La pista di sabbia

Andrea Camilleri

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Collana: La memoria
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 7 giugno 2007
Pagine: 263 p., Brossura
  • EAN: 9788838922169
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"Raprì l'occhi, si susì, annò alla finestra, spalancò le persiane. E la prima cosa che vitti fu un cavaddro, stinnicchiato di fianco supra la rina, immobile. La vestia era tutta 'nsanguliata, gli avivano spaccato la testa con qualichi spranga di ferro, ma tutto il corpo portava i segni di una vastoniatura longa e feroci..." Il commissario ha appena il tempo di convocare i suoi uomini e il cavallo è sparito, rimane solo il segno del corpo sulla sabbia. Quello stesso giorno una donna "forestiera", Rachele Estermann, denunzia al commissariato di Vigata il furto del suo cavallo mentre nelle scuderie di Saverio Lo Duca, uno degli uomini più ricchi della Sicilia, un altro purosangue è svanito nel nulla. Lo scenario della vicenda è il mondo delle corse clandestine, passatempo preferito di una certa aristocrazia terriera che scommette forte. È in quest'ambiente dorato che Montalbano deve indagare, perché, dopo il cavallo, viene trovato cadavere anche un custode delle scuderie. Fra maggiordomi in livrea, baroni e contesse Montalbano sta un po' a disagio, mentre "ignoti" entrano una, due, tre volte nella casa di Marinella: non rubano niente ma mettono tutto sottosopra, sembrano cercare qualcosa; ma cosa?
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    ormos

    26/05/2016 10:35:37

    L'impressione è che non si sia trattato del solito Camilleri. Il libro è parso un po' annacquato, tirato via, stiracchiato. La vicenda non decolla, i personaggi non fanno presa, anzi in taluni passaggi si cade addirittura nel cliché e Montalbano sembra più sbiadito rispetto a precedenti storie. Prova sottotono.

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    Fabio74

    26/03/2014 11:15:23

    Anche questa indagine del commissario Montalbano,la numero 12 della serie,mi e'piaciuta moltissimo.Questa volta il commissario si trova ad indagare in un ambiente a lui completamente sconosciuto ma come al solito se la cava alla grande e,anche se la vista comincia a dare segnali di vecchiaia incipiente,il suo cervello funziona benissimo.Insomma solita lettura piacevole in compagnia della banda del commissariato di Vigata.Ciao a tutti e al prossimo

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    Tiziana

    15/06/2013 14:29:21

    Un po' sottotono rispetto a molte altre indagini di Montalbano; sarà forse colpa delle cruente immagini iniziali del cavallo ammazzato sulla spiaggia, ma sin dal principio mi sono sentita un po' maldisposta verso la storia, che poi effettivamente non mi ha catturata come al solito. Comunque sto leggendo tutto Camilleri: ho già acquistato 47 dei suoi scritti (ma me ne restano ancora una trentina, sigh!) e me li doso un po' alla volta affiancandoli ad altre letture e altri autori. Come intermezzo tra romanzi più corposi è perfetto. Ma quanto è prolifico questo autore?

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    A.M.

    15/09/2011 17:56:03

    Nettamente inferiore e sottotono rispetto al gradevolissimo "LA VAMPA D'AGOSTO" che mi aveva fatto conoscere il commissario Montalbano e la bella Vigàta. Avevo sognato ad occhi aperti, avevo pianto prima di gioia e poi di tristezza, mi ero innamorato di Adriana che, alla fine, mi aveva buttato via e avevo nuotato in un mare chiaro pur essendo Novembre. Anche le pause che Montalbano trascorre da Enzo o sulla spiaggia avevano il dolce sapore dell'attesa. In questo episodio è tutto diverso, noioso e ripetitivo. Salvo vuole cancellare dalla memoria quel lontano Agosto; io dimenticherò volentieri LA PISTA DI SABBIA con la sua trama forzata, lenta e piatta. Una lettura priva di spunti, poco scorrevole e, a tratti, addirittura indisponente. Da sconsigliare quindi a chi ha dei buoni ricordi del commissario Montalbano. Con Andrea Camilleri il cerchio (la pista, eh, eh, eh) si chiude qui per quanto mi riguarda. Una delusione.

