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John Ajvide Lindqvist

Traduttore: G. Puleo
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2010
Pagine: 493 p. , Brossura
  • EAN: 9788831705684

Recensioni dei clienti

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    colin

    17/01/2013 20.18.14

    Questo genere di storie sembra essere al palo. Non ? certo con questo libro che ci si pu? rifare la bocca. Confuso a tratti noioso e pesante. Se devo consigliare un nuovo (per l'Italia) autore con una geniale vena di novit? faccio il nome dell'americano Ligotti. Per?, naturalmente, quasi ignorato dagli editori italiani.

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    Enrcio

    19/11/2012 18.48.53

    Storia interessante e dinamica, non c'è stato un solo capitolo monotono e tedioso. Tutta la storia è volata via come niente. Fluida la scrittura e molto interessante il metodo che fa dell'autore un gran narratore: riesce a farti percepire sensazioni ed emozioni sia degli ambienti che dei personaggi come pochi; bellissime le descrizioni delle isole fino alla tazza di caffè che bevono i personaggi, una grande bravura descrittiva. Il 4/5 è soprattutto per questo. La storia non è da paragonare a "Lasciami entrare" che è un capolavoro. Però non deve sminuire quest'ultimo lavoro altrettanto interessante. Ripeto libro godibile e veramente interessante. L'unica nota dolente è che alla fine non svela il perché dei fatti che accadono...però non dico altro. Leggetelo e godetevelo.

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    Leonardo Banfi

    16/04/2012 08.16.36

    Un inizio non del tutto entusiasmante ma abbastanza scorrevole, ma solo per le prime 100 pagine poi si arena. Un linguaggio lento e pesante. Il romanzo fin da quasi subito diventa noioso e pesante, si fatica pagina dopo pagina, non si arriva mai al dunque, per poi risvegliarsi in una fine semplicemente schifosa. Romanzo a tratti incomprensibile e soporifero, poi le ultime 50 pagine sono una vera tortura. 600 pagine di romanzo per fare addormentare il lettore. Definirei il romanzo veramente brutto, avrebbe potuto scrivere solo 100 pagigine.... tanto le altre 500 non servono a niente. Una lettura brutta, inutile, si buttano via tempo e soldi.Orrendo... a differenza del suo primo romanzo '' lasciami entrare''.

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    Alessandro 74

    14/01/2012 17.52.42

    Ho letto diverse opere di scrittori svedesi ed anche questa volta credevo di avventurarmi in un libro eccitante ed avvincente. Grossissimo errore. Il porto degli spiriti è un libro pesante, prolisso e noioso da leggere. Mi risulta davvero difficile possa piacere a qualcuno. Un consiglio da amico? Non compratelo!

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    roman

    10/05/2011 14.54.36

    Fumoso.Pesante. Più che lampi onirici direi noiosi passi di scarsa chiarezza. In questo genere di letteratura è facile gridare al capolavoro. Non è questo il caso.

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    Adriano

    26/04/2011 15.48.03

    Descrizioni soddisfacenti e coinvolgenti, sia dei luoghi che dei personaggi.Più efficaci i flashback e le "storie parallele" che la vicenda in sè. Elementi gotici e tendenti all'onirico-fantastico a volte conquistano, altre infastidiscono, specialmente quando sembrano utilizzati per velocizzare la trama e affrettare la deludente conclusione.

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    edoardo

    16/04/2011 12.17.56

    questa storia è conferma per Lindqvist del suo buon libro di debutto, anzi oltre a un'ottima scorrevolezza pochi scrittori riescono a inserire, giustificare e rendere realistici elementi magici (lo spiritus) in questo granbel racconto gotico sul mare

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    Filippo

    25/02/2011 01.50.08

    Un bel libro che ho letto piuttosto velocemente, incuriosito da finale. Ed è proprio il finale che mi ha lasciato un pò con l' amaro in bocca. Tante cose, forse troppe, vengono lasciate senza alcuna risposta, come se l' autore non sapesse come giustificare i tanti elementi messi in gioco durante il romanzo. Detto questo e come già detto all' inizio, mi è piaciuto e le descrizioni le ho trovate molto suggestive ed evocative.

