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Il postino suona sempre due volte di Tay Garnett - DVD
Il postino suona sempre due volte di Tay Garnett - DVD - 2

Descrizione


Frank, un giovanotto senza fissa dimora, viene assunto come garzone nel bar di Nick e ben presto finisce per innamorarsi di Cora, la moglie del padrone. I due diventano amanti e Cora convince Frank a uccidere Nick. Dopo il delitto però i due non si fidano più l'una dell'altro. Arrestati, vengono rilasciati entrambi. Per loro tutto sembra finalmente poter ricominciare da zero.
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Dettagli

The Postman Always Rings Twice
Stati Uniti
1946
DVD
Vietato ai minori di 14 anni
8023562001508

Informazioni aggiuntive

A & R Productions, 2014
A & R Productions
110 min
Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Inglese (Dolby Digital 1.0 - mono);Francese (Dolby Digital 1.0 - mono);Spagnolo (Dolby Digital 1.0 - mono);Tedesco (Dolby Digital 1.0 - mono)
Italiano
1,37:1 Full Screen
trailers; manifesto originale; foto

Valutazioni e recensioni

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cecilia
Recensioni: 4/5

Dopo o prima della visione di questo film, conviene leggere il romanzo da cui è tratto. La trasposizione infatti ci permette di verificare come il cinema, lo studio system hollywoodiano rappresentato in questo caso dalla MGM, sia stato in grado di creare intorno alla vicenda l'ennesima trasfigurazione mitica. I toni duri del romanzo, l'attrazione sessuale, il crimine e il destino incombente sui protagonisti, sfumano alla vista della dark lady in bianco assoluto e al romanticismo del vagabondo che tale non è. Il tutto caramellato secondo lo stile MGM, compresa la regia.

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Toni
Recensioni: 4/5

Cosa succede se, per interpretare una cameriera di trattoria che a detta del suo stesso autore «non era una gran bellezza», la produzione ti impone invece una gran bellezza come Lana Turner? Succede che il regista, pur non essendo un genio, non se la cavi malaccio, affidando la seduzione non più agli strusciamenti e agli afrori animali del personaggio originario ma alle epifanie, ai miraggi, alle divine apparizioni di una Turner biondissima, tutta di bianco vestita e sempre intenta a rinfrescarsi il trucco. Insomma, al travisamento cosmetico della realtà. La presenza incongrua della diva imprime così al film una torsione piccolo-borghese, rispetto al milieu popolare del romanzo di Cain, ma l’effetto non dispiace.

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Michele Bettini
Recensioni: 2/5

Per chi ha buon senso, questi sembra che se le vadano tutte a cercare. E nella follia ragionano lucidamente, e agiscono con precisione da manuale, cosa che raramente accade. Perché la passione dura poco e al minimo calo ognuno ragiona (male) per conto proprio. Se certe storie hanno successo è perché c'è un pubblico di gente malata, che non ama il lieto fine e che non sa cibarsi di altro. Ed ora che c'è anche il remake, di cui si doveva fare a meno, si fanno erronei accostamenti al film di Visconti (OSSESSIONE), ispirato non da questo, ma da LA FIAMMA DEL PECCATO. Questi due film appena citati erano più credibili. Peraltro non trascinavano lo spettatore in un rotor (quello del Luna Park) da cui si ha voglia di uscire, poiché non ci si diverte, perché non si domina, ma si è dominati. E nelle medesime situazioni non si prenderebbe scuola da certe gratuite storie, poiché l'amore non si realizza distruggendo altre persone. Certamente a Visconti queste storie interessavano, perché, salvo che in un paio di occasioni, i suoi personaggi, facevano sempre i mantenuti, fino all'autodistruzione. Possibile che Visconti non riuscisse a concepire altro? La realtà è una via di mezzo tra il comico e il tragico. Gli estremismi, che siano shakespeariani, o demenziali dovrebbero per lo meno far riflettere fino a capire che certi personaggi non sono protagonisti, ma marionette e proiezioni degli stessi autori. E mi domando sempre: perché uccidere il marito dell'amante, quando c'è troppa gente, chi ci fa del male, che meriterebbe assai di più una sorte del genere?

