Categorie

Carlo E. Gadda

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2007
Pagine: XVII-275 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811683391
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati oppure usato:

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Luigi Murtas

    09/03/2016 11.48.26

    Romanzo caleidoscopico, l'indagine poliziesca è solo un pretesto per delineare figure, idealtipi e servi sciocchi di questa commedia dell'arte romanesca. E' scontato che il colpevole non si trovi.

  • User Icon

    zetatre

    10/02/2016 23.10.16

    Geniale e sempre sorprendente! Si destreggia con le lingue che usa in modo magistrale e unico! Il suo racconto è semplicemente incantevole! Ti accompagna, con inusitata ironia, dentro la realtà senza che tu possa ... resistere! L'ho ascoltato nella interpretazione di Fabrizio Gifuni: perfetto!

  • User Icon

    Massimo F.

    03/09/2015 01.02.56

    Che fatica! Gadda punta a fare Manzoni senza essere Manzoni (anche se alcune digressioni e approfondimenti sono pregevoli). A mio avviso, poi, utilizza - lui, non romano - in maniera avventata e poco appropriata il dialetto romanesco che si interseca con il semi-abruzzese di Ingravallo e con lo pseudonapoletano del Fumi. Un vero e proprio pasticcio linguistico, una resa discutibile che va a detrimento della qualità della narrazione.

  • User Icon

    gab

    01/11/2014 07.12.07

    Capolavoro? mah... "Delitto e castigo" è un capolavoro, il Pasticciaccio ne è la brutta copia, è appunto un pasticciaccio di libro di nome e di fatto. Puro esercizio di stile; da quel punto di vista, e solo da quel punto, molto interessante. Buono per le scuole di giornalismo. Ma la trama, la godibilità nella lettura e l'arguzia finale non credo siano aspetti secondari per un libro (pseudo?-)giallo. Alcune pagine sono veramente belle, efficaci, potenti, ma sono perle isolate. Talento sprecato.

  • User Icon

    Inestinto

    23/06/2014 00.30.53

    Dentro l'apparente struttura del giallo, assunta a mero pretesto, a mera occasione, il Gadda si produce in virtuosismi espressivi e concettuali ineguagliabili. Una sfida all'intelligenza e, perchè no, alla pazienza del lettore, chiamato a scendere in profondità (ahi, la fatica dello scavo), nelle pieghe delle lingue, delle teorie psicologiche e filosofiche, dell'italico contesto storico e sociale, accompagnato dall'ironia disperata dell'Autore e dalla sua sorvegliatissima sensibilità. Un testo che ad ogni pagina sbalordisce con invenzioni linguistiche e acutissime osservazioni, metafore inusuali e suggestioni introspettive. Una sorta di manifesto anticartesiano ("contro Sherlock Holmes"), dove non vi è spazio per simmetrie illusorie, per trame consolatorie o facili appagamenti della curiosità superficiale del lettore. Ogni filo narrativo rimanda ad altro, ad altro agomento, ad altra digressione concettuale o descrittiva, ad altra immaginazione, senza possibilità alcuna di racchiudere l'inesplicabile male di vivere entro un ordine finito, foss'anche puramente formale. Il senso di non-finito che caratterizza la trama narrativa è il tratto distintivo del testo e del suo messaggio. La sfida della complessità, dunque, lanciata senza speranza di vittoria. Non resta che la dignità esistenziale della faticosa ricerca della verità, attraverso le parole; una ricerca senza chances la cui originalità (ed autenticità) è attestata dalla felice invenzione di una forma linguistica (di più forme linguistiche) che eccede ogni schema convenzionale di comprensione e descrizione del reale; una forma espressiva certamente ardua per il lettore, ma eccezionalmente interessante, prodigiosamente stimolante. La prosa di Gadda è uno spazio denso ed incommensurabile ove sperimentare uno dei piaceri più alti della lettura.

  • User Icon

    dario c

    10/03/2013 03.54.50

    sicuramente unico e caratteristico...

  • User Icon

    fix62

    16/02/2013 10.55.53

    Confesso la mia ignoranza. Ma tra il romanesco stretto della narrazione ho faticato le pene dell'inferno per seguire la vicenda, anche per i contorcimenti e i continui incroci di personaggi e vicende che mi hanno fatto perdere un filo logico di narrazione. ''Pasticciaccio'' ? Nomen omen!!!!!

