Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin - Anna Politkovskaja - copertina

Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin

Anna Politkovskaja

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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 23 gennaio 2007
Pagine: XXIX-307 p., Brossura
  • EAN: 9788804567806
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Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka: le verit...

Anna Politkovskaja

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Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaja è stata ritrovata nell'androne della sua casa moscovita uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Dopo pochi giorni avrebbe pubblicato sul giornale "Novaja Gazeta" i risultati di una sconvolgente inchiesta sulle torture perpetrate in Cecenia dai russi, l'ultimo reportage di una carriera giornalistica sempre all'insegna del coraggio, della verità, della lotta per i diritti e la dignità degli individui, per la libertà e la democrazia. Quella che ancora, in Russia, non c'è. Testimone scomoda, sempre in prima linea, ha vissuto sulla propria pelle e raccontato al mondo senza mezzi termini i lati più oscuri della Russia postsovietica, gli episodi più drammatici, dalla strage di bambini nella scuola di Beslan al sequestro di ostaggi al Teatro Dubrovka, alla guerra cecena.
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    S_amara

    24/09/2019 21:44:31

    "Il mondo teme una proliferazione nucleare incontrollata - io invece temo l'odio", con questa citazione di Anna Politkovskaja si apre la prefazione a questo straordinariamente intenso volume che racchiude alcuni dei più importanti reportage scritti dalla giornalista russa tra il novembre 2002 ed il settembre 2006, che costituiscono probabilmente la sua condanna a morte. Sì perché di molte cose oggi come allora (e sono passati ormai quasi 13 anni, tra qualche giorno ricorrerà l'anniversario della sua uccisione) è ancora proibito parlare. Anna invece voleva parlare di tutte le cose scomode che riteneva importanti e lo faceva con una precisione ed un trasporto che permetteva al lettore di diventare quasi protagonista delle vicende che venivano descritte nei suoi articoli. Ecco allora che compare davanti ai nostri occhi la Cecenia, attraversata in sette anni di lavoro, e i rastrellamenti, i rapimenti, le torture e i civili vittime della guerra e dell'esercito federale; la vicenda del Teatro Dubrovka di Mosca e quella della scuola di Beslan in Ossezia; ecco la Russia di quei primi anni 2000 con le sue storie di corruzione, di arbitrio e di diritti negati e con l'esempio di quanti a tutto questo hanno detto "no". Dicono che Anna "era bella e con il passare del tempo diventava sempre più bella, perché il volto lo riceviamo da Dio come materiale grezzo, ma poi ce lo scolpiamo da soli. In età adulta dal viso inizia a trasparire l'anima. E lei aveva un'anima bella", e credo che non ci sia migliore modo di conoscerla che ascoltarla attraverso le sue stesse parole.

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    claudia

    08/09/2019 12:45:23

    L'unica grande mancanza che ho notato è un buon apparato di note. Ce ne sono alcune, ma per quanto mi riguarda, insufficienti a colmare le lacune di una millennial come me. Mentre i nostri notiziari abbondano di news che riguardano il mondo occidentale, non la stessa cosa si può dire riguardo alle notizie del resto del mondo.

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    bruno

    18/04/2016 19:38:36

    A volte amo sottolineare frasi ke mi ccolpiscono, ma....in questo caso credo dovrei farlo per l'intero libro....da leggere e meditare profondamente...grazie Anna

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    david

    21/07/2015 14:46:01

    Lettura interessante, dove la Politkovskaja dà la sua versione dei fatti su 3 drammatici eventi che hanno interessato la storia russa degli ultimi 20 anni.

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    Federica

    23/05/2012 11:27:41

    Morire per delle idee. Il coraggio, la determinazione, la sete di verità (e di divulgare la verità) di questa giornalista e donna straordinaria, trasudano da ogni parola dei suoi scritti. I suoi articoli continueranno a parlare per lei, per non dover più dire "NON LO SAPEVO".

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    Marianna

    27/11/2011 13:46:51

    E' il primo suo libro che abbia mai letto. Non sono soddisfatta, nel senso che adesso ne voglio leggere ancora di più per capire meglio e sapere ancora più cose. Non è cambiato molto dagli anni del Terrore, in questa Russia dove il primo nemico non sono i ceceni ma lo Stato. Non penso che Anna si aspettasse giustizia dal processo per il suo omicidio, ma spero che le basti sapere che i suoi scritti continuano ad essere pubblicati, letti, e ad indignare. La tua voce non si è spenta il 7 ottobre 2006, Anna.

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    Graziana

    07/09/2008 21:50:30

    Hanno già scritto tutto coloro che mi hanno preceduta. Certamente la Russia che pensiamo modernizzata e più vicina a noi, in realtà è veramente diversa. Questo libro ne è la testimonianza.Onore a chi fa giornalismo in questo modo.Che strano, i nostri giornali pullulano di "Costantini, veline , Briatori ecc ecc" ed in Russia i problemi sono ben diversi a giudicare dagli articoli di Anna.Viviamo in una società strana e non si sa quale sia "la meno peggio ". Ricordate la giornalista ( della Novaja Gazeta lo stesso giornale della Politkovskaja )che un pò di tempo fa fece una domanda a Putin ( ospite di Berlusconi In Sardegna)sulla sua vita privata? Lei sembra sia tornata in patria sconvolta dalla paura. Combattiamo sempre i " regimi" di qualsiasi colore essi siano. Fanno sempre un mucchio di vittime e la Politkovskaja è stata una di queste.

