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Roy Lewis

Traduttore: C. Brera
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 9
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 178 p.
  • EAN: 9788845915918

Recensioni dei clienti

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    ladybrett

    04/11/2016 16.05.44

    ....che dire....descritto come geniale, trovato in realtà non più di un ottimo testo da proporre alle scuole medie per coadiuvare l'insegnamento dell'epoca preistorica.

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    Sergio

    17/02/2016 21.26.47

    Certo se ci si dovesse basare sul fatto che "il più grande uomo scimmia del pleistocene" è il libro più divertente degli ultimi 1500 anni....allora potremmo chiuderla qui. In realtà di essere divertente lo è certamente, sopratutto nei suoi primi capitoli, quando lo Zio Vania comincia a brontolare e cercare di ridimensionare l'impegno scientifico e i successi col fuoco di Edward. Ma questo libro a mi avviso cela anche un significato più profondo e più impegnativo. Innanzitutto mette subito in chiaro che il beneficio che la tecnologia e la scienza ha portato in generale all'uomo è al di fuori di ogni discussione e se casomai si possa parlare di un arretrarsi del suo sviluppo ciò è dovuto sicuramente all'uomo stesso e alla sua sete di potere e di dominio. Particolarmente importante è la cruciale questione della condivisione del sapere come progresso per la civiltà contrappostolo al controllo e monopolio della tecnologia scientifica al fine di sopraffare gli altri e averne un totale controllo per garantirsi il proprio benessere personale di fronte a quello della collettività. Ho trovato esemplari a tal proposito le ultime pagine di libro, dove Edward spinge i suoi figli ad impegnarsi con la ricerca scientifica affinche tutta l'orda degli uomini scimmia possa tranne vantaggio. Egli vende infatti la condivisione come elemento di crescita e non di perdita di controllo. Ma purtroppo "sempre uomini-scimmia" restiamo!!! E sarà una sconfitta amara quella di Edward... in quanto sarà attraverso i suoi successi tecnologici, il nuovo arco con le frecce, appunto, a causarne per mano dei pochi la tragica fine. Un finale poco ironico e molto amaro per un libro divertentissimo e decisamente semplice e piacevole da leggere.

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    Raffaele

    05/02/2016 20.06.57

    Un libro geniale nella sua semplicità, i nostri antenati come non li avevamo mai visti. A mio parere il finale, inaspettato ma perfetto, da un senso a tutta la storia.

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    Alessandro Claudio Orefice

    31/01/2016 21.31.16

    Roy Lewis - Il più grande uomo scimmia del Pleistocene Il romanzo del 1962, pubblicato nel 1992 in Italia da Adelphi, è un' opera ingegnosa, assolutamente divertente di precettistica memoriale e "fabulistica". Vengono in mente le favole di Esopo ed il poemetto satirico dell'olandese Bernard de Mandeville, composto nel primo settecento, La favola delle api che narra di come un alveare, a seguito di una riforma dei costumi, perdendo i suoi vizi, perdette anche la sua prosperità. Lette in questa prospettiva, quelle che potrebbero apparire semplicemente le umoristiche vicende di un orda cavernicola dell'Africa centrale del tardo Pleistocene- narrate in prima persona come una favola avventurosa dall'ominide Ernest, per i suoi figli (come si comprende nell'ultima pagina del libro) - sono un modo escogitato per ingaggiare il lettore in vicende che appartengono al suo presente. Ed è il classico metodo della narrazione cui ricorre sovente la letteratura scientifica anglosassone (pensiamo allo story-telling), nell'intento di educare intrattenendo, favorendo una riflessione che procede per analogie della condizione umana e differenze storiche sulla natura dell'organizzazione e delle strategie degli attori sociali lungo un asse temporale diacronico. In quest'ottica le sorti del gruppo di interpreti per lottare, sopravvivere ed evolversi risultano solo apparentemente un tema fantastico mentre, a guardar bene, si tratta di uno pretesto per interrogare il lettore sul vero proposito testuale, quello di parlare delle sorti dell'uomo del XX secolo. Operazione che viene perseguita da Lewis mediante il massiccio ricorso all'espediente dell'anacronismo. Gli esempi di questa tecnica narrativa sono molteplici. Per questo pensiamo che sia questa la chiave di lettura del romanzo qualificabile come "pamphlet sull'apprendimento organizzativo", come ampiamente denunciato da alcuni esemplari passi.

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    Stef

    16/01/2016 00.44.22

    - un piccolo - ma solo nel numero della pagine - capolavoro di intelligenza e cultura che si fondono nel miglior humor d'oltre manica, applicato ad un epoca e a reperti - i fossili - di ben scarsa attraenza umoristica; per coincidenza lo ho letto assieme a Da Animali a Dei. Consigliati tutti e due.

