Quer pasticciaccio brutto de via Merulana - Carlo Emilio Gadda - copertina

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

Carlo Emilio Gadda

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Curatore: Giorgio Pinotti
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 13 novembre 2018
Pagine: 380 p., Brossura
  • EAN: 9788845933066
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Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

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Una prima versione del romanzo, incompleta, apparve su rivista nel 1946, una seconda, riscritta e ampliata ma pur sempre inconclusa, nel 1957. Grazie alle carte d'autore è tuttavia possibile oggi chiarire in gran parte l'enigma finale. Con una nota al testo, che ricostruisce anche la filologia del romanzo, di Giorgio Pinatti, Adelphi torna a pubblicare uno dei capolavori della letteratura italiana.

«Tutti oramai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi».

Nel giro di pochi giorni, nel marzo del 1927, un furto di denaro e gioielli ai danni di una svaporata e fantasiosa vedova, la contessa Menegazzi, e poi l'omicidio della ricca, splendida e malinconica Liliana Balducci, sgozzata con ferocia inaudita, incrinano la decorosa quiete di un grigio palazzo abitato da pescecani, in via Merulana, come se una «vampa calda, vorace, avventatasi fuori dall'inferno» l'avesse d'improvviso investito - una vampa di cupidigia e brutale passione. Indaga su entrambi i casi, forse collegati, Francesco Ingravallo, perspicace commissario-filosofo e segreto ammiratore di Liliana: ma la sua livida, rabbiosa determinazione, il suo prodigioso intuito per il «quanto di erotia» che ogni delitto nasconde e le pressioni di chi pretende a ogni costo un colpevole da dare in pasto alla «moltitudine pazza» non basteranno ad aver ragione del disordine e del Male. L'inchiesta sui torbidi misteri del «palazzo dell'Oro» gli concederà, al più, la medesima, lacerante cognizione del dolore di Gonzalo Pirobutirro. Giallo abnorme, temerario, enigmatico, frutto della irresistibile attrazione che su Gadda esercitavano il romanzo e i crimini tenebrosi ma insieme di una tensione conoscitiva che finisce per travolgere ogni possibile plot, il Pasticciaccio è anche il ritratto di una città e di una nazione degradate dalla follia narcisistica del Tiranno, dove si riversa a ondate tumultuose una realtà perturbata e molteplice - e dove, a rappresentarla, sono convocate, in uno sforzo immane, tutte le risorse della nostra lingua, dei dialetti, delle scienze e delle tecniche.
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    Dosto

    05/07/2020 23:42:59

    A suo tempo, di Gadda, mi colpì più "La cognizione del dolore": più sofferto, più intimista, più vero. In ogni caso, la ricerca stilistica dei due testi è molto simile; vanno letti tra l'altro per capire l'indirizzo di tanta letteratura contemporanea (tra l'altro, quasi mai all'altezza).

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    Leonardo D.

    15/05/2020 17:12:41

    Mi aspettavo molto da questo libro, visto le recensioni e la fama di cui gode, e forse per questo alla fine ne sono rimasto un pochino deluso. A Gadda va certamente il merito di essersi inventato un linguaggio tutto suo ma è anche un po’ il limite di questo romanzo poichè richiede una concentrazione massima per seguire tutte le disgressioni ed i voli pindarici dell’autore, col solo risultato di rendere complicata una trama di per sé semplice e la lettura a tratti stancante. Penso che ad una seconda lettura il libro risulterebbe di più facile lettura e comprensione, ma una volta finito a me ha fatto venir voglia di leggere un qualsiasi altro libro scritto in un italiano normale.

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    gigggi

    14/05/2020 16:30:46

    Un piacere di lettura enorme, un capolavoro comico basato su un omicidio il cui colpevole risulta alla fine essere.... E come scordare il commissario Ciccio Ingravallo una figura destinata a restare scolpita nella letteratura italiana del '900 , con la sua picea capigliatura e la volontà di sbrogliare lo gnommero, ossia il garbuglio

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    Lorenzo C.

    13/05/2020 19:04:28

    Gadda è il genio letterario del Novecento italiano. Sulla lingua e sullo stile è stato fatto un lavoro di accuratezza incredibile! Leggete Gadda, almeno una volta nella vita!

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    Andrea92

    11/05/2020 13:31:47

    Quasi unanimamente considerato l'unico prosatore italiano del '900 di livello europeo (a pari di un Joyce, di un Proust e di un Musil) le sue opere non sono per tutti. La lettura non è mai scorrevole, anche se divertente. Ostico è sia il linguaggio, una serie di dialetti impasticciati tra loro, che nello stile. Divagazioni, aneddoti, pensieri che si incrociano tra loro senza dare un senso di organicità al racconto. Personalmente non un autore che apprezzo ma ne riconosco le indubbie doti.

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    tizi2804

    13/12/2019 16:28:57

    Mi è stato suggerito da un gran lettore ed esperto (a suo parere) di thriller e polizieschi, quale romanzo precursore dei libri "moderni" di questo genere. E' un libro complicato, spesso dispersivo e difficile, ma con una scrittura veramente originale che affascina il lettore incuriosendolo sugli sviluppi della trama che è, invece, abbastanza banale e scontata. Ottima l'ultima parte del libro dove vengono spiegate tutte le vicissitudini e le tribolazioni che hanno accompagnato la stesura del romanzo ed il lavoro di cesello per elaborare il linguaggio romanesco definitivo. Da leggere e, eventualmente rileggere con pazienza.

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    FabryZ

    23/09/2019 13:37:41

    Il giallo poliziesco è quasi un pretesto per indagare e vivere gli intrecci tra la borghesia dei nuovi ricchi , il cosiddetto “generone”, e il ceto popolare romano di inizio Novecento . Merita di essere letto anche ( ma non solo) per immergersi nel particolarissimo stile di scrittura di Gadda.

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    Libro difficile

    19/09/2019 09:57:21

    Non si tratta di un libro per tutti, anzi. Gadda è un milanese che scrive in dialetto romanesco, e la cosa - pur riuscendo bene - sicuramente non facilita la lettura di tutti. Anche la storia è tutt'altro che originale (e tra l'altro non credo fosse l'aspetto che più interessasse Gadda). In definitiva, un libro davvero ostico che non mi ha soddisfatto pienamente.

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    LOREDANA

    22/04/2019 11:17:59

    Libro consigliato dalla scuola per mia figlia. Servizio ottimo

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  • Carlo Emilio Gadda Cover

    (Milano 1893 - Roma 1973) scrittore italiano.La vita e le opere Nella città natale fece tutti i suoi studi, fino a quelli di ingegneria. Combattente nella prima guerra mondiale, fu fatto prigioniero e trasse da queste esperienze un Giornale di guerra e di prigionia, pubblicato più tardi (1955). Negli anni Venti svolse la professione di ingegnere, in Italia e all’estero, collaborando nel frattempo alla rivista fiorentina «Solaria», nelle cui edizioni pubblicò gran parte delle sue prime opere narrative: La Madonna dei filosofi (1931) e Il castello di Udine (1934). Da Milano, dov’era tornato a stabilirsi, si trasferì nel 1940 a Firenze, e qui risiedette quasi ininterrottamente fino al 1950. Visse da allora a Roma, dove lavorò per il terzo programma radiofonico fino al 1955. A partire dagli anni... Approfondisci
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