Collana: La memoria
Anno edizione: 2017
Pagine: 416 p., Brossura
  • EAN: 9788838936821

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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    francesco

    07/12/2017 15:30:12

    Ottimo Manzini come sempre con e senza Rocco Schiavone. I suoi romanzi con Schiavone sono un'unica storia: per capire situazioni e riferimenti son da leggere in ordine dal primo all'ultimo. Bravo Manzini aspetto il prossimo.

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    maxsonda

    07/12/2017 08:50:26

    Ho “conosciuto” Rocco Schiavone tramite la serie televisiva Rai, peraltro vista sui DvD acquistati su IBS. Essendomi innamorato del personaggio, ho acquistato i due romanzi che seguono la serie, “7-7-2007” e “Pulvis et Umbra”, e ho così scoperto questo fantastico autore italiano, Antonio Manzini, che assolutamente non conoscevo. Io, che in vita mia non ho mai letto un giallo/thriller italiano (pur essendo un fan del genere), ho divorato le pagine dei due romanzi con una velocità rara… Certo, leggerli avendo davanti la figura di Marco Giallini (il Rocco Schiavone televisivo) aiuta, ma le storie sono coinvolgenti, umane ma allo stesso tempo appassionanti… Insomma, un’enorme sorpresa!

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    Alinghi

    29/11/2017 20:44:00

    Buon libro, ma trama poco lineare con numero eccessivo di personaggi.. .Prima mia lettura con protagonista Schiavone, ci sono troppe ombre, troppi rimandi non chiariti, troppi aspetti ambigui ed eccessivamemte sopra le righe. Ottimamemte scritto, ma non è una sorpresa.

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    Simona

    20/11/2017 02:48:13

    Anche questo è bello. Ormai Schiavone è un po' come un amico... Attendiamo il prossimo

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    chicca

    15/11/2017 11:35:38

    Lo dico e mi ripeto: Manzini è un grande! Siamo ormai al sesto libro con protagonista il vicequestore Schiavone e ancora nessun cenno di stanchezza, nessuna ripetizione, nessuna smagliatura nella trama ... Cosa che non era riuscita neanche il sommo Maestro Camilleri. Addirittura più la storia va avanti più si arricchisce di dettagli e sfaccettature. In quest'ultimo romanzo, oltre a due casi da risolvere, il nostro vicequestore si trova alle prese con un sedicenne solo e fragile, e a fare i conti con amicizie vecche e nuove. Colpo di scena finale che apre al strada al prossimo romanzo.

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    stefano

    07/11/2017 12:34:24

    Ho l'impressione che la serie televisiva dedicata al commissario Schiavone abbia, in qualche modo, nuociuto a questo libro. Più che un romanzo, a tratti, sembra di leggere una sceneggiatura; più che il commissario Schiavone, mi vedo davanti Marco Giallini. Anche la trama mi sembra che si sia trascinata più stancamente rispetto ai libri precedenti. Manzini può fare molto meglio.

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    davide951

    06/11/2017 17:43:51

    Ottimo libro da leggere assolutamente dopo aver letto i precedenti dellostesso protagonista. Non do le cinque stelle che si riservano solo ai capolavori.

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    Maurizio

    04/11/2017 12:55:27

    Mi aspettavo di più. qualcosa che andasse oltre la prevedibile lusinga a tutti quei lettori delle puntate precedenti. Manzini ammicca e furbescamente scrive ciò che è sicuro la gente vuole leggere. La storia si sviluppa col solo obiettivo di garantirsi una continuità (ormai certa). Schiavone poi si adatta perfettamente alla figura della ombrosa ma simpatica canaglia, tanto sfruttata dalla romanzistica mondiale. Non si fraintenda, mi è piaciuto, ma penso che di poliziotti soli, col cuore infranto, bravi, ma con un passato in chiaroscuro, canaglie ma strappa cuori , ecc..ecc.. ce ne sia ormai un'inflazione... Rocco è solo uno in più , sicuramente un personaggio interessante, ma non certo originale.

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    Laura

    02/11/2017 17:08:09

    Ho appena finito di leggere l’ultima opera di Manzini e il mio giudizio è diviso in due proprio come la storia che racconta. Da una parte trovo che la figura di Rocco Schiavone risulti ancora più riuscita. Nella sua profonda solitudine cominciano ad intravedersi delle crepe, si affeziona a Gabriele, il suo vicino di casa adolescente, problematico e desideroso di instaurare un rapporto vero con un adulto che lo accompagni e lo guidi. Marina è ormai una figura evanescente e il passato sta sbiadendo, “Fino a quel momento si era nascosto in una piega del tempo, lo capì solo quella sera. Aveva finto di guardare, di pensare, di vivere… Tutto era evaporato, si era dissolto, lasciando solo lo scheletro delle forme che una volta conosceva”. Roma, i suoi amici, il suo stesso atteggiamento non è più così monolitico ed indifferente. L’evoluzione del personaggio e la sua profondità, trovano però in questo ultimo romanzo una trama contorta, che si sviluppa su più livelli, sia temporali, che narrativi, che ingarbuglia la vicenda. L’ombra dei servizi che copre un omicidio, il vicequestore spiato, controllato e tradito da chi considerava di fiducia, la vecchia storia di droga di tanti anni prima che pare finalmente risolta sono talmente intrecciati e contorti da lasciare un po’ frastornati. Aspettiamo il prossimo

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    archipic

    26/10/2017 15:20:16

    Buono nel complesso, ma troppo poco lineare nella sua stesura. Ad un ottimo tratteggiamento del protagonista non si contrappone un analogo sviluppo della trama che risulta essere un po troppo sfilacciata e condita da troppi personaggi occulti e potenti. Una buona lettura, senza dubbio, ma inferiore rispetto alle precedenti apparizioni di Schiavone.

