Categorie

Mario Fortunato

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2008
Pagine: 383 p. , Brossura
  • EAN: 9788845261275
È una sorta di "libro degli amici" quello che Mario Fortunato ha raccolto sotto il titolo di Quelli che ami non muoiono: e proprio da un verso di Josif Brodskij, uno dei molteplici protagonisti, è tratta la frase che racchiude, in perfetta sintesi emotiva, il senso dei ricordi che tramano la vita dell'autore. È un senso di passaggio d'epoca, la consapevolezza della fine di un mondo letterario a cui si è appartenuti e in cui ci si è formati, che scatena il desiderio di fissare le memorie sulla carta, di racchiudere in un ordine il magma inarrestabile del ricordo. "Le persone sono ciò che ricordiamo di loro. Quella che chiamiamo vita è, da ultimo, un collage di ricordi di qualcun altro", dice ancora Brodskij: molti dei personaggi di questo libro, figure di grande importanza per la letteratura del Novecento, sono ormai scomparse, eppure si fatica ad accettare e quasi a immaginare che non siano più tra noi; lo stesso stupore affiora dalle pagine del libro, e ancora più strenua e ammirevole la decisione di non accettare questo destino, di non credere a queste scomparse: da qui la narrazione spontanea degli eventi condivisi, di una quotidianità felice, tanto più preziosa perché irreparabile, eppure eternamente viva, piacevole, confortante.
L'autore, come dice nell'introduzione, vorrebbe che questo libro fosse letto come un romanzo, forse il romanzo quotidiano di un'epoca, frutto della gratitudine e dell'amicizia per i personaggi di cui si narra, il cui ricordo è prezioso, e la cui assenza non si può, non si vuole, riconoscere. La consapevolezza di chi scrive è quella di appartenere a una "strana schiera di individui rimasti un po' intrappolati e in bilico fra il vecchio mondo e quello nuovo: quasi dovessimo incarnare, per un caso sfortunato della storia, il ruolo di anello mancante fra una specie e quella successiva, che però non si sa ancora se sia più o meno evoluta". Il piacere del ricordo e della narrazione spira da questo libro, con l'aria di un altro tempo, di anni e giorni più preziosi, a cui il presente non sappia ormai corrispondere.
Molte sono le figure descritte con affetto e partecipazione: tra di esse spicca, per la prossimità quasi filiale che emerge dal ritratto, quella di Alberto Moravia, che collaborò per anni con l'autore all'"Espresso": appare limpidamente la lucidità laica dell'anziano scrittore, la sottigliezza e sensibilità dei suoi giudizi, la sua immediata e diretta umanità, non da tutti colta durante la vita, oscurata forse dai clichè e dall'enorme notorietà. Molto ben tratteggiati anche i ritratti di Natalia Ginzburg, Giulio Einaudi, Pier Vittorio Tondelli, Laura Betti e Giorgio Manganelli, così come le atmosfere dell'amata Tangeri di Mohamed Choukri e Paul Bowles, che già erano state magnificamente descritte in un delizioso libro apparso presso Theoria nel 1993, Passaggi paesaggi. Di tutte queste persone presenti nel ricordo si può dire, con l'autore: "Lasciano parole e discorsi che sul momento si intendono a stento, improvvisamente brillando di senso a distanza di tempo, a sorpresa, quando la mente è distratta, e vaga senza meta nel pomeriggio della vita". Giovanni Catelli

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    ant

    21/10/2008 23.49.35

    Bella carrellata d'incontri con personaggi del mondo della letteratura e di artisti vari, visti sotto un ottica umana molto particolare. Spiccano, secondo me, le narrazioni su Bowles e su Doris Lessing, di quest'ultima l'autore ne fa un faro della cultura, tanto da dire: "Quando penso che la Lessing è lì a Londra nella sua casa che scrive..mi sento più sereno". Questa frase mi ha molto colpito

  • User Icon

    laura

    28/09/2008 10.31.22

    bellissimo e commovente.

Scrivi una recensione