La prigione grande quanto un paese

Marco Drago

Editore: Barbera
Collana: Centocinquanta
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 31 ottobre 2013
Pagine: 154 p., Brossura
  • EAN: 9788878996069
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Descrizione
La vera storia di un surreale viaggio nella Repubblica Democratica Tedesca un anno prima della caduta del muro di Berlino. Uno studente universitario italiano decide di andare a perfezionare il tedesco a Magdeburgo lasciando in Italia un'idolatrata fidanzata e si iscrive a un corso estivo grazie ai servizi offerti da un misterioso ufficio genovese legato al governo della Ddr. L'ambientazione del libro è quella di molti college novel: un campus universitario in cui sesso e droga sono consumati in allegria e incoscienza, con la differenza che si parla di un campus d'oltrecortina, popolato di ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo, compresa quella parte di mondo all'epoca ancora largamente sconosciuta agli occidentali. Il confronto con una donna slovacca lì incontrata e il furto del passaporto al momento del ritorno in Italia costringono lo studente a cambiare idea sulle grandi questioni della politica e della vita in generale.

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    lorenzo

    13/01/2014 12:44:30

    racconto di una vacanza studio nella ex ddr,poco prima il crollo del muro, divertente, dissacrante e commovente, dove il protagonista fa di tutto (sesso; droga; ascoltare musica inglese; conversare in inglese; parlare coi polacchi di storia polacca, che è come parlare del meteo con gli inglesi o guardare con fiducia al passato insieme a un austriaco) tranne che studiare il tedesco, a parte frequentare alcune sporadiche lezioni, più interessato alla giovane insegnante che alla materia. meno male che il nostro ha lo stesso nome e cognome dell'autore se no parrebbe di stare in un college americano raccontato da bret easton ellis, e questo spaesamento nel lettore è già un modo non esplicito ma ancor più efficace di raccontare la fragilità e le contraddizioni di quell'utopia con cui il nostro ha comunque la possibilità di confrontarsi, che culminerà nel finale con la perdita del passaporto e le peripezie burocratico-kafkiane (compreso finalmente il dover snoccialare un minimo di tedesco) che dovrà affrontare per poter far ritorno a casa, consapevole che la propria giovinezza è finita e la ddr pure.

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