Chiudi

Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.

Il postino suona sempre due volte

The Postman Always Rings Twice

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Titolo originale: The Postman Always Rings Twice
Regia: Tay Garnett
Paese: Stati Uniti
Anno: 1946
Supporto: DVD
Vietato ai minori di 14 anni
Salvato in 26 liste dei desideri

€ 12,99

Punti Premium: 13

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
DVD

Altri venditori

Mostra tutti (8 offerte da 9,90 €)

Frank, un giovanotto senza fissa dimora, viene assunto come garzone nel bar di Nick e ben presto finisce per innamorarsi di Cora, la moglie del padrone. I due diventano amanti e Cora convince Frank a uccidere Nick. Dopo il delitto però i due non si fidano più l'una dell'altro. Arrestati, vengono rilasciati entrambi. Per loro tutto sembra finalmente poter ricominciare da zero.
3
di 5
Totale 2
5
0
4
1
3
0
2
1
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Toni

    17/05/2020 15:40:12

    Cosa succede se, per interpretare una cameriera di trattoria che a detta del suo stesso autore «non era una gran bellezza», la produzione ti impone invece una gran bellezza come Lana Turner? Succede che il regista, pur non essendo un genio, non se la cavi malaccio, affidando la seduzione non più agli strusciamenti e agli afrori animali del personaggio originario ma alle epifanie, ai miraggi, alle divine apparizioni di una Turner biondissima, tutta di bianco vestita e sempre intenta a rinfrescarsi il trucco. Insomma, al travisamento cosmetico della realtà. La presenza incongrua della diva imprime così al film una torsione piccolo-borghese, rispetto al milieu popolare del romanzo di Cain, ma l’effetto non dispiace.

  • User Icon

    Michele Bettini

    19/09/2015 00:08:20

    Per chi ha buon senso, questi sembra che se le vadano tutte a cercare. E nella follia ragionano lucidamente, e agiscono con precisione da manuale, cosa che raramente accade. Perché la passione dura poco e al minimo calo ognuno ragiona (male) per conto proprio. Se certe storie hanno successo è perché c'è un pubblico di gente malata, che non ama il lieto fine e che non sa cibarsi di altro. Ed ora che c'è anche il remake, di cui si doveva fare a meno, si fanno erronei accostamenti al film di Visconti (OSSESSIONE), ispirato non da questo, ma da LA FIAMMA DEL PECCATO. Questi due film appena citati erano più credibili. Peraltro non trascinavano lo spettatore in un rotor (quello del Luna Park) da cui si ha voglia di uscire, poiché non ci si diverte, perché non si domina, ma si è dominati. E nelle medesime situazioni non si prenderebbe scuola da certe gratuite storie, poiché l'amore non si realizza distruggendo altre persone. Certamente a Visconti queste storie interessavano, perché, salvo che in un paio di occasioni, i suoi personaggi, facevano sempre i mantenuti, fino all'autodistruzione. Possibile che Visconti non riuscisse a concepire altro? La realtà è una via di mezzo tra il comico e il tragico. Gli estremismi, che siano shakespeariani, o demenziali dovrebbero per lo meno far riflettere fino a capire che certi personaggi non sono protagonisti, ma marionette e proiezioni degli stessi autori. E mi domando sempre: perché uccidere il marito dell'amante, quando c'è troppa gente, chi ci fa del male, che meriterebbe assai di più una sorte del genere?

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: A & R Productions, 2014
  • Distribuzione: A & R Productions
  • Durata: 110 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Inglese (Dolby Digital 1.0 - mono);Francese (Dolby Digital 1.0 - mono);Spagnolo (Dolby Digital 1.0 - mono);Tedesco (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: 1,37:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers; manifesto originale; foto
  • Tay Garnett Cover

    "Propr. William Taylor G., regista statunitense. Occasionale stuntman, nel 1920 è sceneggiatore per H. Roach e M. Sennett; esordisce nella regia nel '28, sotto il marchio Pathé (Celebrity, Celebrità). E esprime al meglio vigore narrativo e freschezza dell'azione in esotiche ambientazioni marinaresche, prima mescolando il mélo alla commedia (Amanti senza domani, 1932) e all'avventura (Sui mari della Cina, 1935, con J. Harlow, C. Gable, W. Beery), poi puntando su ritmi più rapidi (Il mercante di schiavi, 1937, sceneggiato da W. Faulkner) con scazzottate da antologia (La taverna dei sette peccati, 1940, con M. Dietrich e J. Wayne). La sua professionalità e duttilità si esprimono anche nella commedia brillante (L'amore è novità, 1937) in cui satireggia sulla stessa Hollywood (E ora... sposiamoci,... Approfondisci
  • Lana Turner Cover

    Nome d'arte di Julia Jean Mildred Frances T., attrice statunitense. Casualmente notata e scritturata dalla Warner (L'ultima beffa di Don Giovanni, 1937, di J. Whale), passa alla Metro, che ne esalta (Le fanciulle delle follie, 1941, di R.Z. Leonard) fino alla forzatura (Se mi vuoi sposami, 1941, di J. Conway) il sex-appeal, ma ne verifica solo parzialmente le attitudini di attrice (Il dottor Jekyll e Mr. Hyde, 1941, di V. Fleming) pur facendone una star (La fortuna è bionda, 1943, di W. Ruggles). Intanto si afferma nella diabolica sensualità di Il postino suona sempre due volte (1946) di T. Garnett, seconda delle quattro versioni del film, e nella brillante coreografia in costume di I tre moschettieri (1948) di G. Sidney. Ma è già in fase discendente, tra regie fiacche che si protrarranno... Approfondisci
  • John Garfield Cover

    "Nome d'arte di Jacob Julius Garfinkle, attore statunitense. Comparsa danzante non accreditata in Viva le donne (1933) di L. Bacon, esordisce in un piccolo, tormentato ruolo nel dramma sentimentale Quattro figlie (1938) di M. Curtiz. La Warner lo coinvolge in diversi seguiti del film (Profughi dell’amore; Four Wives, Quattro mogli, 1939, ancora di Curtiz) ma il suo piglio cinico alla J. Cagney, con in più la bellezza tenebrosa del ribelle, gli vale l’interpretazione di una raffica di pellicole del genere poliziesco e gangsteristico (Hanno fatto di me un criminale, 1939, di B. Berkeley; Il castello sull’Hudson, 1940, e Fuori dalla nebbia, 1941, ambedue di A. Litvak) nelle quali instilla una credibilità derivatagli dalla giovinezza di strada nell’East-End newyorkese e dai continui vagabondaggi.... Approfondisci
  • Cecil Kellaway Cover

    Attore statunitense. Di origini sudafricane, trascorre quasi vent'anni come scrittore, attore e regista in Australia prima di approdare a Hollywood come interprete di La voce nella tempesta (1939) di W. Wyler. Seguono numerose altre caratterizzazioni, spesso come affabile «cattivo» (Ho sposato una strega, 1942, di R. Clair). Il suo aspetto gioviale e gli occhi sorridenti non lo rendono mai sgradevole, anche quando interpreta parti scomode. Nel 1948, per le sue caratteristiche fisiche viene scritturato come folletto in L'isola del desiderio di H. Koster, che lo dirige anche in Harvey (1950), ma il suo ruolo più noto è in Indovina chi viene a cena (1967) di S. Kramer. Approfondisci
Questo prodotto lo trovi anche in:
Note legali