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    tommaso

    25/09/2010 14.08.55

    estasiato da "Lasciami entrare" mi aspettavo un nuovo capolavoro .. ho incontrato una delusione pazzesca e l'ho finito solo per rabbia.

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    silvia

    26/07/2010 12.33.17

    Il titolo mi ha ingannato purtroppo! Libro pesantissimo, infinito e una storia senza capo nè coda!Delusione!!!

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    xpot63

    18/07/2010 15.28.09

    Baahh... comincia bene, è intrigante nella trama e negli accadimenti, poi più si và avanti e più un sopranaturale indefinito inizia a delinearsi e più leggendo pensi ....baahh... Intendiamoci si legge bene, le descrizioni, l'ambientazione e i personaggi sono azzeccati, ma insomma niente di più. Il 5/5 non lo sfiora neanche mai, per 4/5 tiene in qualche momento, il 3/5 sembra la giusta valutazione, poi arrivano le ultime 100 pagine e 2/5 è già puro ottimismo.

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    isotta maria nogarola

    15/07/2010 08.57.04

    Che afflizione, questi svedesi. Adesso si buttano pure nel genere new age. Secondo me, questo autore lo fa con particolare malagrazia. La storia non ha nè capo nè coda ed è inutile dire che nell'ambito del paranormale tutto può accadere: ci vuole un minimo di logica anche nel passaggio da un mondo a un altro. Inoltre i protagonisti avrebbero il dovere di essere simpatici: invece non so se è più antipatico lo sbornione padre o la odiosissima figlia bambina. Per me, poteva pure restare nel mondo parallelo... lungo poi, lungo come tutte le opere di intrattenimento di oggi. Questi autori credono di avere un piglio da Dostoevskji e invece annoiano soltanto.

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    Mario69

    08/07/2010 16.33.39

    Su questo libro pesa il confronto con "Lasciami entrare", il romanzo di debutto di Lindqvist, che per me è una pietra miliare. "Il porto degli spiriti" è un ottimo libro, scritto benissimo, con una natura stupenda e stupendamente descritta, personaggi ben delineati e credibili ed una storia avvincente, vera, pur se ricca di elementi soprannaturali; il dipanarsi degli eventi è più chiaro e scorrevole rispetto a "Lasciami entrare", nonstante numerosi flashback e salti temporali, e tutti questi elementi rendono questo romanzo probabilmente migliore del termine di paragone che ho scelto. Non mi sono però ritrovato con la pelle d'oca alla fine, a differenza di quanto mi accadde con il finale della storia di Oskar ed Eli. Ma questo forse è un risvolto più soggettivo...

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    isabella

    22/06/2010 11.01.00

    Si legge con grande velocità e senza stancarsi nonostante le quasi 500 pagine,il secondo libro (credo) pubblicato in Italia, di questo scrittore svedese.IL PORTO DEGLI SPIRITI non mi sembra affatto ascrivibile all' ormai tormentoso filone del "giallo scandinavo": si tratta infatti di un romanzo che mescola il "noir" e i racconti di fantasmi, in cui gli archetipi della storia dell'uomo, luce e ombra, bene e male, bontà e malvagità, vengono continuamente rimescolati e sfumano costantemente l'uno nell'altro.La storia è quella di un padre alla deriva fra inazione ed alcool, da quando, durante una gita al faro di Gavasten, la figlia di sei anni è scomparsa nel nulla. Il libro narra la sua ricerca disperata della bambina , ricerca che lo porta anche alla propria redenzione ed a una nuova fiducia in se stesso. A parte una o due note stonate, a mio giudizio, (la scena di violenza nel capanno d'estate è un po' forte,ma è un giudizio personale; oppure le canzoni degli Smiths a fare da filo conduttore per la vendetta dei colpevoli, un po' forzato), il libro è scritto benissimo e ben tradotto. La storia inoltre si avvale del protagonismo di una natura meravigliosa, quella delle isole a nord di Stoccolma, che è sempre presente e cerca di prendersi la sua vendetta sugli esseri umani. Gli altri personaggi principali, Simon e Anna Greta, sono altrettanto ben delineati, con storie personali altrettanto avvincenti. Un libro davvero originale, il che, nel panorama attuale della narrativa, non è poco

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