Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 22 febbraio 2008
Pagine: 286 p., Brossura
  • EAN: 9788807017407
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Descrizione
Quella dei Vanni è una famiglia borghese come tante nella Firenze degli anni sessanta: tre figli, i genitori, i nonni, gli zii, i cugini, una domestica rude e tenerissima, una bella casa. Attorno a loro, i compagni di scuola, gli amici del palazzo, i portinai. Un mondo che rivive non soltanto attraverso le vacanze in Versilia, il primo televisore, le canzoni del Festival di Sanremo, i capelli cotonati e i tacchi a rocchetto, ma anche nei riferimenti alla morte di Marilyn Monroe, all'alluvione del '66, alla contestazione studentesca. Dentro, e tutto intorno, il mondo ancor più vasto e complesso dei sentimenti, delle dinamiche familiari: bambini che osservano con curiosità, affascinati, perplessi, stupiti, bambini che crescono lievi e timorosi, bambini che inconsapevolmente assorbono umori e stati d'animo di chi li circonda. E gli adulti che cercano di far quadrare i conti del vivere nonostante i dubbi, le contraddizioni e le inquietudini, continuando a desiderare e a sognare esattamente come i bambini. Un romanzo che è cronaca di costume ma al contempo un'avventura che incide speranze, pensieri, delusioni, gioie e patimenti su eventi quotidiani e concreti per arrivare all'universale e meravigliosa fragilità dell'essere uomini e donne.

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Recensioni dei clienti

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    marco ferraro

    23/01/2012 23:00:47

    Ancora Firenze. Firenze a partire dagli anni '60, quindi si torna a casa perché argomento e modi di fare, di dire, comportamenti, ragionamenti, pensieri, tutto insomma fa parte di noi e del nostro retroterra. Stare ad ascoltare un'amica che racconta. Una famiglia benestante, marito architetto, moglie a casa a far la signora e domestica del Casentino, grezza e rubiconda. Le vicende, l'alluvione, le contestazioni studentesche, con contorno dei ragazzi che crescono con le loro cotte. Niente di speciale, ma siamo noi, è la nostra storia e potrebbe essere, spostando in avanti le lancette del tempo, quella dei nostri figli. Gradevole, non certo un capolavoro.

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    Massimo F.

    14/06/2008 18:50:20

    Lettura nel complesso molto piacevole. Un affresco anni ’60 realistico e ben descritto. La storia non ha grandi pretese narrative: solo lo spunto per tante riflessioni - tra il tenero ed il malinconico - su anni che non ritornano. Consigliatissimo a chi quel periodo lo ha vissuto in prima persona.

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    Gian Paolo Grattarola

    19/04/2008 23:33:22

    Non sempre la sperimentazione, la ricerca di nuove forme espressive e l’introspezione negli abissi più estremi dell’animo umano costituiscono un viatico alla realizzazione di una buona letteratura. La Tozzi le ignora deliberatamente adottando un linguaggio dotato da una lucida e fluente capacità di sintesi formale e di contenuti. Leggendolo, infatti, ci troviamo benevolmente spiazzati allorché la semplicità evocata da una cronaca familiare convenzionale ci riappacifica con l’antica purezza di una narrativa generosa, coinvolgente e riconoscibile. La scrittrice ci racconta in fondo la vita di una famiglia qualunque, una vicenda tipicamente nostrana, benché ambientata negli anni sessanta, dove il tempo si misura sulle sensazioni che rimodellano la mente nel dipanarsi dei giorni. E’ un romanzo in cui la scansione di due momenti fondamentali dell’esistenza, l’adolescenza e la maturità, vengono percorsi attraverso le vicende private di Caterina e di Marco, bambini d’altri tempi, sensibili e spaventati. Quando il cuore illuso e felice corre senza freni perduto in un mondo di sogni sereni ma impatta dolorosamente contro una sensazione di vaga ed indefinibile minaccia; quando la passione folle ed insopprimibile della giovinezza riscaldano ancora la cautela, la saggezza e l’accortezza degli adulti che li circondano. Il libro tratteggia un percorso lineare, stimolante quanto basta per delineare l’analisi dell’universo familiare, con tutti i compromessi necessari a stabilizzarne le ragioni ed i confini. Non scioglie nodi cruciali, non erige la sacralità di un passato da custodire, ma ricrea con viva acutezza un mondo che abbiamo conosciuto, che profuma di un’umanità diversa, più autentica. Scrittrice sensibile e complessa, Chiara Tozzi si lascia apprezzare per la sua veste agile ed essenziale, per quella carica di tenerezza e di comprensione, con cui riesce a cogliere sensazioni ed immagini che si distaccano per diventare cose ed essere amate

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    Silvia

    17/04/2008 18:04:10

    Gradevole, scorrevole, senza punti morti: una narrazione dolce ma al fondo anche un po' aspra, sanguigna, decisa, come sono in genere i fiorentini. Bel romanzo, che ti avvolge nelle sue pagine, mentre gli occhi di Caterina, Marco e Maddalena si aprono sul mondo e sulla realta'.

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    SANDRA

    31/03/2008 13:55:49

    Questo romanzo sembra la versione fiorentina di "Raccontami", la fiction televisiva ambientata a Roma nello stesso periodo. Si lascia leggere ma resta sempre molto in superficie, senza approfondire più di tanto né la psicologia dei personaggi né gli avvenimenti storici. Unico elemento positivo: mi ha riportato alla mente la bambola Poldina che avevo del tutto rimosso!

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