Processo, prigionia e morte di Socrate: Eutifrone-Apologia di Socrate-Critone-Fedone. Testo greco a fronte. Ediz. integrale - Platone,Enrico V. Maltese,Gino Giardini - ebook

Processo, prigionia e morte di Socrate: Eutifrone-Apologia di Socrate-Critone-Fedone. Testo greco a fronte. Ediz. integrale

Platone

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Traduttore: Gino Giardini
Curatore: Enrico V. Maltese
Testo in italiano
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Dimensioni: 300,23 KB
  • EAN: 9788854138841

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Gaia la libraia

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Eutifrone . Apologia di Socrate . Critone . Fedone

Con un saggio di Luciano Canfora . A cura di Enrico V. Maltese
Premesse, traduzione e note di Gino Giardini
Edizione integrale

Atene, 399 a.C.: Socrate, accusato di corrompere i giovani e di introdurre la credenza in nuovi dèi, viene processato pubblicamente. Platone, giovane aristocratico suo discepolo, è presente a quel processo e da zelante cronista ce ne offre un attento resoconto in quattro dialoghi. Il primo, Eutifrone, descrive il momento in cui Socrate si reca in tribunale. L’Apologia di Socrate è la difesa appassionata da lui stesso pronunciata e rappresenta il contributo più importante e rigoroso alla comprensione della personalità e alla trasmissione del pensiero del filosofo. Condannato a morte, Socrate non smetterà di professare la sua dottrina nel carcere di Atene, dove amici e discepoli continuano a seguirlo, come racconta Platone nel Critone. Il Fedone ci riporta l’ultima delle dissertazioni di un uomo che nel dialogo ha cercato la verità anche pochi istanti prima di trovare la morte bevendo la cicuta. «E questa», dice Fedone, «fu la fine del nostro amico, uomo, possiamo ben dirlo, fra tutti quelli che abbiamo conosciuto, il migliore, anzi, senza confronto il più saggio e il più giusto».

«Ma, cittadini, non è questa la difficoltà, sfuggire alla morte, ma è molto più difficile evitare la malvagità: essa corre, infatti, più velocemente della morte. Ora io, che sono tardo e vecchio, sono colto da quella che è più tarda; i miei accusatori, invece, che sono vigorosi e lesti, sono stati colti da quella che è più veloce: la malvagità.»

Platone

è l’unico pensatore antico di cui siano rimaste tutte le opere integrali. Nacque ad Atene nel 427 a.C.; fu iniziato alla filosofia dall’eracliteo Cratilo, ma l’incontro con Socrate (408) rimane l’episodio più significativo per la sua maturazione intellettuale. Dopo la morte del maestro fu a Megara e poi in Italia meridionale. Tornò quindi ad Atene, fondando nel 387 l’Accademia, prima scuola filosofica dell’antichità. Morì nel 347 a.C. Di Platone la Newton Compton ha pubblicato Repubblica e il volume unico Tutte le opere.
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    Gabriele

    28/08/2012 14:36:20

    Socrate è stato probabilmente il più grande filosofo dell'antichità, e la sua figura emerge pienamente in ogni pagina, in ogni singola riga che riempie questo volume. Platone, il suo discepolo migliore, ne traccia un ritratto appassionato, aggiungendovi spunti personali nei quali non è difficile comunque rintracciare il pensiero del maestro: i gesti, i discorsi, gli atteggiamenti, tutto concorre ad una lettura scorrevole e profonda, appassionante perché appassionata già nella propria stesura. Socrate ci appare dunque come un intellettuale progressista dei suoi tempi, un carismatico uomo di valori umilissimo e sempre intento all'ascolto, desideroso di imparare, capace di accettare la morte ingiusta che lo attende con una serenità d'animo impressionante. Quasi un artista "anti-commerciale" ante litteram, il quale ha preferito diffondere sagge parole anziché scritti probabilmente poco apprezzati dall'ottusità governativa.

  • Platone Cover

    Nasce nel 427 a.C. da genitori aristocratici. La data è fissata da Apollodoro nella sua "Cronologia". Vive in un'Atene che aveva già perso la sua egemonia politica e culturale. In gioventù si dedica alla poesia ma accostatosi alla filosofia decide di distruggere tutte le opere precedenti. Discepolo di Socrate, lo pone al centro dei suoi Dialoghi socratici in cui è presentato l'insegnamento del Maestro. Nel 399 va a Megara e, dieci anni dopo, soggiorna in Italia  meridionale e in Sicilia. Nel 387 acquista un terreno e vi fonda la famosa Accademia (dal nome del parco detto di Accademo) , un centro di studi filosofici. Va nel 367 a Siracusa come pedagogo del sovrano Dionigi II, torna una terza volta a Siracusa nel 361.... Approfondisci
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