Collana: La memoria
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 31/08/2017
Pagine: 416 p., Brossura
  • EAN: 9788838936821

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Recensioni dei clienti

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    Niccolo'

    17/06/2018 17:59:11

    Altro bel libro di Manzini .....ormai ci sta abituando!!!!

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    Eloise

    21/05/2018 20:26:29

    Libro bellissimo come i precedenti, dritta verso il prossimo!!!

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    n.d.

    19/04/2018 16:41:49

    consigliatissimo, anche se i fan di Manzini e di Rocco Schiavone lo sanno già :-)

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    andrea

    02/04/2018 11:35:35

    ok, funziona, il personaggio di rocco schiavone è accattivante ma l'eccellenza di 7-7-2007 è lontana.

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    Vekkio

    19/02/2018 17:37:01

    Sono un ammiratore/estimatore/tifoso di Rocco Schiavone. Grande personaggio. L'ho conosciuto per caso già dalla prima presenza nelle raccolte Sellerio (Ferragosto in giallo, Natale in giallo, ecc.). Ho letto e fatto leggere i libri di Schiavone. Ogni volta una lettura rapidissima e piena di coinvolgimento. Già prima che venisse annunciata una serie televisiva, pensavo io stesso che sarebbe stata inevitabile. Questo ultimo libro è un capolavoro del genere. Dopo gli altri episodi, con tutte le sfaccettature romane e valdostane, non si poteva immaginare ancora un finale cosi' imprevedibile. Grande Manzini.

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    Ros

    08/02/2018 17:33:08

    Da Pista Nera in poi il commissario ops vicequestore Rocco Schiavone è un personaggio intrigante con tutte le sue debolezze. Antonio Manzini è una garanzia nel genere. Io lo consiglio poi vedete voi. Saludos

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    zombie49

    06/02/2018 10:06:02

    Ad Aosta sul greto della Dora è trovato il corpo di un trans, strozzato con una corda. L’identificazione non sarà semplice x il vicequestore romano Rocco Schiavone, in trasferimento punitivo dalla capitale. E quando, dopo faticose indagini e interrogatori di testimoni reticenti, il mistero è avviato a una soluzione, le autorità sembrano voler insabbiare il caso. A Roma, sul cadavere di uno sconosciuto, sgozzato in un apparente regolamento di conti, è trovato un foglietto con il numero di cellulare di Rocco. Non può essere una coincidenza: nella città natale Schiavone ha gli amici più cari ma anche molti nemici che vogliono la sua morte. Enzo Baiocchi, infatti, il criminale che nel tentativo di ucciderlo ha colpito x errore Adele, la fidanzata di Sebastiano, è evaso dal carcere di Velletri. Rocco si lancia sulle sue tracce, ma non è il solo. Come negli altri romanzi di Manzini, la descrizione dei personaggi, dei loro pensieri, debolezze, meschinità è più importante della storia gialla. Rocco è l’ennesimo poliziotto con un personale concetto di giustizia, desideroso di vendetta, carico di rabbia e frustrazione. Prevaricazione e intimidazione sono ciò che i cittadini si aspettano dalla polizia, e li rende poco collaborativi: a nessuno piace farsi prendere a pesci in faccia da uno come Rocco. La prepotenza con i deboli è vigliaccheria, come quando l’agente Caterina Rispoli urla la sua rabbia al padre morente e Rocco incastra il padrone di casa che affitta in nero. La caratterizzazione dei personaggi minori è esasperata: gli agenti D’Intino e Deruta sono di una stupidità macchiettistica, la dottoressa della scientifica Gambino sembra evasa da una clinica psichiatrica, il sedicenne vicino di casa è una figura banale e improbabile. La conclusione è rassegnata e amara: a volte bisogna accettare una sconfitta contro un avversario troppo forte e potente, e subire il tradimento di chi si riteneva amico. Rocco non mi è simpatico, ma le sue storie m’intrigano.

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    Massimo F.

    15/01/2018 15:46:26

    Uno di quei libri che il lettore spera non finiscano mai.. Un altro eccellente tassello (a mio avviso il migliore) della saga del vice questore Schiavone in quel della Val d’Aosta. Per me, perfino superiore al Montalbano di Camilleri.

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    Silvia

    25/12/2017 21:41:56

    Al termine della lettura, mi è sorta spontanea questa domanda: "Nessuna tregua per Rocco Schiavone?"

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    francesco

    07/12/2017 15:30:12

    Ottimo Manzini come sempre con e senza Rocco Schiavone. I suoi romanzi con Schiavone sono un'unica storia: per capire situazioni e riferimenti son da leggere in ordine dal primo all'ultimo. Bravo Manzini aspetto il prossimo.

