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Marco Vannini

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2010
Pagine: 192 p., Rilegato
  • EAN: 9788845264139
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    Roberto Fiaschi

    13/05/2010 10.53.44

    Una certa monotona ripetitività argomentativa caratterizza un po' tutti i libri del Vannini, ma soprattutto, il vero filo conduttore è il solito disprezzo per l'ebraismo, il quale, secondo il Nostro, sarebbe addirittura privo di autentica spiritualità! Arbitrariamente, Vannini racchiude la "vera" spiritualità soltanto nell'area greca, scendendo fino ad Eckhart,l'autentico paradigma _secondo Vannini_ arrivando ad accomunare persino Hegel e Nietzsche! Cioè l'antiteticità per eccellenza! Come stupirsi o come non rilevare allora le contraddittorietà dei presupposti filosofico-mistici del vannini? "Tutto è buono", secondo V. e secondo Eraclito, per lo Spirito; tutto, tranne l'ego. Se dal punto di vista dello Spirito tutto è bene e buono, che senso ha allora stigmatizzare l'ego o la religione come fattori nocivi? Il "Tutto-bene" propugnato dal V. non è poi così bene, dal momento che estromette l'ego proprio in quanto "male", cioè fattore separativo, ed estromettendolo, quel Tutto non è un vero Tutto ma solo una parte la quale, alienando da sé l'ego, si condanna a restare UNA PARTE. Vannini annichila il particolare nell'universale, ritenendo che questa sia vera spiritualità, particolare il quale, una volta ridotto a nulla, consente di esso qualsiasi trattamento: infatti, se l'ego non ha autentica dignità ontologica, perché allora non abusarne o sterminarne un certo numero? Che male c'è ad eliminare ciò che è stato battezzato come nulla o come male e che quindi è di per sé destinato prima o poi a scomparire? Matrice ontologica dello Stato Etico hegeliano nel quale la parte è subordinata al Tutto, il quale solo avrebbe dignità ontologica, la "spiritualità" propugnata dal V. ha troppo in comune coi grandi totalitarismi che sacrificavano le parti non conformi agli universali della razza, del partito, dell'ideologia.Il costante aspro livore del Nostro nei confronti del Giudaismo confermano che per lui nel Tutto non tutto è bene e buono, contraddicendo così i suoi stessi postulati filosofici e pertando squalificandoli.

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    Roberto Baglioni

    22/03/2010 19.05.58

    Nobile ed inattuale contributo alla ricerca dello spirito in tempi in cui la tribalità, la menzogna e l'idolatria hanno rapito e imprigionato l' "uomo", incapace di un qualsiasi guizzo vitale che lo riporti incontro al vero e unico sapere, quello trasmessoci dal mondo greco. Una visione radicale della filosofia e dunque del cristianesimo, l'unica possibile, ricca di sublimi citazioni. Da meditare e ancora meditare.

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