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Quel diavolo di John Barleycorn. Memorie di un bevitore - Jack London,A. Bianchi - ebook

Quel diavolo di John Barleycorn. Memorie di un bevitore

Jack London

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Traduttore: A. Bianchi
Editore: Donzelli
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,07 MB
Pagine della versione a stampa: 222 p.
  • EAN: 9788868432867

€ 17,99

Punti Premium: 18

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Gaia la libraia

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«Ricordo che, subito dopo la pubblicazione del mio primo libro, fui invitato al Bohemian Club di San Francisco. Ci sedemmo su comode poltrone di pelle e ordinammo da bere. Non avevo mai udito un simile elenco di nomi di liquori e di cocktail a base di scotch. Conoscevo solamente le bevande dei poveri, delle città di marinai e di frontiera – birra scadente e whisky ancora più scadente. Nell’imbarazzo della scelta, ordinai un bicchiere di vino rosso, il che fece quasi svenire il cameriere – vino rosso dopo cena». Questo è solo uno degli aneddoti ironici che punteggiano quella che, a sua stessa insaputa, rimane come la vera e propria autobiografia di Jack London. Era il 1913, ed egli era all’apice del suo successo come autore di romanzi d’avventura – «libri vigorosi, vivi, ottimistici, che vanno incontro alla vita»; quand’ecco che, noncurante del rischio di scalfire tanta popolarità e soprattutto la sua immagine di narratore di grandi illusioni vitalistiche, London decide di gettare la maschera e svelare la sua seconda natura, quella «involontaria» di bevitore incallito. L’intento è dichiarato: puntare l’indice contro le regole della socialità che inducono gli uomini a bere per dimostrarsi tali, sin da piccoli. Non poteva sapere che di lì a tre anni la sua vita sarebbe prematuramente volta al termine e che quelle pagine sarebbero rimaste come la testimonianza della sua intera esistenza. Accanto alla lucida e coraggiosa denuncia che lo anima, a catturare oggi il lettore è il racconto vibrante di una vita vera, vissuta all’insegna dell’avventura e della sfida con la natura, contro i limiti del corpo e della mente. Una vita randagia, già di per sé eccezionale, che lo porterà dalle scorribande nella baia di Oakland con i «pirati» di ostriche, alle traversate artiche per la caccia alle foche, dalle rotte polverose dei cercatori d’oro del Klondike a quelle oceaniche verso il Giappone e l’Australia. Senza dimenticare la tenace disciplina che si autoimporrà dopo il successo: mille parole al giorno da produrre prima di concedersi un bicchiere o una cavalcata o un’uscita a bordo dell’amato yacht. «Martin Eden ero io», dice a un certo punto London, ricordando uno dei suoi più celebri personaggi – motivo in più per leggere questo racconto come il suo ultimo grande romanzo di avventure.
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    Manuela Alessio

    12/05/2017 11:34:59

    Jack London non mi era mai piaciuto più di tanto, soprattutto "Zanna bianca" che ho mollato neanche a metà; ma da quando ho scoperto i suoi scritti autobiografici la musica è molto cambiata. Ho apprezzato parecchio "La strada" e "La crociera dello Snark", tuttavia il migliore è forse proprio questo "John Barleycorn", cui non assegno cinque stelle perché gli ultimi due capitoli sarebbeto da stracciare, non so se sono stati imposti dall'editore o se sono semplicemente frutto dell'incredibile ingenuità dell'autore che, nonostante le mille traversie narrate in modo molto profondo e insieme umoristico, crede ancora nelle favole. Figuratevi che dà per scontato che dal XX secolo in poi sarebbero state bandite le corride dei tori! Purtoppo, siamo nel XXI secolo ed esistono ancora. Così come esistono ancora John Barleycorn e altre infinite nefandezze frutto dell'umanità.

  • Jack London Cover

    Pseudonimo di John Griffith London, scrittore statunitense. La sua figura è una delle più singolari e romanzesche della letteratura americana: figlio illegittimo di un astrologo, cresciuto dalla madre e dal suo secondo marito John London, abbandona la scuola a 13 anni e diventa rapidamente adulto tra Oakland e San Francisco con ladri e contrabbandieri, praticando vari mestieri non sempre legali tra cui strillone di giornali, pescatore clandestino, cacciatore di foche, operaio, lavandaio, venditore porta a porta, avventuriero alla ricerca dell'oro in Klondike. Nel 1897, infatti, Jack London lasciò San Francisco per l'Alaska sulla scia della febbre dell'oro scoppiata in quegli anni. Tra mille peripezie raggiunse il Klondike, e proseguì al di là delle montagne,... Approfondisci
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