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    maxsonda

    07/12/2017 08:50:26

    Ho “conosciuto” Rocco Schiavone tramite la serie televisiva Rai, peraltro vista sui DvD acquistati su IBS. Essendomi innamorato del personaggio, ho acquistato i due romanzi che seguono la serie, “7-7-2007” e “Pulvis et Umbra”, e ho così scoperto questo fantastico autore italiano, Antonio Manzini, che assolutamente non conoscevo. Io, che in vita mia non ho mai letto un giallo/thriller italiano (pur essendo un fan del genere), ho divorato le pagine dei due romanzi con una velocità rara… Certo, leggerli avendo davanti la figura di Marco Giallini (il Rocco Schiavone televisivo) aiuta, ma le storie sono coinvolgenti, umane ma allo stesso tempo appassionanti… Insomma, un’enorme sorpresa!

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    Alinghi

    29/11/2017 20:44:00

    Buon libro, ma trama poco lineare con numero eccessivo di personaggi.. .Prima mia lettura con protagonista Schiavone, ci sono troppe ombre, troppi rimandi non chiariti, troppi aspetti ambigui ed eccessivamemte sopra le righe. Ottimamemte scritto, ma non è una sorpresa.

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    Simona

    20/11/2017 02:48:13

    Anche questo è bello. Ormai Schiavone è un po' come un amico... Attendiamo il prossimo

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    chicca

    15/11/2017 11:35:38

    Lo dico e mi ripeto: Manzini è un grande! Siamo ormai al sesto libro con protagonista il vicequestore Schiavone e ancora nessun cenno di stanchezza, nessuna ripetizione, nessuna smagliatura nella trama ... Cosa che non era riuscita neanche il sommo Maestro Camilleri. Addirittura più la storia va avanti più si arricchisce di dettagli e sfaccettature. In quest'ultimo romanzo, oltre a due casi da risolvere, il nostro vicequestore si trova alle prese con un sedicenne solo e fragile, e a fare i conti con amicizie vecche e nuove. Colpo di scena finale che apre al strada al prossimo romanzo.

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    stefano

    07/11/2017 12:34:24

    Ho l'impressione che la serie televisiva dedicata al commissario Schiavone abbia, in qualche modo, nuociuto a questo libro. Più che un romanzo, a tratti, sembra di leggere una sceneggiatura; più che il commissario Schiavone, mi vedo davanti Marco Giallini. Anche la trama mi sembra che si sia trascinata più stancamente rispetto ai libri precedenti. Manzini può fare molto meglio.

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    davide951

    06/11/2017 17:43:51

    Ottimo libro da leggere assolutamente dopo aver letto i precedenti dellostesso protagonista. Non do le cinque stelle che si riservano solo ai capolavori.

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    Maurizio

    04/11/2017 12:55:27

    Mi aspettavo di più. qualcosa che andasse oltre la prevedibile lusinga a tutti quei lettori delle puntate precedenti. Manzini ammicca e furbescamente scrive ciò che è sicuro la gente vuole leggere. La storia si sviluppa col solo obiettivo di garantirsi una continuità (ormai certa). Schiavone poi si adatta perfettamente alla figura della ombrosa ma simpatica canaglia, tanto sfruttata dalla romanzistica mondiale. Non si fraintenda, mi è piaciuto, ma penso che di poliziotti soli, col cuore infranto, bravi, ma con un passato in chiaroscuro, canaglie ma strappa cuori , ecc..ecc.. ce ne sia ormai un'inflazione... Rocco è solo uno in più , sicuramente un personaggio interessante, ma non certo originale.

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    Laura

    02/11/2017 17:08:09

    Ho appena finito di leggere l’ultima opera di Manzini e il mio giudizio è diviso in due proprio come la storia che racconta. Da una parte trovo che la figura di Rocco Schiavone risulti ancora più riuscita. Nella sua profonda solitudine cominciano ad intravedersi delle crepe, si affeziona a Gabriele, il suo vicino di casa adolescente, problematico e desideroso di instaurare un rapporto vero con un adulto che lo accompagni e lo guidi. Marina è ormai una figura evanescente e il passato sta sbiadendo, “Fino a quel momento si era nascosto in una piega del tempo, lo capì solo quella sera. Aveva finto di guardare, di pensare, di vivere… Tutto era evaporato, si era dissolto, lasciando solo lo scheletro delle forme che una volta conosceva”. Roma, i suoi amici, il suo stesso atteggiamento non è più così monolitico ed indifferente. L’evoluzione del personaggio e la sua profondità, trovano però in questo ultimo romanzo una trama contorta, che si sviluppa su più livelli, sia temporali, che narrativi, che ingarbuglia la vicenda. L’ombra dei servizi che copre un omicidio, il vicequestore spiato, controllato e tradito da chi considerava di fiducia, la vecchia storia di droga di tanti anni prima che pare finalmente risolta sono talmente intrecciati e contorti da lasciare un po’ frastornati. Aspettiamo il prossimo

