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Ivan V. Lalic

Editore: Jaca Book
Collana: I poeti
Anno edizione: 1991
Pagine: 216 p.
  • EAN: 9788816520011

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    alida airaghi

    08/05/2013 13.50.05

    Unico volume antologico proposto al pubblico italiano nell'ormai lontano 1991, questa raccolta di versi del poeta serbo Ivan Lalic (1931-1996) mantiene intatto il suo fascino discreto ed elegante di comprensione intelligente e sensibile del reale, di attento recupero della memoria collettiva, di resa poetica raffinata e senza sbavature. Una poesia che si nutre dell'osservazione meditativa di ciò che vive intorno (quindi il paesaggio, con le sue acque, gli animali e la vegetazione), e di cui il poeta ha il dovere morale di farsi interprete presso chi non sa o non può vedere:"Dì qualche cosa, esprimi/ Questo momento: la rosa già mette le foglie,/ L'aria infittisce dove verrà il fiore,/ La lingua sanguina alla parola spina", rassicurando chi legge sulla propria onestà di saggio veggente, e di privilegiato testimone:"fedeltà/ All'immagine appena promessa, fedeltà alla parola/ Non pronunciata nella breve memoria". Il poeta impara dalla propria emotività ad amare il mondo semplicemente osservandolo, quasi constatandone con meraviglia la consolante bellezza: e sa di dover rendere agli altri, gratuitamente, nei versi, ciò di cui si è arricchito:"Ancora non so chi io aiuti così/ A raccogliere i frantumi del mondo - / Piuma di gabbiano, piuma di angelo, questa parola...";"Sono esperto di spazi di speranza, / Di spazi di pietà moderata". E non c'è nessuno iato tra natura e storia, passato e presente, privato e pubblico. Con la stessa dedizione Lalic descrive città europee (Venezia, Aquileia, Cambridge...) e campagne, affetti personali (la splendida commemorazione sulla tomba della madre) ed eventi bellici, echi biblici o classici e cronache giornalistiche:"essere/ Fedele al visibile: ecco il compito vero"; consapevole della sua responsabilità di scrittore:"Chi ha lottato con l'angelo, ha compiuto/ La storia in una notte:// a noi è prescritto/ Di ricordare, di infliggere colpi;/ Al pesco è prescritto di fiorire".

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