Il prezzo della disuguaglianza. Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro

Joseph E. Stiglitz

Traduttore: M. L. Chiesara
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: XXXVI-474 p., Brossura
  • EAN: 9788806218867

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    alce67

    24/09/2014 14:41:51

    Il tema dell'equità trattato da un economista e rilanciato come presupposto di stabilità, democrazia e sviluppo è molto interessante. Stieglitz ci da un interpretazione dettagliata e illuminante di come si sia approfondita la disuguaglianza negli Stati Uniti e come questo minacci il futuro stesso del loro sviluppo economico e sociale. Da trent'anni il paese ha intrapreso un percorso che rinnega lo stesso "sogno americano". Il trattato è un pò ridondante e avrebbe potuto seguire un filo logico più rigoroso. E' inoltre molto ricco nello spiegare il fenomeno, un pò generico nel proporre soluzioni. L'opera vale per la quantità delle informazioni contenute e per la qualità delle argomentazioni su economia, politica e società.

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    Giancarlo

    14/09/2014 23:35:41

    Si tratta di un approfondimento del tema della disuguaglianza a cui l'autore, in parte, aveva già fatto cenno in "Bancarotta" che precede il volume di qualche anno. Come già anche in "Bancarotta", l'analisi ha per oggetto, principalmente, la società americana, la sua struttura e le sue caratteristiche pertanto, pur essendo il fenomeno comune a tutti i paesi occidentali, la stessa non appare trasferibile tout court alla realtà europea, lasciando al lettore il debito esercizio intellettuale di adattarla. Da leggere. GR

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    Claudio

    16/11/2013 00:21:44

    Quella di Stiglitz è un gran bella analisi della situazione socio-economica americana attuale, ma che può esser applicata, con risultati del tutto equivalenti, a quella europea, italiana in particolare. Lo Stato cosiddetto democratico (di qua e di là dell'Atlantico, nota del lettore) è stato posto nell'incapacità di controllare la finanza propria, e quella altrui che scorrazza in casa, e di legiferare di conseguenza. L'impressione che se ne ricava (ed a quanto risulta è la realtà) è che alcuni centri di potere globali (pecunia non olet) sono in grado di condizionare scelte di legislazione "democratica", le quali in realtà favoriscono una ridotta aristocrazia del movimento del denaro (1% della popolazione o poco più) che crea remunerazione senza prodotto, del tutto fine a sé stessa, a scapito del rimanente "demos" che vien ridotto a spettatore e vittima di scelte spacciate come indispensabili ad evitare il peggio. Ma di peggio non c'è. C'è anche un piccolo accenno all'euro, che parrebbe esser un creatura sterile creata a tavolino, congruente con il progetto di rimpallo della finanza globale; ma l'analisi non viene ulteriormente approfondita. I rimedi proposti da Stiglitz sembrano ricette un po' scolastiche, ma l'importanza prevalente del libro è il valore del "j'accuse" che arriva da un Nobel dell'Economia, con una carriera e una posizione ben rilevanti nell'establishment che egli stesso analizza con forte critica. Da leggere (e spaventarsi).

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    roberto

    29/08/2013 15:01:42

    I temi sono affrontati da un punto di vista piu' politico che economico; e' quindi naturale che l'autore, anche nelle soluzioni proposte per contrastare il gap crescente tra il 99% della popolazione e il privilegiato 1%, si sia concentrato quasi esclusivamente sulla situazione americana. Tutti gli elementi descritti sono comunque ben visibili in una evoluzione disfunzionale del capitalismo in tutto il mondo e specialmente in Europa. Purtroppo, se gia' Stiglitz non e' totalmente ottimista nella futura capacita' dell'America di invertire questa tendenza, lo e' ancora meno per quanto riguarda l'Europa. Come dargli torto?

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    Stefano Vaglio Laurin

    07/04/2013 23:44:12

    Il tema della disuaglianza ha radici antiche, vede le sue origini gia' dalle prime forme di comunita' organizzata.Spesso si e'intrecciato con quello della stratificazione sociale ed ha alimentato ideologie,movimenti,teorie economiche. Ha appassionato J.Jaques Rousseau,Karl Marx, sindacalisti ed economisti.La visione di Stiglitz esposta nel libro e' quella che la disuguaglianza oggi si esprime nella societa' americana concretizzandosi in due blocchi di dimensioni inversamente proporzionali, l'uno che rappresenta l'1 % in termini di unita' umane ma che detiene le leve dell'economia , della politica ( tout court : del potere) e l'altro , numericamente superiore , significante il 99% ,che subisce le decisioni penalizzanti della controparte. Quella di Stiglitz e' la constatazione che la democrazia fondata su " una testa, un voto " e' stata rimpiazzata da una forma di controllo che poggia sul dogma " un dollaro, un voto " . Stiglitz e' bravo nel testo a descrivere i meccanismi economici attuati , le mosse compiute sulla scacchiera politica e le speculazioni intraprese dai centri di potere a discapito dei comuni cittadini, caricati degli oneri di una globalizzazione finalizzata esclusivamente all'arricchimento di quel " maledetto " 1%. Il viaggio di Stiglitz e' tutto dentro l'America, ma le situazioni presentate sono spesso assimilabili a quelle vissute in Europa:basta cambiare valuta di riferimento e volti dei politici.Comunque sia Stiglitz oggi e' voce autorevole di denuncia dell' erosione della democrazia,che si accompagna fisiologicamente alla perdita progressiva delle conquiste sociali.Occorre una risposta urgente del 99%. Stiglitz avanza diversi modelli di reazione.Utilizzando pero l'attuale meccanismo elettivo,quello vigente,democratico e rappresentativo,nutro dubbi di poter assistere a cambiamenti epocali.Necessario elaborare un nuovo modello di Stato in cui il 99% possa agire realmente nel proprio interesse.Ma cio'richiede un altro libro .

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