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Richard Dawkins

Traduttore: L. Serra
Editore: Mondadori
Collana: Oscar saggi
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 399 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788804605317

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    Gianni F

    03/08/2013 15.15.09

    Il più grande spettacolo della Terra è l'evoluzione, e tutti noi siamo protagonisti. Il capitolo credo più interessante e nuovo rispetto a tutti i libri di Dawkins è "La storia scritta addosso", in cui si analizza l'imperfezione progettuale degli esseri viventi (tranquilli creazionisti, anche di noi esseri umani) che dimostra un piuttosto un "progetto inintelligente", altro che Architetto supremo! Infatti l'aspetto storico dell'evoluzione ha fatto sì che ci portiamo addosso strutture corporee, come gli archi faringei presenti anche negli embrioni umani che sono branchie vestigiali (non più funzionanti). Oppure come il nervo laringeo, che deve fare giri sconclusionati per arrivare a destinazione (nella giraffa esso si fa una deviazione superflua e insensata di 4 metri per tutto il collo), e questo senza alcuna logica, dimostrando inconfutabilmente che non siamo stati progettati o creati da nessuno. Queste imperfezioni sono la prova che dietro la nostra anatomia non c'è nessun progetto (quale dio sciatto e incompetente creerebbe un essere vivente così chiaramente mal concepito?), né naturalmente ha senso pensare che dio guidi l'evoluzione, perché allora bisognerebbe spiegare per quale motivo conservi delle strutture con gravi difetti, come la retina dell'occhio umano, o ancora la spina dorsale i seni paranasali, che invece guarda caso funzionavano bene nei nostri più antichi antenati evolutivi! Per capire da dove veniamo e come siamo qui (il perché non merita neanche di essere considerato) non c'è migliore risposta della verità, perché, per quanto ciancino i creazionisti e gli integralisti religiosi, l'evoluzione è un fatto e in questo libro ci sono tutte le prove. Poi, chi non vuole accettare la verità, è libero di essere ignorante e stupido, l'invito è di non perdere tempo e denaro con questo libro e vivere in una beata e avara ignoranza.

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