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    archipic

    26/10/2017 15:20:16

    Buono nel complesso, ma troppo poco lineare nella sua stesura. Ad un ottimo tratteggiamento del protagonista non si contrappone un analogo sviluppo della trama che risulta essere un po troppo sfilacciata e condita da troppi personaggi occulti e potenti. Una buona lettura, senza dubbio, ma inferiore rispetto alle precedenti apparizioni di Schiavone.

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    n.d.

    21/10/2017 20:06:48

    Devo ancora leggerlo, ma sicuramente sarà appassionante e piacevole, come i precedenti. Ottimo Manzini, voto sulla fiducia...

Vedi tutte le 52 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Pulvis. È la polvere che ricopre i mobili della vecchia casa di Roma del vicequestore Schiavone. Un velo che si posa sui teli e sulle stanze vuote, dove il poliziotto non va ormai più. A meno che qualche fantasma, con la gola tagliata e un biglietto in tasca, non vada a bussare alla sua porta di Aosta.

Umbra. Sono le ombre che gli turbinano intorno certe notti umide, per le vie della Valle. Sono l’ombra di Marina, che ormai passa a trovarlo sempre più raramente e si dilegua. Ma anche quella di Enzo Baiocchi, in fuga dal carcere di Velletri, ancora pericoloso e in cerca di vendetta.

La polvere e le ombre compongono lo scenario, il fondale, di questo nuovo episodio della serie con protagonista il vicequestore Schiavone, mandato via da Roma, ora lo sappiamo, per i suoi metodi poco ortodossi, male accolto ad Aosta per lo stesso motivo, ma dotato del carisma che solo un vero poliziotto da Hard Boiled può avere.

Anche questa volta Schiavone e la sua squadra dovranno fare i conti con un omicidio: il corpo di una trans è stato trovato nella Dora. Si tratta dell’esito di un gioco erotico, come succede spesso quando si eseguono pratiche sadomaso, eppure c’è qualcosa che non quadra. La scena del crimine è stata ripulita completamente, tutti i mobili della casa portati via senza che nessuno nel palazzo se ne accorgesse. Il telefono della vittima “bonificato” da tutte le chiamate. Per Schiavone, ma anche per Baldi e Costa della procura, c’è la mano dei servizi.

E forse ha ragione Michela Gambino, sostituto della polizia scientifica, esplosivo medico siciliano con l’ossessione per le scie chimiche e i complotti, un personaggio che fa il suo esordio in questo capitolo della serie. Forse c’è un piccolo gruppo di persone che manovra le vite di tutti. Un gruppo di persone potenti che continuano a riportare Rocco Schiavone sulla sua vecchia strada: all’inseguimento di Baiocchi, alla ricerca del suo amico Seba, sparito da qualche giorno con la sua moto verso il confine, alla ricerca di un assassino di trans che si può permettere il lusso di eliminare tutte le sue tracce in una sola notte.

La storia come sempre ci coinvolge. Ora che il vicequestore ha anche un volto televisivo, i dialoghi, i personaggi, le ambientazioni sono ancora più fulminanti, bucano letteralmente la pagina. Dopo aver letto 7-7-2007 il capitolo della serie in cui si racconta il passato romano di Rocco Schiavone, abbiamo pensato che la parte più importante e significativa della storia fosse già stata raccontata.

Invece Antonio Manzini abilmente riapre tutti i giochi, dando vigore ad alcuni personaggi e presentandone altri, portando il lettore su piste inedite. In Pulvis et Umbra sono sempre più frequenti i momenti in cui Rocco si lascia andare alle emozioni, con Caterina, la collega poliziotta che lui vorrebbe vedere felice; con Gabriele, il suo vicino adolescente e metallaro con i genitori assenti; con Lupa il suo amore a quattro zampe; e forse anche con qualcuno della procura, che inizia a trattarlo come un essere umano. Ma questi momenti di debolezza, le intemperanze, ancora una volta, generano un’assurda, irrazionale preoccupazione…

Recensione di Annalisa Veraldi