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Antonia Susan Byatt

Curatore: A. Nadotti, F. Galuzzi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 514 p.
  • EAN: 9788806175023

Recensioni dei clienti

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    isabella

    24/06/2015 10.16.13

    faccio parte di quel gruppo di persone che ha apprezzato il lavoro della byatt... un bellissimo romanzo per chi apprezza l'atmosfera inglese con la sua poesia. ben strutturato, trascina il lettore dietro due storie d'amore, attraverso le lettere fa innamorare... l'entrata in scena di tanti personaggi che vogliono sapere come va a finire è una bella soluzione .... non vi fate spaventare dalle pagine, il contorno serve a far capire l'influenza esercitata reciprocamente tra i due poeti-scrittori.... consiglio la lettura ....

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    AdrianaT.

    15/06/2015 08.19.35

    Trovo estremamente interessate come l'attrazione irresistibile per la ricerca e la ricostruzione dei particolari, anche i più insignificanti della vita di personaggi del passato, attraverso i loro oggetti maneggiati cautamente come preziose reliquie, i luoghi, le frequentazioni, dai grandi viaggi ai piccoli spostamenti, e soprattutto attraverso le parole, dette, riportate e scritte, diventi una sorta di ossessione, di scopo, nello studio, nel lavoro e nella vita, influenzandola. Ha a che fare con la cultura, la letteratura certamente, ma la motivazione, secondo me, è più profonda, ed è questo che mi affascina. Ripercorrere a ritroso quelle strade, seguire quelle tracce come segugi cercando di far riemergere, di recuperare un passato raschiando via le incrostazioni e le contaminazioni della contemporaneità, è un'avventura eccitante, evocativa; un'esperienza intima, una ricerca di sé stessi, ma anche universale di estrema condivisione di un terreno comune che dà, a prescindere dai livelli temporali che ci separano, il senso straordinario di appartenenza e legame che coinvolge gli esseri umani in quanto tali e il loro stesso camminare su questa terra. Un viaggio nel tempo: c'è poco altro che tocca il mio immaginario in modo più potente. Ecco perché ho amato questo libro, come ho amato le brughiere del Lincolnshire, dello Yorkshire e il vento impetuoso della Bretagna. C'è tutto un mondo qui dentro, anzi, ce ne sono molteplici paralleli; schemi che si ripetono e mille vite attraversate dal delicato quanto potente fil rouge della Possessione, dell'ossessione, della passione e dell'amore. Una lettura letteraria, impegnativa, profonda, articolata, colta e ricca dalla costruzione perfetta, che esige e merita una lettura attenta e meditata; un prezioso pezzo di conoscenza, di arte irrinunciabile e un importante passo in avanti nella mia esperienza di lettrice.

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    Giorgia

    14/05/2014 22.00.59

    Non ce l'ho fatta, mi sono arresa. Ho cercato di costringermi a continuare la lettura, sperando che migliorasse, ma arrivata alla corrispondenza prolissa e infinita dei due scrittori ho definitivamente perso la pazienza e l'ho mollato lì. Avrei voluto lanciare il libro dalla finestra per l'esasperazione! Uno di quei rarissimi casi in cui il film è meglio del libro!

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    mitla

    05/11/2013 19.46.23

    Un libro veramente ostico, che è riuscito nell'impresa di impormi la lettura quotidianamente e saltare pagine. La storia è abbastanza semplice: 2 ricercatori di letteratura inglese degli anni '80 scoprono che un noto poeta vittoriano aveva una relazione extraconiugale con una poetessa (forse lesbica) femminista del tempo. Man mano che scoprono lettere e testi dei due ne dovrebbero fatalmente ripercorrere anche la storia d'amore. La cosa drammatica è che ogni pagina è a mio parere una scusa per mostrare gratuitamente l'erudizione della scrittrice, che anche quando descrive avvenimenti contemporanei non lesina in digressioni e descrizioni al limite della nausea. Di ogni persona viene elencato ogni indumento con relativa descrizione ciò che mangiano viene ovviamente minuziosamente raccontato, e così tutto ciò che li riguarda, compreso il portasapone che aprono per lavarsi la faccia o il color tortora screziato delle mattonelle del bagno! Ogni singola pagina è poi infarcita di riferimenti ultratestuali riguardanti nel migliore dei casi poeti davvero esistiti, nel peggiore ci si perde nei meandri delle metafore che riguardano tutto: la sessualità, l'amore, la vita, per cui ogni tanto vengono fuori queste uova, fate Melusine, serpenti, foglie di cui i personaggi parlano in maniera assolutamente serena, come se disquisire ogni minuto dell'utilizzo di un tale nome o della tale pianta fosse cosa normale. E il peggio è che tali digressioni sono continue, occupano pagine e pagine, per cui ogni 20 pagine verrebbe voglia di scagliare via il tomo e urlare "MACCHISSENEFREGAAAAAAAAAAAAAA? VAI AVANTI CON LA STORIA!!". Insomma una storia di si e no 200 pagine trascinata in 500. Ostico, dispersivo, immobile nella mancanza di azione, scontato in quelle che dovrebbero essere le rivelazioni, carine giusto le ultime pagine, francamente, posso dirlo? inutile. Mi dispiace ma non lo consiglierei.