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    Maunakea

    24/02/2011 21:50:51

    Un buon Montalbano, il 12 se contiamo solo i romanzi ed escludiamo i racconti, certo l'intreccio non è straordinario, ma non è questo il pregio principale dei libri del Commissario, è che ci vorrebbe una sferzata anche sul tratteggio dei caratteri, perchè sta cominciando a diventare un po' solito, un maggior sviluppo in questo senso è auspicabile. Trovo finalmente sensata la complicazione della vita privata del commissario che francamente così irreprensibile come nei primi libri risultava irreale. Però capisco che questo libro non abbia coinvolto gli animi come i precedenti, ma insomma su 12 libri mica pretenderete 12 ciambelle perfette !

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    Elisa

    15/07/2009 09:40:43

    Lettura divertente e distensiva, ma di certo non è tra i migliori. Tropa preoccupazione per un quadrupede!

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    marcelloT

    02/04/2009 17:35:08

    Il nostro caro solito Salvo: sempre piu' "trombeur" ma sempre pronto a trovare che cosa non va' nella sua amata Vigata. Questa volta si cimenta con cavalli, corse e ... pistolettate vere. Si legge volentieri.

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    filo

    11/02/2009 10:34:24

    Non mi ha entusiasmato molto rispetto agli altri. A volte la lettura si inceppava e non c'era tutta quella voglia di leggerlo tutto d'un fiato. Poi il montalbano traditore...

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    redarrow

    02/08/2008 22:43:12

    il libro è divertente ma purtroppo inficiato da un punto debole nella trama, che chiaramente camilleri non affronta: per quale motivo i ladri dovevano ammazzare il cavallo in riva al mare a bastonate, quando bastava una pistolettata in campagna?

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    Tommy

    29/07/2008 08:21:55

    Bè che dire: Montalbano o lo ami o ne stai alla larga. E se lo ami devi immergerti obbligatoriamente in ogni sua avventura. Una storia originale fuori dai soliti schemi di omicidi e rapine con uno sfondo sociale che esalta la goffaggine del nostro commissario alle prese con strane feste e donne sempre più avvenenti. Semplicemente meraviglioso.

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    Max

    18/07/2008 18:57:02

    E' stato il mio primo Montalbano, e sono crepato dal ridere, la trama è bella e ben articolata, l'uso del siciliano è perfetto e permette di capire meglio il carattere del protagonista.

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    Cristiano

    04/06/2008 18:04:58

    Tra i romanzi che Camilleri ha "dedicato" al commissario Montalbano, a mio parere questo non è tra i più riusciti. In diversi punti si avverte un po' di stanchezza, ci si accorge che il ritmo non è quello solito degli altri romanzi (come ad esempio "La vampa d'agosto"). E' comunque un bellissimo romanzo, avvincente e scorrevole che per tutti gli appassionati di Camilleri non si può perdere.

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    Carolina

    11/05/2008 17:52:36

    Meglio "Le ali della sfinge", questo è meno interessante, tranne la scena molto gustosa della cena dopo la corsa dei cavalli.

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    Maurizio

    06/03/2008 09:35:54

    Sempre il solito Camilleri e sempre il solito Montalbano? Può darsi...Ma a me non passa mai la voglia di leggerlo! Le sue storie mi prendono e mi trasportano tutto d'un fiato. E quando in un batter d'occhio arrivo alla fine, ecco che arriva subito l'attesa per il prossimo incontro...

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    Teodolfo Gallucci

    15/02/2008 12:39:20

    Due fatti di cronaca ispirano il nuovo caso del commissario Montalbano: alcuni cavalli rubati e un cavallo massacrato a sprangate. Le indagini s’insinuano nell’ambiente ruvido delle corse di cavalli e tra le paillettes snob dei ricchi proprietari. Il ns. caro commissario, oggi un pò invecchiato, viene investito, suo malgrado, dalle sensazioni forti, le passioni travolgenti e le mille contraddizioni del mondo dei cavalli.... L'effetto?: alla ricerca del colpevole, Montalbano ritrova se stesso, un uomo nuovo, consapevole di sé e ben più giovane! Una lettura chiara e piene di sorprese che avvicina al mondo dell’equitazione anche chi ne è fuori. Provare per credere...