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    Gianmarco

    11/06/2008 09:11:12

    Questa si che è informazione obiettiva, questo si che è coraggio di scrivere le cose come stanno! Un interessantissimo reportage sulla Cecenia e sulla dittatura putiniana. Chi sono i veri terroristi, il povero popolo ceceno vittima da sempre di soprusi, o il goverso russo che ha sulle spalle le morti di innumerevoli civili vittime di bombe e rastrellamenti indiscriminati? Leggete questo libro e avrete sicuramente la risposta.

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    Paolo

    30/04/2008 18:08:22

    Non posso che confermare i giudizi già apparsi. Aggiungo però che il libro, oltre che appassionante, sconvolgente, incredibile nei suoi contenuti, in alcuni punti commovente, ha brani di vera letteratura: la Politkovskaja non era solo una grande e coraggiosa giornalista, era una vera scrittrice e tra le sue righe affiorano i segni chiari di una nobile cultura, che si tramanda come un patrimonio genetico, nonostante la storia. Un libro che lascia il segno.

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    Denis

    17/06/2007 21:50:46

    Quando una persona viene uccisa per quello che dice, sicuramente è necessario conoscere, sapere, capire. Questo libro fà capire la situazione Russa, i diritti negati e il modo "terroristico" di operare del governo russo.

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    pasquale

    25/05/2007 19:39:45

    Un libro in cui e' tutto mostrato il coraggio della Politovskaja e il grado di democrazia che vige in Russia. Si sa in occidente ma conviene non parlarne altrimenti che gas ci arriva? Voto 4+

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    ilaria

    24/05/2007 21:27:46

    Impressiona per la cronaca precisa e semplice di fatti vergognosi che persone oneste subiscono a poca distanza da noi. Consiglio questo libro a chi voglia veramente sapere cosa accade al giorno d'oggi in Cecenia e a come in Russia e in queste regioni travagliate oggi la libertà ancora sia solo finzione.

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    Stefano Galli

    16/03/2007 16:19:59

    Semplicemente sconvolgente, il coraggio di dire la verità pagato con la vita. La raccolta di articoli pubblicati salla Sig.ra Politkovskaja dovrebbe scuotere le nostre coscienze considerato il fatto che i luoghi dove si stanno svolgendo queste carneficine sono poco distanti da casa nostra e il nostro governo dovrebbe meditare e condannare violazioni dei diritti civili di questo tipo.

Vedi tutte le 13 recensioni cliente
Il volto intenso e algido dell'autrice campeggia nella quarta di copertina, in ricordo di una persona tragicamente scomparsa, assassinata da ignoti in un paese che, più passa il tempo, più ci pare incomprensibile, se non, per l'appunto, ignoto esso stesso. Un paese senza storia e senza memoria, dimentico dei drammi trascorsi, rivolto verso un orizzonte privo di futuro e senza alcuna speranza che non sia quella del facile arricchimento offerto a una classe di nuovi ricchi, sprezzanti della legalità e indifferenti agli altrui bisogni. Anna Politkovskaja di questo paese ha tentato di descrivere le profonde trasformazioni, dal momento della transizione gorbacioviana a oggi. Giornalista della "Novaja Gazeta", per la quale ha firmato innumerevoli corrispondenze dalle zone problematiche della vecchia e nuova Russia, da tempo era entrata nel mirino di chi intendeva tacitarla una volta per sempre. Biografa dei cambiamenti intervenuti dal declino dell'impero sovietico, aveva raccontato ai suoi lettori cosa implicasse l'essere entrati in un nuovo regime, a tratti non meno imperiale di quello che ci si era lasciati alle spalle. La raccolta che ci viene ora consegnata dei suoi più recenti articoli sulla "Novaja Gazeta" è una scarna e al contempo drammatica ricostruzione della natura della società russa. A partire da quei buchi neri della coscienza collettiva che portano il nome di Cecenia, Breslan e così via. Lo sguardo di Politkovskaja non si sofferma mai su un solo soggetto, avendo come obiettivo l'umanità che si cela, cercando di sopravvivere, tra le pieghe della cronaca non meno che della storia. Una sopravvivenza che a lei è stata negata.
  Claudio Vercelli
  • Anna Politkovskaja Cover

    Nasce a New York perché figlia di due diplomatici sovietici di origine ucraina di stanza all'Onu. Studia giornalismo a Mosca e si laurea nel 1980. Nel 1982 inizia il suo lavoro di giornalista presso l'Izvestija, giornale moscovita che lascerà nel 1993. Dal 1994 al 1999 lavora come responsabile della Sezione Emergenze e come assistente del direttore Egor Jakovlev alla Obšcaja Gazeta, oltre a collaborare con radio e televisioni. Per la prima volta affronta la realtà cecena nel 1998 come inviata della Obšcaja Gazeta e intervista Aslan Maskhadov, da poco eletto Presidente della Cecenia. Dal giugno 1999 lavora per la Novaja Gazeta. Nello stesso periodo pubblica alcuni libri fortemente critici su Putin e sulla conduzione della guerra in Cecenia,... Approfondisci
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