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La vegetariana

Han Kang

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Editore: Adelphi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 754,19 KB
Pagine della versione a stampa: 176 p.
  • EAN: 9788845978432
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Gaia la libraia

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«Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l'ideale di un'estatica dissoluzione nell'indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell'ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi.
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    Monica

    19/06/2019 08:33:00

    La Vegetariana: un titolo fuorviante. Non c'è niente qua che riguardi la scelta alimentare a cui noi siamo sempre più abituati, dovuta a motivi morali o di salute. Yeong-hye è una donna tranquilla che da un giorno all'altro, dopo un incubo tremendo, decide di eliminare completamente dalla sua vita la carne: non la mangia, non la cucina, non fa neanche sesso. Vegetarianismo che poi diventa veganesimo e infine un lasciarsi morire accettando solo luce e acqua, come una pianta, in cui la protagonista crede di potersi trasformare. Insomma in questo libro si segue la storia della follia di una donna... ma stranamente mai dal suo punto di vista. Il romanzo è diviso in tre parti, ognuna delle quali è narrata da una persona diversa, tutte vicine a Yeong-Hye, ma mai in prima persona, se non in pochi paragrafi che descrino gli incubi che infestano la sua mente e da cui lei cerca disperatamente di sfuggire. Questo, assieme a uno stile secco e freddo, dà ancora di più il senso di estraneità e non comprensione di quello che le sta succedendo: nessuno capisce la protagonista fino in fondo, neanche noi lettori alla fine del libro saremo sicuri di niente. È uno straniarsi da un marito orribile che l'ha sposata solo in quanto donna mite e obbediente? Da un padre padrone violento? Dalla società collettivista come quella coreana, in cui la scelta simbolica di diventare vegetariani sembra qualcosa di negativo ed irrispettoso? È pura follia? Ditemi anche voi la vostra. Nonostante i buchi nella trama, mi è piaciuto molto, soprattutto la prima parte che ha un ottimo ritmo, quasi da horror/thriller. Poi forse mi sarei aspettata fuoco e fiamme, invece la situazione si è piuttosto stabilizzata in quanto a "trama", senza comunque togliere qualità al libro.

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    chiara

    10/03/2019 01:11:21

    Un libro a mio avviso non così facile, che racconta attraverso più personaggi vari livelli di malessere esistenziale (che alla fine è universale), all'interno di una cultura molto diversa dalla nostra.

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    Clara

    08/03/2019 15:00:22

    Classico racconto asiatico in cui la protagonista, che progressivamente smette di mangiare qualunque cosa, è parte passiva, ma la sua assenza è prepotente e dominante nell'intero racconto. Questo romanzo introspettivo dai toni tristi si sviluppa dal punto di vista del superficiale, conformista e distaccato marito, poi del cognato, un artista attratto da quella scelta tanto anticonformista e infine, in modo più intimo, dalla sorella. Un racconto che fa riflettere, una denuncia dello stato femminile nella società coreana attuale.

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    Rebecca

    07/03/2019 20:10:37

    Probabilmente non un libro alla portata di tutti, non tanto per la scrittura (molto scorrevole), quanto per i contenuti, che elevano il romanzo. Il punto di partenza della storia, il vero punto di svolta nelle vite dei personaggi, è rappresentato dalla scelta di diventare vegetariana di Yeong-hye, che va così a destabilizzare la tipica "routine" dei propri familiari. Questo però non è che il primo movimento degli ingranaggi del racconto. Per citare la recensione della critica presentata a fondo pagina, che descrive alla perfezione ciò che il libro trasmetta, "quella di Yeong hye è una crociata contro la brutalità del mondo di cui è stata testimone (...), è un rifiuto senza eccezioni opposto alla violenza inferta o subita. “La vegetariana” è il diario di un viaggio verso una purezza irraggiungibile, che merita di essere seguito dalla prima all’ultima riga."

