Recensioni La polvere del mondo

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    09/12/2019 09:07:51

    Letto e riletto , un libro di viaggi che fa riflettere sulla vita! J’adore!

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    10/03/2019 23:04:18

    L'autore giornalista e l'amico pittore, “stranieri evasi da un mondo più dolce”, si mettono in viaggio da Ginevra nel 1953 a bordo di una Topolino: “Il programma era vago, ma in casi simili l’importante è partire.” I due giovani compagni di viaggio hanno davanti “due anni e soldi per quattro mesi”: grazie ai loro testi e ai loro disegni riescono a viaggiare per 18 mesi. Attraverso i Balcani fino al mitico Khyber Pass, anticipano di oltre un decennio il percorso che sarebbe diventato l'Hippie Trail. Al di là del racconto delle loro avventure e dei loro incontri, il romanzo è impreziosito da una lunga serie di pensieri poetici sulle motivazioni del viaggio, la sua influenza nella formazione e l'arte della scrittura di viaggio. Indimenticabili il pensiero iniziale ed il pensiero finale, nel mezzo un atto d'amore per l'Asia, l'elogio della lentezza e l'aleggiare del fatalismo.

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    14/09/2012 11:16:48

    Un libro meraviglioso, una grande anzi travolgente scoperta. Io non amo particolarmente i libri di viaggi, eppure quando ho finito questo ho pensato: se potessi essere un libro, vorrei essere questo. Bouvier è capace di trasmettere una curiosità autentica, la meraviglia e il rispetto per paesaggi ed esseri umani in un modo che davvero tocca nel profondo. Certo, il suo modo di viaggiare (erano i primi anni Cinquanta) e il mondo che ha visto e conosciuto sono ormai tramontati, ma vivranno per sempre tramutati in un classico. I disegni del compagno di viaggio di Bouvier sono un piacere per gli occhi. Un'ultima nota sulla traduzione, stupenda.

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    19/09/2009 19:07:35

    Io leggo tanto o troppo, ma questo è uno dei libri più belli che abbia mai letto. Non è una lettura facile, è piuttosto complesso, spesso vale la pena di rileggere certi passi che colpiscono in particolare. A volte divertente, spesso struggente, per non parlare, a noi di oggi, della differenza siderale di clima umano e di apertura all'esterno dei paesi che i due viaggiatori attraversano. Viene da pensare a come potrebbe essere diverso il mondo, e quanto migliore, se l'Occidente avesse guardato all'Oriente con uno sguardo come quello di Bouvier.

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