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    Marina

    05/09/2012 16.58.40

    Avrei tanto voluto dare un buon parere a questo libro, ma non è stato possibile. L'idea su cui è stato sviluppato il racconto non è per niente male, peccato che il modo in cui è stato scritto non tenga assolutamente legato a sé il lettore. Tra poesie, stralci o addirittura pagine intere di libri scritti dal poeta Ash e dalla poetessa La Motte, fanno sembrare questo romanzo un libro di testo per la scuola. La narrazione, in questi casi diventa molto pesante e per me è stato davvero difficile andare avanti nella lettura, tanto che avevo perfino ipotizzato di non proseguire. Visto però che non è da me non terminare un libro iniziato, ho adottato la tecnica di saltare le pagine dedicate a poesie e saggi per concentrarmi sulla storia nuda e cruda. C'è tuttavia da dire che anche la parte (lunghissima!!) dedicata alla corrispondenza tra i due poeti (e quindi fondamentale per il racconto) non è stata facile da smaltire. Troppi argomenti che non fanno parte della mia (ma credo anche di molte altre persone) cultura generale che non capivo e che comunque, rimango convinta non fossero fondamentali alla narrazione o certamente non in queste quantità...magari a piccole dosi. Troppe volte ho dovuto rileggere frasi su frasi perchè mi perdevo in questo turbine di filosofia e riferimenti ad altri autori. La parte finale è stata la migliore di tutto il libro, dove non è mancato nemmeno il colpo di scena. Davvero un peccato aver buttato al vento una trama, secondo me, vincente, in questa narrazione troppo intellettuale.

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    chiara

    09/03/2011 19.22.07

    dato che abbasso di netto la media dei giudizi, cercherò di motivare al meglio il mio parere negativo in merito a questo testo (tra l'altro girando su altri siti ho scoperto di non essere l'unica ad averlo trovato alquanto ostico e dispersivo..). l'idea su cui è costruito l'intreccio è buona ma, a mio parere, lo stile dell'autrice appesantisce troppo la narrazione e la rallenta inevitabilmente: lo stile dei contemporanei è troppo asciutto, a tratti squallido, quello degli antichi decisamente troppo aulico e filosofeggiante. per non parlare dell'eccessiva farcitura di testi, poesie, saggi e lettere create ad hoc dall'autrice. per carità, lo sforzo è ammirevole, ma il risultato è troppo pesante. e parla una persona laureata, che ha studiato anche melusina, quindi che ha gli strumenti per affrontare determinati argomenti. l'errore, secondo me, sta nel non aver saputo dosare intellettualismo e narrazione: il primo travalica esageratamente lo spazio che dovrebbe avere in un romanzo, e il risultato è che a tratti sembra di studiare piuttosto che leggere una storia. odio non terminare i libri, e questa volta purtroppo l'ho fatto; ma sono arrivata oltre la metà del testo (per cui penso di esprimere un parere piuttosto obiettivo) e poi ho saltato alcune parti per andare a vedere almeno come finiva la storia. deplorevole, lo ammetto, ma continuare a leggere per intero era troppo pesante.. non lo consiglierei.

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    Tatiana

    09/12/2010 09.16.26

    Un gruppo di studiosi di letteratura inglese, eterogeneo: chi sbiadito fantasma del dipartimento, chi brillante e ambizioso accademico; tutti comunque spinti ad agire da una curiosità che può diventare ossessione per scoprire la verità che lega il poeta Randolph Ash alla misteriosa destinataria di due abbozzi di lettere. Preparatevi a leggere prosa, poesie, lettere, stralci di saggi, pagine di diario macchiate dal tempo e a frugare nelle profondità dell'animo umano. Scritto molto bene, avvincente, romantico.

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    Barbara

    30/08/2010 15.37.15

    Antonia S. Byatt, fortunatamente, è stata presa sotto l'ala della casa editrice Einaudi e possiamo leggere la maggior parte della sua produzione letteraria, che merita, tutta. Ma il romanzo "Possessione" è forse quello che di questa vasta produzione è più noto, e per più di un buon motivo. Ho avuto la fortuna di leggerlo quando ancora non si parlava del film che ne svilisce e banalizza, come spesso accade, la trama più complessa di quanto si penserebbe. In un film, infatti, non è possibile godere della vasta erudizione accademica della Byatt, nè si possono cogliere tutte le intricate tracce e sottotracce del libro. Non è solo di una romantica, ottocentesca, storia d'amore, che si parla, in effetti. Questo è solo uno dei temi, ed il romanticismo, peraltro, è quello un pò umido, in penombra, della metà dell'Ottocento. Si parla di letteratura, di poesia - poemi interi, e favole, ed estratti di saggi sono stati composti dall'autrice per questo lavoro. Si parla della fiera ricerca di indipendenza di donne intelligenti, destinate tuttavia a restare comunque invischiate nella ragnatela d'acciaio delle convenzioni di un'epoca. Si parla delle meschinità del mondo accademico, del collezionismo letterario che diventa feticismo. Questo romanzo prende molto più di quanto si possa immaginare quando si comincia a leggerlo. E' indiscutibilmente un romanzo bellissimo. Sullo stesso periodo, della stessa autrice, consiglio anche "Angeli e Insetti". Per gli appassionati dei romanzi ambientati nell'Ottocento inglese, consiglio anche "La donna del tenente Francese", di John Fowles.

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    MorfoBlu

    07/07/2009 20.45.15

    E' un libro magnifico! Mi ha fatto letteralmente sognare. Lo consiglio a tutti.

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    TONI

    23/01/2009 18.02.47

    Il libro della mia vita!

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    magò

    11/09/2007 22.46.07

    Consigliatissimo. Una volta iniziato, non vorrete fare altro che leggere... Eccellente la traduzione italiana (di Anna Nadotti e Fausto Galuzzi).

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