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    Raffaele

    23/09/2018 20:20:59

    Risulta difficile leggere libri così enigmatici (e violenti, forti, chiusi su se stessi). “La Vegetariana” non è una storia che si dispiega facilmente davanti al lettore, ma è tutta rivolta a sé stessa, in mille risvolti e ombre. Parte tutto dalla violenza, una violenza che nel libro è quasi sempre accostata alle figure maschili. Le vittime - qui le donne - ne nascondono e introiettano gli effetti, in una maniera fisica e molto intensa. Ne risulta un romanzo popolato di personaggi maschili (due con cui si identifica anche il narratore) distanti, sbadati o febbrili nelle loro manie, che consumano e distruggono. Il centro focale di questo romanzo, Yeong-hye, ha voce soltanto nella descrizione dei suoi sogni. Non sappiamo quali siano le sue ragioni o le sue logiche, abbiamo soltanto visioni sfocate delle immagini che la tormentano. Il suo corpo porta numerose ferite di violenze di ogni tipo, il suo “vegetarianesimo” è pazzia, protesta, anoressia? Non si spiega, non è comprensibile. La voce della sorella si alza a raccontarci la storia di un’altra donna, che riesce a sottrarsi dagli abusi, eccetto quelli cui è sottoposta dal marito, di notte, che lava via con la stanchezza e il sonno. Yeong-hye avrebbe potuto essere lei. Perché no? I sogni ci sono, ed anche una certa dose di orrore. Yeong-hye, moribonda per il rifiuto di nutrirsi, avrebbe potuto essere qualunque altra donna. Perché la violenza di un padre o quella di un marito qui sono quasi istituzionalizzate, abitudini taciute e lasciate correre; sconvolge il padre che schiaffeggia la figlia, giustificabile dall’alto della vergogna provocata da lei, ma già non sconvolge il marito che violenta la moglie (e questo capita ad entrambe le donne) per soddisfare i suoi bisogni. Le donne qui sono carne. Forse c’è una ricerca di un senso metaforico: la Vegetariana e le donne-carne. Yeong-hye blocca il circolo, interrompe la violenza e abbandona la carne. E come abbandona la carne, entra a far parte del mondo vegetale.

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    Mariaelena

    22/09/2018 22:21:28

    Il sentimento più forte che questa storia mi ha lasciato è stato un senso di perplessità e pur avendolo finito da un paio di giorni, durante i quali ci ho pensato su parecchio, ho l'impressione di non averlo capito a fondo, come se qualcosa mi sia sfuggita. I temi affrontati in questa storia sono molteplici: l'insoddisfazione di sè, la morbosità, la sensualità, la crudeltà, l'incomprensione, la solitudine, l'infelicità, la vita, la morte. Ho trovato il romanzo molto forte, duro, scuro in molti punti,non una di quelle storielle che ti scrolli di dosso appena messo giù il libro e questo è stato un aspetto molto positivo. Ho apprezzato moltissimo la scrittura di Han Kang, scorrevole, semplice ma che va dritta al punto. Eppure man mano che andavo avanti continuavo a non capire i personaggi, a sentirmi lontanissima da loro, come se stessi guardando tutto da dietro un vetro, come se stessi assistendo ad uno spettacolo tristissimo e logorante senza mai entrare davvero nella vicenda. Non escludo che questo sia stato voluto dall'autrice, però a me ha lasciato una strana sensazione di incompiutezza e perplessità.

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    Antonia

    18/09/2018 16:36:40

    Questo libro è innegabilmente particolare e diverso da tutto ciò che la letteratura contemporanea ha proposto finora. Le atmosfere sono ovattate, quasi oniriche, si avverte subito che procedendo nella lettura ci inoltreremo in zone dalle quali faremo fatica a venir fuori, perchè “La Vegetariana” ci lascerà molti interrogativi di tipo morale ed etico che continueremo a porci frequentemente. Oserei definire il cambiamento di Yeong-hye una metamorfosi di stile Kafkiano, inoltre mi preme evidenziare la bravura dell' autrice nel porci il dualismo morte - vita. Un romanzo folgorante.