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    n.d.

    21/10/2017 20:06:48

    Devo ancora leggerlo, ma sicuramente sarà appassionante e piacevole, come i precedenti. Ottimo Manzini, voto sulla fiducia...

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    vb

    20/10/2017 10:14:36

    Qualunque cosa scritta da Manzini raggiunge l'eccellenza

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    n.d.

    19/10/2017 15:49:39

    Bellissimo libro, come i precedenti di Manzini

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    n.d.

    19/10/2017 11:07:50

    Rocco Schiavone in grande forma.

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    giorgio g

    18/10/2017 15:08:33

    Due trame si articolano in questo romanzo giallo di Antonio Manzini: ad Aosta si trova il cadavere di una trans e a Roma, in un campo verso la Pontina, due cani pastore annusano il cadavere di un uomo che porta addosso un foglietto scritto con il numero del telefonino di Rocco. Questi i personaggi: il Vicequestore Rocco Schiavone, l'agente Caterina Rispoli, Gabriele un ragazzino perennemente bocciato a scuola, la scalcinata squadra del Vicequestore ed alcuni personaggi di contorno quali il Questore, un paio di magistrati e naturalmente un po' di indiziati. Lo stile è quello che è. Ecco un esempio: "Voleva passarsi un panno sul cervello e cancellare tutto quello che s’era accumulato in quei giorni affilati.” Comunque un romanzo appassionante che merita di essere letto.

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    bepped

    17/10/2017 08:09:09

    E' sempre una goduria leggere i suoi libri.

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    n.d.

    16/10/2017 21:36:05

    Uno di quei libri che comici a leggere e non ti accorgi che lo stai divorando. Merito della scrittura di Manzini: coinvolgente, arguta, accattivante. Un piacere per chi come me aspettava le risposte alle domande scaturite dai precedenti libri. Tutte soddisfatte, peraltro.

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    galofour

    16/10/2017 18:13:19

    Forse, insieme a 7/7/2007, il miglior Schiavone. Anche perché i personaggi non sono troppi e la storia fila alla perfezione. Amarissimo, ma se volete rallegrarvi non leggete Manzini.

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    CeTL

    15/10/2017 16:31:58

    Forse il migliore della serie di Rocco Schiavone

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    n.d.

    15/10/2017 13:06:03

    mi piace Rocco, leggo sempre volentieri le sue indagini

Vedi tutte le 43 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Pulvis. È la polvere che ricopre i mobili della vecchia casa di Roma del vicequestore Schiavone. Un velo che si posa sui teli e sulle stanze vuote, dove il poliziotto non va ormai più. A meno che qualche fantasma, con la gola tagliata e un biglietto in tasca, non vada a bussare alla sua porta di Aosta.

Umbra. Sono le ombre che gli turbinano intorno certe notti umide, per le vie della Valle. Sono l’ombra di Marina, che ormai passa a trovarlo sempre più raramente e si dilegua. Ma anche quella di Enzo Baiocchi, in fuga dal carcere di Velletri, ancora pericoloso e in cerca di vendetta.

La polvere e le ombre compongono lo scenario, il fondale, di questo nuovo episodio della serie con protagonista il vicequestore Schiavone, mandato via da Roma, ora lo sappiamo, per i suoi metodi poco ortodossi, male accolto ad Aosta per lo stesso motivo, ma dotato del carisma che solo un vero poliziotto da Hard Boiled può avere.

Anche questa volta Schiavone e la sua squadra dovranno fare i conti con un omicidio: il corpo di una trans è stato trovato nella Dora. Si tratta dell’esito di un gioco erotico, come succede spesso quando si eseguono pratiche sadomaso, eppure c’è qualcosa che non quadra. La scena del crimine è stata ripulita completamente, tutti i mobili della casa portati via senza che nessuno nel palazzo se ne accorgesse. Il telefono della vittima “bonificato” da tutte le chiamate. Per Schiavone, ma anche per Baldi e Costa della procura, c’è la mano dei servizi.

E forse ha ragione Michela Gambino, sostituto della polizia scientifica, esplosivo medico siciliano con l’ossessione per le scie chimiche e i complotti, un personaggio che fa il suo esordio in questo capitolo della serie. Forse c’è un piccolo gruppo di persone che manovra le vite di tutti. Un gruppo di persone potenti che continuano a riportare Rocco Schiavone sulla sua vecchia strada: all’inseguimento di Baiocchi, alla ricerca del suo amico Seba, sparito da qualche giorno con la sua moto verso il confine, alla ricerca di un assassino di trans che si può permettere il lusso di eliminare tutte le sue tracce in una sola notte.

La storia come sempre ci coinvolge. Ora che il vicequestore ha anche un volto televisivo, i dialoghi, i personaggi, le ambientazioni sono ancora più fulminanti, bucano letteralmente la pagina. Dopo aver letto 7-7-2007 il capitolo della serie in cui si racconta il passato romano di Rocco Schiavone, abbiamo pensato che la parte più importante e significativa della storia fosse già stata raccontata.

Invece Antonio Manzini abilmente riapre tutti i giochi, dando vigore ad alcuni personaggi e presentandone altri, portando il lettore su piste inedite. In Pulvis et Umbra sono sempre più frequenti i momenti in cui Rocco si lascia andare alle emozioni, con Caterina, la collega poliziotta che lui vorrebbe vedere felice; con Gabriele, il suo vicino adolescente e metallaro con i genitori assenti; con Lupa il suo amore a quattro zampe; e forse anche con qualcuno della procura, che inizia a trattarlo come un essere umano. Ma questi momenti di debolezza, le intemperanze, ancora una volta, generano un’assurda, irrazionale preoccupazione…

Recensione di Annalisa Veraldi