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    Franco

    12/01/2008 17:38:16

    Meglio del precedente. Più divertente e veloce. La pecca è che spesso l'inchiesta sembra essere solo accessoria, comunque superiore a tanti altri gialli che circolano con altrettanto successo.

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    giovanni

    08/12/2007 21:01:31

    caro salvo montalbano . la carne e debole e tu x la seconda volta hai ceduto!ora non resta che la 3 volta hingrid! bella femmina . anzi voglio fa un'omaggio al grande maestro camilleri. avra la sua eta' ma ha uno spirito di un piccutteddu di ventanni. deghio di stima e ammirazione! a dimenticavo gran maestro. ma ci sara un libro che finalmente vedremmo livia all'altare con il suo commissario.e una lotta continua . ma in loro ce un grande amore.

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    Patricia

    15/11/2007 16:11:57

    E' sempre un piacere adagiarsi nelle atmosfere siculo-gustative di Camilleri. Anche Salvo, alla fine, ha ceduto alle tentazioni della carne...Ma a lui si può perdonare... Aspettiamo il prossimo!

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    senna

    04/10/2007 10:15:54

    Sono un amante di camilleri in generale, e Montalbano in particolare, e anche questa avventura mi è piaciuta, e mi ha dato la bramosia di leggere. quindi lo consiglio. E' chiaro che tutto dipende da cosa si ci aspetta dal libro

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    mr

    27/09/2007 21:17:56

    Capitano tutte al Commissario Montalbano. Una mattina si sveglia e trova sotto casa niente di meno che un cavallo morte a bastonate. Un fatto che lo fa infuriare ed infatti si getta a capire il suo mistero anche perché il cavallo come lo ha trovato scompare. E’ una indagine che porta il Commissario nel mondo delle corse dei cavalli, clandestine ed ufficiali, con una descrizione del mondo dell’ippica, ricco di personaggi caratteristici e di tanto amore per i cavalli. Il mistero si intreccia con un processo al quale deve testimoniare il Commissario, un processo di mafia molto delicato. A questi problemi si devono aggiungere i soliti suoi guai con le donne. E’ il problema di avere un gran fascino, dove tutte le donne gli cadono ai suoi piedi e anche questa volta fa una vittima illustre. Una amica di una amica che ovviamente era proprietaria del cavallo morto. Cade in un ‘’congresso carnale’’ tradendo Livia per la seconda volta in poco tempo, ingelosendo anche l’amica di un tempo Ingrid. Sempre ricco di una ambientazione sociale precisa e fortemente letteraria la storia si svolge con il suo naturale epilogo. Anche questa volta c’è un forte richiamo alla mafia, all’amore per gli animali, all’amore per il fumo in profonda controtendenza rispetto ai conformismi attuali (pag. 97). C’è anche un problema umano, il Commissario si accorge che sta diventando vecchio, o meglio ne prende coscienza. Ha bisogno degli occhiali per vedere, segno che la vista gli sta calando, ma solo alla fine ne sarà consapevole. E’ forse anche questo sentimento umano della paura dell’invecchiamento che lo fa cadere ‘’vittima’’ della lussuria della sua nuova amica. Non ne sente un bisogno fisico, ha solo un bisogno di credere di essere ancora giovane e piacente.

