vecchiaia....anche se dà molti spunti, la vecchiaia, per sghignazzare. Metodo facile per lo scrittore che immagino molto giovane per avere consenso di pubblico idiota. Satira? Ma mi faccia il piacere!!! Da evitare

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    mura

    15/12/2015 21:05:03

    Ho cominciato questo libro con molte aspettative. Dopo circa 50 pagine....mi sono detto è solo un diario...senza trama...senza anima..mi annoiava..non mi piaceva....ma non riuscivo a staccarmi. Poi ho cominciato a capire, a calarmi nel personaggio. Ho cominciato a ridere del sano cinismo per combattere questa dura vita, a piangere per l'immensa dolcezza e profondità.Le ultime pagine sono vita, vera, vissuta, piena di gioia e sofferenza. Quindi non so...forse è per noi che abbiamo i capelli bianchi o forse è per tutti quelli che hanno cuore e anima.

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    beppe60

    04/12/2015 17:35:15

    un libro che fa pensare, non è un classsico romanzo ma un diario di un ulta ottantenne che nel suo mondo che gira dentro un ricovero non vuole stare ad aspettare che i giorni si trascinino, ma cerca di essere parte attiva per il periodo che rimane; e cosa rimane da fare se non cercare degli attimi di felicità per il tempo che rimane. La narrazione a volte non è così scorrevole ma fare il diario di una casa di riposo non offre poimolti spunti. Ironia e tenerezza e un gran pensare a quello che può essere il futuro ecco il succo di questo libro. Voto 4/5

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    Marcello

    17/11/2015 14:34:27

    Un umorismo tenero ma condito di tanta tristezza e di tanta ineluttabilità. Un anno scandito piano piano perdendo pezzi per strada ma sostenuto dalla voglia di guardare avanti un orizzonte che si fa sempre più vicino e con un'ottica che diviene sempre più stretta. Sentimenti veri, angosce vere e felicità ricercate sempre più piccole. Ho dato 4 perché sono vicino a quelle sintonie ; non è un libro per tutte le età. Per giovani intelligenti e sensibili, per maturi che possano fermarsi a pensare, e per tutti i vecchi.

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    Erica

    17/11/2015 13:47:24

    Mi aspettavo di più da questo libro. Di fondo mentre lo leggevo "sentivo come un sapore amaro in bocca" perché il diario di un anziano in una casa di riposo, nonostante i "piccoli esperimenti di felicità" credo non possa dare sensazione diversa. Speravo anch'io in una maggiore introspezione del protagonista, o forse essendo un caso editoriale, avevo aspettative troppo alte. Non ho dato il voto più basso, perché, nell'ultima pagina, una frase del protagonista mi ha profondamente commosso.

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    nini11

    09/11/2015 11:13:07

    Il tono monocorde del vecchio disincantato e smaliziato, l'assenza di una vera introspezione, la mancanza di quella certa profondità spirituale che dovrebbe accompagnare l'età avanzata e che a mio avviso è un ingrediente necessario in un romanzo che ha nel titolo la parola 'felicità', tutto ciò mi sembra ne faccia un libro mediocre e che non insegna, non aiuta come invece sembrerebbe suggerire. Non sono riuscita a finirlo.

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