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    Max

    21/07/2015 12.24.24

    Considerarlo un testo divertente è un po' azzardato, meglio definirlo insolito, sicuramente unico nel suo genere. Il ricorrere a situazioni anacronistiche per descrivere la vita dei cavernicoli, ricorda molto da vicino la strip "B.C." di Johnny Hart (guarda caso, coeva) o quella di trent'anni prima, "Aley Oop". Ne deriva un'invenzione letteraria già nota, se non datata, che perde oggi parte dell'effetto dirompente che produsse all'epoca della prima pubblicazione. Libro comunque interessante, che giustamente non va dimenticato.

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    francesco v

    29/08/2014 09.54.09

    Da comprare in alternativa al tuo fumetto preferito. Veloce, carino, non ti delude, quando finisce chiudi sorridi e passi oltre

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    Omar

    27/08/2014 22.50.59

    Mi hanno molto incurisito le recensioni più che positive ma sincermente nel complesso mi paiono inflazionate e non capisco perché. Il libro scorre, anche troppo velocemente forse, visto che a 2 pagine della fine mi chiedevo come potesse finire così. Alcuni passaggi sono interessanti e le metafore non mancano, ma occhio (secondo me) a considerarlo veramente uno dei più divertenti libri degli ultimi cinquecentomila anni...

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    ari

    11/10/2013 15.23.25

    un libro davvero bello che spiega in modo ironico tutti i passi che l'uomo ha compiuto durante la sua evoluzione.

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    Melania

    21/08/2013 11.11.28

    Divertente e intelligente. Un regalo davvero gradito!

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    Ianì

    09/02/2013 22.06.49

    Sicuramente da leggere...finale a sorpresa, non me l'aspettavo!

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    Maria

    17/11/2012 11.43.58

    Divertente come pochi! Una splendida ironia che pervade ogni pagina, e poi situazioni memorabili che non si dimenticano.

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    kine

    03/12/2011 08.40.24

    Molto originale, i dialoghi bizzarri ma poco interessante... Saltavo pagine su pagine . E poi poco fluida la lettura... Nel complesso 3

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    sasso

    22/07/2009 23.04.46

    L’idea era potenzialmente vincente, perché Roy Lewis è interessato al rapporto tra uomo e scienza, con una certa preoccupazione, probabilmente di derivazione post atomica, per gli utilizzi eventualmente pericolosi che il genere umano può fare di quella. Bisogna anche dire che, come in tutti i romanzi che si rispettano, vi entrano in gioco i sentimenti umani (o subumani) universali a qualunque essere vivente che risulti da un miracoloso intruglio di carne, sangue, mente e di quel soffio vitale che molti definiscono anima, tanto è vero che in alcuni punti il libro di Lewis è perfino emozionante. E tuttavia non trovo questo romanzo così geniale e divertente come molti hanno ritenuto.

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    Valerio

    14/04/2009 04.45.28

    il libro che porterei su un'isola deserta. Fantastico da tutti i punti di vista

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    monica

    26/01/2009 11.02.13

    Esilarante! E' bello perchè ti fa scoprire cosa c'è stato dietro ogni importante scoperta che ha contribuito all'evoluzione, il tutto però raccontato con personaggi che pensano ... come noi :-)

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    antonio

    03/12/2008 23.50.55

    scoppiavo a ridere mentre lo leggevo in metropolitana. Sarò sembrato un folle, ma merita davvero

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    grif

    02/11/2008 17.13.58

    Come si fa a non rimanere affascinati dai cavernicoli di Roy Lewis: un trattato di sociologia dove si ride e si pensa. Da leggere.

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    AntonioZ.

    12/10/2008 09.59.21

    Il racconto, certamente ironico nella forma - a tratti dissacrante, come ha sottolineato acutamente un utente in passato - non lo è affatto nei contenuti. La tecnologia, sia pure in un contesto primigenio, è già minacciosa per la sopravvivenza della specie. Nel Pleistocene descritto dall'onnisciente Lewis, al progresso si accompagna il pericolo dell'auto-distruzione, al benessere l'ottundimento della purezza dello spirito, la brama di dominio, finanche la violenza dell'assassinio - riconosciuto come tale da Ernest ma volutamente celato alla propria coscienza, sicuramente acerba ma pur sempre capace di confabulare, architettare, premeditare. La primitività, accettata e difesa da Vania, pare la sola alternativa ad uno sviluppo cui s'accompagna l'inevitabile infezione dell'animo ominide.

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    Francesco

    19/02/2008 11.51.10

    Libro affascinante, ironico e scientifico. Lewis riesce a divertire e in più infonde alcuni aspetti dell'evoluzione.

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