Vedi tutte le 66 recensioni cliente

Un attesissimo ritorno per i tanti fan di Andrea Camilleri e per gli amanti del giallo: La pista di sabbia è il dodicesimo romanzo con protagonista Salvo Montalbano, il commissario più amato d'Italia. Anche per questo nuovo romanzo, Camilleri racconta d'aver trovato lo spunto da un fatto di cronaca locale: una mattina, mentre si trovava in vacanza in Toscana, legge su un giornale locale del furto di sei purosangue da una scuderia del Grossetano. Poco tempo prima era stato ritrovato un cavallo ucciso sulla spiaggia di Catania e il fatto aveva riscosso vasta eco sulla stampa. Ecco che, ancora una volta, un fatto di cronaca alimenta la fantasia dello scrittore siciliano che torna con un'accurata indagine nel mondo dei cavalli e delle corse ippiche clandestine intorno a cui ruotano le scommesse di una certa aristocrazia terriera.
Tutto comincia una mattina, quando il commissario Montalbano si alza, spalanca le persiane della sua camera e vede un cavallo morto sulla riva. Fa appena in tempo a convocare i suoi uomini e il cavallo è sparito, rimane solo il segno del corpo sulla sabbia. Quello stesso giorno una "forestiera", Rachele Estermann, denuncia al commissario di Vigata il furto del suo purosangue mentre nelle scuderie di Saverio Lo Duca, uno degli uomini più ricchi della Sicilia, un altro cavallo è svanito nel nulla. Poco dopo viene trovato cadavere anche un custode delle scuderie. Montalbano si ritrova così a dover indagare nel mondo delle corse e delle scommesse clandestine. Fra maggiordomi in livrea, baroni e contesse, in un ambiente lontano anni luce dal suo, Montalbano si sente un po' a disagio, mentre "ignoti" entrano più volte nella casa di Marinella senza rubare niente, ma mettendo tutto sottosopra: sembrano cercare qualcosa, ma cosa? Il commissario non sarà solo in questa nuova indagine: ritorna Ingrid e conosciamo la sua amica Rachele, che nella storia avrà un ruolo molto importante. Anche se lo sfondo della vicenda è inusuale per il commissario, i comprimari restano sempre gli stessi: Fazio, questa volta un po' distratto e di cattivo umore, Mimì Augello costretto agli occhiali da presbite (ai quali Montalbano non intende rassegnarsi) e Adelina, che questa volta giocherà la sua parte nella risoluzione del "giallo".
"L'incubo è la Cavalla della Notte: la fantasima sganasciante, con froge e zoccoli. Abita la coscienza disfatta dal sonno, il buio accidioso degli istinti, la cecità delle tentazioni, il rodìo dei rimpianti e delle nostalgie nella costernazione per il tempo che si vorrebbe fermo e invece sopravanza e soverchia. L'incubo è la qualità equina, l'astrazione che governa questo romanzo di amazzoni e di allevatori di cavalli purosangue, ambientato tra scuderie e maneggi, ippodromi e piste: tra corse clandestine e corse di beneficenza. Un mondo nuovo sorprende e spiazza il commissario Montalbano. Una società che strepita a vuoto, su quella linea logora che a stento separa un vestibolo di ignavi, di smidollati e di viziosi (aristocratici alcuni, ma per lo più imprenditori e uomini d'affari), dall'«inferno» della vecchia e della nuova mafia. Un «suon di man» echeggia, in questo vestibolo, come in quello dell'Inferno dantesco. Ma se i «cattivi» di Dante erano «stimolati molto» da «mosconi» e «vespe», questi lunatici circensi spiaccicano sulle loro gote nugoli di moscerini. Tutto ruota attorno alla carcassa rapita di un cavallo da corsa. E a un cadavere trovato seminudo, con un proiettile in corpo, buttato al sole e ai cani. Due romanzi si chiudono l'un dentro l'altro. Le piste si intrecciano e si confondono. Ciò che sembra chiaro al dritto, si rivela oscuro al rovescio. Montalbano cavalca un doppio incubo. Monta dapprima sulla «cavaddra-fimmina». E poi, maldestro, inforca un cavallo di bronzo: un ordigno metamorfico, che lo trabalza «con la faccia verso il culo della vestia», e lo porta su piste di sabbia, là dove le orme si sperdono e cancellano. Montalbano è un aruspice annebbiato dai gabbamenti della memoria e dagli «incubi» dell'incipiente vecchiaia. Avrebbe bisogno di un paio d'«occhiali». Sente la bestia sotto di sé. Ma forse è lui stesso un «cavallo» condotto da eventi che non sa decifrare. Come la madonna Oretta di una novella del Decameron, il commissario scenderà infine dai «cavalli» di «duro trotto» e di andatura sbagliata (a barzelloni e traballoni). Si ritroverà. Tornerà ai consueti avvedimenti: trucchi, «sfunnapiedi», o «saltafossi». E ancora una volta, senza ausilio d'occhiali, saprà ricomporre, leggere, e raccontarsi, una «bellissima» storia".
Salvatore Silvano Nigro

  • Andrea Camilleri Cover

    Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri ha vissuto per anni a Roma.  Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio... Approfondisci
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