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    Davidebianco

    17/09/2018 21:09:13

    Per me è stato una delusione questo libro .. intrigante L ambientazione e in alcuni punti i personaggi .. ma è tutto troppo spiegato, o troppo freudiano ...

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    Emanuele

    10/05/2018 16:35:55

    Romanzo molto particolare. E' la storia di un'alienazione, sempre più profonda man mano che la narrazione procede. Un'alienazione narrata dalle persone che stanno intorno alla protagonista (il marito, il cognato, la sorella). Una discesa agli inferi progressiva e ineluttabile. Più che la struttura narrativa in sè, ho apprezzato moltissimo la descrizione estremamente potente di alcune situazioni. E' molto forte il contrasto tra l'atmosfera generale, che sembra dipinta con acquarelli tenui, e la descrizione puntualissima, come illuminata da una luce accecante di alcuni episodi della vita della protagonista. Purtroppo il titolo è fuorviante perché la scelta vegetariana della protagonista non è che il primo passo del suo percorso interiore.

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    Loris

    05/07/2017 09:18:41

    Riposiziono il rating, correggendo la distrazione in cui sono incorso. A qualche lettura di distanza, il romanzo si consolida nel ricordo, accompagnato da immagini evocative e perturbanti.

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    Loris

    24/05/2017 09:54:47

    Il titolo in effetti è fuorviante. Nella mia lettura però, il focus del romanzo non è sulle scelte alimentari della protagonista. Il rifiuto della carne è solo il primo passo per dichiarare la propria estraneità rispetto a modelli di comportamento e regole sociali che sono vissuti come una gabbia. Yeong-hye ambisce ad abbandonare lo status di essere umano per passare ad una forma vegetativa, diventare albero che si nutre solo di luce e acqua. Il sogno è l’elemento scatenante, ma nel proseguo della narrazione il fattore decisivo pare essere il passato familiare e matrimoniale, quanto mai arido sul piano affettivo. Sorella e cognato vivono un disagio simile per motivi diversi, sono perturbati dall’esempio di Yeong-hye, ma convogliano il desiderio di fuga verso pulsioni di morte. Il romanzo, apprezzabile sul piano dello stile, resta aperto a molteplici interpretazioni. Per certi versi, mi ha ricordato alcuni vecchi testi di Ballard, quelli in cui si esplorava il cosiddetto inner space.

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    Anna

    01/05/2017 16:47:58

    Questo libro, letto mesi fa mi ha fatto decisamente girare le scatole, perché tratta in modo del tutto fuorviante e antipatico il tema del veganismo, visto dall'autrice - che essendo sud coreana non deve avere mai conosciuto un vegano dalle sue parti, e non si è data pena di informarsi seriamente su chi siano i vegani e cosa voglia dire essere vegani- come una malattia mentale che inizia prima come ortoressia per finire in schizofrenia. Libro peraltro acclamato dalla critica..ma dico, vogliamo scherzare davvero? E' oltraggioso anche solo pensare che chi fa una scelta etica -questione anche questa che non sfiora l'autrice manco per sogno, figuriamoci- debba essere dipinto come un povero malato di mente solo perché chi ha scritto il libro è condizionata dalle sue pessime opinioni riguardo all' alimentazione alternativa alla carne e derivati. Che poi il libro è anche bello, ha delle scene molto forti e che come vegana ho veramente letto con dolore, ed è scritto molto bene, ma solo per l'ignoranza dimostrata dall'autrice su un tema tanto importante al giorno d'oggi quanto delicato da trattare con cura e solide basi informative, gli do il voto più basso che c'è. P.S. Il titolo persino è fuorviante, trattasi di protagonista vegana, non vegetariana. Scelta editoriale infelice ma credo sia stato fatto perché i vegetariani sono più numerosi dei vegani in Italia e si hanno più info su di loro.

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  • Han Kang Cover

    Han Kang, nata nel 1970, è figlia dello scrittore Han Seungwon e ha vinto il Yi Sang Literary Award come il padre. In Italia ha pubblicato La vegetariana (Adelphi 2016). Approfondisci
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