Piero della Francesca e l'assassino

Bernd Roeck

Traduttore: C. D'Amico
Collana: Varianti
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 8 novembre 2007
Pagine: 288 p., ill.
  • EAN: 9788833918150
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Descrizione
"La Flagellazione" di Piero della Francesca è senza dubbio uno dei dipinti più celebri del Rinascimento. Ma anche uno dei più enigmatici. Chi sono infatti i tre misteriosi personaggi in primo piano, che non sembrano avere alcun legame con il martirio di Cristo? E perché l'evento è collocato in un contesto tutto quattrocentesco? La risposta di Roeck è che il dipinto nasconde una velata accusa di omicidio, costruita con i sottili strumenti artistici di cui Piero aveva piena padronanza e che gli permettevano di dialogare con i più eminenti umanisti e mecenati del suo tempo. Inserito in questo codice culturale condiviso, il dipinto alluderebbe all'omicidio di Oddantonio da Montefeltro, giovane duca di Urbino, vittima illustre di un attentato nel 1444. Ma chi fu il principale beneficiario della morte del duca? In altre parole, chi poteva essere il mandante dell'assassinio? Attraverso una ricostruzione attenta alle fonti e sorretta da una rigorosa analisi formale, l'autore si mette sulle tracce dell'assassino di Oddantonio e del possibile committente dell'opera (naturalmente interessato a smascherarlo), guidando il lettore in un intrigante viaggio nel mondo delle corti rinascimentali.

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Non è la prima volta che il metodo indiziario alla base della storia dell'arte viene paragonato a quello proprio delle indagini poliziesche, da Sherlock Holmes in avanti: forse, però, il libro di Bernd Roeck, professore di storia all'Università di Zurigo, è il primo saggio scientifico in cui si prova a dimostrare – con note a piè di pagina e ottima bibliografia conclusiva – che un dipinto del Quattrocento con la Flagellazione aveva, fra i suoi scopi, anche quello di formulare un'accusa di fratricidio, tradimento e discendenza illegittima. L'iconografia della Flagellazione di Piero della Francesca, in effetti, non è stata finora decifrata con sicurezza, stante l'enigmatica presenza dei tre immoti personaggi sulla destra. Avendo elaborato una sua nuova (e alquanto strabiliante) tesi interpretativa, Roeck la espone in forma di gustosa narrazione storica "giallistica", con lo scopo dichiarato di allettare un pubblico non specialista, e senza del resto minimizzare le capacità intellettive del medesimo. Anzi, il principale pregio del volume è quello, per così dire didascalico, di accompagnare senza burbanzosità il lettore nel passaggio da argomenti piacevoli ad altri ben più ardui (ad esempio le caratteristiche del pensiero allegorico-figurale), grazie anche all'ausilio di un buon apparato illustrativo. Trattandosi di un giallo, non è lecito anticipare il nome dell'assassino. Va detto, però, che la tesi non è sostanzialmente credibile, per la somma di incongruenze particolari e per l'eccessiva cripticità complessiva. Assai spassosa l'idea, insostenibile, di riconoscere Piero nelle pingui fattezze di un Alfred Hitchcock del Quattrocento, avvezzo al pari del regista a fare comparsate nelle sue creazioni. Gabriele Donati