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Tay Garnett

1894, Los Angeles, California

"Propr. William Taylor G., regista statunitense. Occasionale stuntman, nel 1920 è sceneggiatore per H. Roach e M. Sennett; esordisce nella regia nel '28, sotto il marchio Pathé (Celebrity, Celebrità). E esprime al meglio vigore narrativo e freschezza dell'azione in esotiche ambientazioni marinaresche, prima mescolando il mélo alla commedia (Amanti senza domani, 1932) e all'avventura (Sui mari della Cina, 1935, con J. Harlow, C. Gable, W. Beery), poi puntando su ritmi più rapidi (Il mercante di schiavi, 1937, sceneggiato da W. Faulkner) con scazzottate da antologia (La taverna dei sette peccati, 1940, con M. Dietrich e J. Wayne). La sua professionalità e duttilità si esprimono anche nella commedia brillante (L'amore è novità, 1937) in cui satireggia sulla stessa Hollywood (E ora... sposiamoci,...

Lana Turner

1921, Wallace, Idaho

Nome d'arte di Julia Jean Mildred Frances T., attrice statunitense. Casualmente notata e scritturata dalla Warner (L'ultima beffa di Don Giovanni, 1937, di J. Whale), passa alla Metro, che ne esalta (Le fanciulle delle follie, 1941, di R.Z. Leonard) fino alla forzatura (Se mi vuoi sposami, 1941, di J. Conway) il sex-appeal, ma ne verifica solo parzialmente le attitudini di attrice (Il dottor Jekyll e Mr. Hyde, 1941, di V. Fleming) pur facendone una star (La fortuna è bionda, 1943, di W. Ruggles). Intanto si afferma nella diabolica sensualità di Il postino suona sempre due volte (1946) di T. Garnett, seconda delle quattro versioni del film, e nella brillante coreografia in costume di I tre moschettieri (1948) di G. Sidney. Ma è già in fase discendente, tra regie fiacche che si protrarranno...

John Garfield

1913, New York

"Nome d'arte di Jacob Julius Garfinkle, attore statunitense. Comparsa danzante non accreditata in Viva le donne (1933) di L. Bacon, esordisce in un piccolo, tormentato ruolo nel dramma sentimentale Quattro figlie (1938) di M. Curtiz. La Warner lo coinvolge in diversi seguiti del film (Profughi dell’amore; Four Wives, Quattro mogli, 1939, ancora di Curtiz) ma il suo piglio cinico alla J. Cagney, con in più la bellezza tenebrosa del ribelle, gli vale l’interpretazione di una raffica di pellicole del genere poliziesco e gangsteristico (Hanno fatto di me un criminale, 1939, di B. Berkeley; Il castello sull’Hudson, 1940, e Fuori dalla nebbia, 1941, ambedue di A. Litvak) nelle quali instilla una credibilità derivatagli dalla giovinezza di strada nell’East-End newyorkese e dai continui vagabondaggi....

Cecil Kellaway

1893, Città del Capo

Attore statunitense. Di origini sudafricane, trascorre quasi vent'anni come scrittore, attore e regista in Australia prima di approdare a Hollywood come interprete di La voce nella tempesta (1939) di W. Wyler. Seguono numerose altre caratterizzazioni, spesso come affabile «cattivo» (Ho sposato una strega, 1942, di R. Clair). Il suo aspetto gioviale e gli occhi sorridenti non lo rendono mai sgradevole, anche quando interpreta parti scomode. Nel 1948, per le sue caratteristiche fisiche viene scritturato come folletto in L'isola del desiderio di H. Koster, che lo dirige anche in Harvey (1950), ma il suo ruolo più noto è in Indovina chi viene a cena (1967) di S. Kramer.

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