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Recensioni Un piccolo anello d'oro

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    lhl
    19/12/2014 10:44:13

    è lo stile freddo che non va. la trama è discreta, la storia avvincente. comunque, leggibile

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    06/11/2014 16:54:22

    L'ho letto alcuni anni fa: non male, ma non mi ha stimolato a procurarmi e leggere perlomeno un'altra storia dello stesso Autore, come di solito mi accade, in particolare nel genere oggi molto di moda del "poliziesco nordico"; a volte al secondo approccio scocca una scintilla ed il passo successivo è cuccarsi l'intera produzione dello scrittore (vedi Indridason, Nesser, Sjowall/Wahloo, Rankin, Mankell, Bodelsen). Questo Kjell Dahl non mi ha coinvolto, mi è sembrato troppo costruito; peccato.

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    07/06/2010 17:06:44

    Splendido! L'ho letto dopo 'L'uomo in vetrina' e l'ho trovato migliore e fino all'ultimo non ho intuito il colpevole per cui la suspence è stata alta.Non vedo l'ora di leggere 'Il quarto complice'.Consigliatissimo a chi ama il genere giallo-poliziesco.

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    29/06/2009 13:47:09

    ma che bello! storia e personaggi molto coinvolgenti, una scrittura raffinata e piacevolissima, unica ma FORTE lamentela all'editore Marsilio: per questa edizione a € 17,50 non si potevano aggiungere alcune pagine in più ed aumentare di un paio di punti la dimensione del carattere? Questa filosofia "minima spesa massima resa" per arricchire gli editori dovrebbe essere applicata solo alle edizione economiche in modo da far risparmiare anche ai lettori.

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    05/07/2008 08:28:34

    Bel giallo. La scoperta di un nuovo autore scandinavo e di una coppia di detective molto interessante. Un libro che ti tiene incollata fino alle ultime pagine.

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    05/06/2008 11:13:17

    RISPETTO AD ALTRI AUTORI SCANDINAVI HO TROVATO KJELL UN PO' NOIOSO.

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    29/04/2008 16:02:28

    Dopo Martin Beck di Sjowall Maj ho scoperto un altro grande ispettore: Gunnarstranda. Intensa la trama che coinvolge molto e bello il rapporto fra Gunnarstranda e il suo vice Frolich

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    06/10/2006 12:02:46

    Buon giallo, ben delineato e ben costruito. Appena appena inferiore nella descrizione psicologica dei personaggi rispetto a Mankell ed il suo Wallander. Adesso aspetto il prossimo.

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    05/09/2006 15:30:26

    Eccellente "giallo", classico e raffinato. Innegabile, per stile e svolgimento della trama, l'accostamento ai romanzi di Mankell. Niente da dire: come è stato giustamente detto,i giallisti nordici hanno una marcia in più (si veda anche, ad esempio, "Tempesta solare" della Larson). All'intreccio l'autore accompagna l'affondo del bisturi nella scollacciata borghesia norvegese, smentendo il falso assioma della felicità della società bene di Oslo e, in senso più lato, delle città nordiche. Obiettivo, questo, perseguito anche da Mankell. Unico neo:il commissario Gunnarstranda, troppo freddo ed asettico, rispetto alla profonda e coinvolgente umanità profusa dal commissario Wallander.

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    08/03/2006 15:05:50

    La letteratura scandinava ha una marcia in più (e non soltanto la letteratura, se mi è permesso). Lietissimo che questo bel libro occupi un posto nella mia biblioteca. Unico piccolo neo: i caratteri troppo piccoli che mi hanno fatto sforzare la vista. Per il resto, ottimo lavoro e eccellente traduzione. Franco

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