  • User Icon

    Franz

    22/09/2012 20.21.15

    Scusate ma forse non sono capace di capire un capolavoro. Era tanto tempo che volevo leggere questo libro ma ora sono sconcertato. Una lingua spesso incomprensibile, una trama confusionaria, un periodo mai fluido e scorrevole. C'è chi ha paragonato Gadda a Manzoni perché ha reinventato la lingua italiana ma sinceramente, io, probabilmente per mia incapacità, non sono riuscito ad apprezzare questo pasticciatissimo romanzo

  • User Icon

    Giuseppe

    30/04/2012 23.03.16

    Un capolavoro della letteratura italiana del '900. Non c'è altro da dire. Gli esilaranti epiteti e improperi contro Mussolini sono ampiamente sviluppati con una più complessiva analisi del fascismo in un saggio (impegnativo), "Eros e Priapo", credo anteriore al Pasticciaccio, scritto durante la guerra, che consiglio a chi ha amato la lingua di Gadda. Capisco e, direi, rispetto la delusione e l'opinione di chi ha letto il Pasticciaccio come un giallo e comunque non ama confrontarsi con forme di scrittura, per così dire, sperimentali, ma questo è uno dei libri che amo di più in assoluto ed è vivo, emozionante, ipnotico, unico. Uno di quei libri che non si dimentica e che cambia il lettore. Lo consiglio a tutti.

  • User Icon

    Maria

    02/09/2011 23.58.02

    Difficile. Affascinante e sorprendente l'abilità di Gadda, ma forse un tantino spinta oltre. Sarò banale, ma avrei preferito una parte finale meno spiazzante e continua. Tre punti su cinque credo comunque siano dovuti. E mi chiedo perchè tanti giudizi negativi vengano riservati a Gadda per la sua " incomprensibilità e confusione" e invece per stili analoghi-un nome su tutti: Viaggio al termine della notte!!!- solo elogi!

  • User Icon

    Max

    11/07/2011 11.29.51

    Fare un commento a questo libro è difficile così come difficile è il libro in sè. Ho pensato di dare il voto in base a quello che mi è rimasto della storia. Indubbiamente l'immagine di Liliana Balducci, ma soprattutto il modo in cui è stata rappresentata: sempre indirettamente, le immagini più forti si hanno che è già stata vittima del suo destino e quindi non è più presente tra i personaggi. In altre parole ciò che mi ha colpito è stata la capacità di Gadda di creare questo personaggio allo stesso tempo potente e debole mediante un affresco allo specchio. Alla fine del libro si continua a pensare a lei, anche qui Gadda non svela direttamente l'arcano, ma lo lascia all'immaginazione del lettore, immaginazione che continua poi a lavorare anche dopo la fine della lettura materiale del libro, se inteso come entità fisica.

  • User Icon

    Silvana

    03/03/2011 12.47.44

    L'ho terminato due giorni fa e un po' mi sento eroica. In gran parte devo questa impresa alle recensioni lasciate su questo sito da Enrico Linardelli, che tutti potete leggere più sotto. Per apprezzare questo libro bisogna prima di tutto essere degli amanti della lingua, o meglio dell'esprimersi verbalmente, in tutte le sue possibili forme: e non bisogna avere la pretesa di conoscere e capire TUTTE le lingue utilizzate da Gadda! Mi sono persa dentro quell'elucubrare che a volte mi è parso senza senso, ho spesso riso per la sottile ironia e il fraseggio barocco, per il "mascellone de palazzo Chiggi" e i vari personaggi femminili e le loro variegate e variopinte dignità, ho apprezzato la sincerità descrittiva di situazioni grottesche o, al contrario, la distorsione della razionalità più basilare. Ma soprattutto ho amato molto il pastiche di parole di provenienze diverse, il non tradotto delle lingue vive o morte, la necessità frequente di intuire un significato dalla sua onomatopea più che con l'aiuto del vocabolario. A volte la lettura è stata arrancante, ho trovato pagine intere in cui non ho capito assolutamente nulla ma ho tenuto duro e, al ritmo di poche pagine per sera, sono arrivata alla fine con il desiderio che non finisse davvero lì. Sorprendente però come il non finito di questa narrazione ha in realtà una sua completezza... Ho una mia personale pagella per i libri che leggo, e al pasticciaccio darò sicuramente un bel 9 pieno!

  • User Icon

    mario

    12/11/2010 18.09.55

    Non ce l'ho fatta. Ho interrotto la lettura alla fine del penultimo capitolo (entra a far parte del gruppo molto esiguo - quattro o cinque- di libri da me interrotti). Una storia che non mi ha coinvolto. Questo neo-linguaggio che stanca. Stile superbo come la ricerca che ne costituisce la base. Ma questo non basta, almeno per me.

  • User Icon

    Giovanni

    28/09/2010 22.36.20

    Ho letto questo libro con una notevole aspettativa per la fama che si porta dietro. Alla fine della lettura devo dire che mi lascia alquanto perplesso, la scrittura di Gadda è certamente di una esuberanza e creatività inimmaginabile, questo rende però il libro abbastanza pesante e difficoltoso e la storia in sè risulta abbastanza banale. Sarà un capolavoro, ma evidentemente io non sono un critico letterario, ma solo un semplice lettore.

  • User Icon

    Estelgard

    10/04/2010 23.59.30

    E' stato davvero uno dei libri che ho fatto più fatica a leggere, soprattutto perchè era obbligatorio per l'esame di letteratura italiana all'università. Di certo Gadda è un elemento importante della nostra letteratura, ma il suo stile intricato e la scelta coraggiosa di utilizzare un linguaggio così originale e caotico, lingue e dialetti disparati, non fa altro che causarmi più confusione in testa. Ammetto che il genere del giallo non è proprio il mio preferito, ma il mio personale gusto non riesce ad appassionarsi ad una storia raccontata in questo modo "popolare". Gadda è da amare o da odiare senza vie di mezzo, io scelgo la seconda opzione senza comunque condannare l'autore.

  • User Icon

    enrico_linardelli

    12/11/2009 14.12.34

    FOrse prima di vendere una copia del Pasticciaccio dovrebbero fare dei test agli aspiranti lettori. "Attraverso Gadda succede che una parte del nostro mondo (il periodo storico tra le due guerre) si esprima quasi da sé, allo stato puro - fascismo e antifascismo, reazione e democrazia - nella sua contraddizione oggettiva che si fa angoscia e nevrosi nel soggetto testimone. Sicché, se per caso questo libro fosse rimasto nel cassetto dell'autore e fosse uscito fra trenta o quarant'anni, la sua attualità sarebbe stata identica, proprio perché in questo momento esso è un po' inattuale, ma si presenta già come un valore assoluto - prodotto di un grandissimo cervello e di un cuore grandissimo - oggetto non già, idealmente, di critica militante, ma ormai di esame storiografico o di venerazione". Pier Paolo Pasolini

  • User Icon

    Palestrione

    09/11/2009 23.22.39

    A venti pagine dalla fine non l'ho più retto e l'ho abbandonato. Mi ha fatto venire un mal di testa pazzesco. La trama è confusionaria, lo stile di una pesantezza mostruosa. Ideale per farsi venire l'emicrania. Gadda avrebbe dovuto dedicarsi più all'ingegneria e meno alla letteratura. Forse come ingegnere sapeva il fatto suo, ma come scrittore, a mio avviso, faceva decisamente pena.

  • User Icon

    tonico

    13/09/2009 08.47.53

    E' proprio un grande capolavoro. Mitico ingravallo.

  • User Icon

    enrico linardelli

    07/09/2009 18.56.38

    è impossibile riassumere l'opera dell'Ingegner Gadda. Forse basterebbe dire che nella scuola italiana è come sconosciuto. A nessun coscienzioso educatore e formatore di bravi cittadini verrebbe mai in mente di affrontare seriamente l'imbarazzante e ingombrante eredità lasciata da Carlo Emilio Gadda. Questo è il suo più grande titolo di merito. Essere sempre straniero in patria, come solo i grandissimi.

  • User Icon

    FRANCESCO

    20/03/2009 16.52.39

    UN INGENGERE NON PUO' FARE LO SCRITTORE.IL ROMANZO NON E' UN ALGORITMO MISTIFICANTE CRIPTATO DA SHINING LANGUAGE,PER QUANTO SOFISTICATA E SPERIMENTALE VOGLIA ESSERE L'AFFABULAZIONE,PER QUANTO ELEVATA POSSA ESSERE LA BRAMA DI LETTERATURA DI GADDA,CHE MEGLIO AVREBBE FATTO A NON LASCIARE LE AMPOLLE DEL LABORATORIO DI CHIMICA O A NON TRASCURARE LA PROGETTAZIONE DI STRADE E LA COSTRUZIONE DI PONTI.A MIO GIUDIZIO, SCRITTO PESSIMO.PESSIMO POICHE' LA CONTAMINAZIONE E' TALMENTE OSSESSIVA CHE RELEGA AD UN BAGLIORE DI MINUS FETAZIONE LETTERARIA L'EVENTO DOPPIO CATALIZZATORE ,RIUSCENDO A DEFOCALIZZARE IN UN MICOROCOSMO DI OZIOSA NEGHITTOSITA'(RIDICOLE LE LACERANTI ELUCUBRAZIONI SULL'INCEDERE DEI GALLINACEI,O LA FINTA ESTASI METAFISICA DAVANTI ALLO SMACCHIATO DI UN AFFRESCO DI CAMPAGNA) FINANCO L'AMBIENTAZIONE ,RIDOTTA AD UN GRANELLINO DI SENAPE PERSA INESORABILMENTE NEL MARASMA DELIRANTE DI UNA SCHIZOIDEA PRESUNTUOSA SETE ONNIVORA DI MOSTRARE ALL'ORBE LA PASSIONE PER IL CLASSICISMO,CHE E' COME DIRE CHE HA FINITO SOLO COL TEDIARE.

Vedi tutte le 34 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione