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Alan Friedman

Editore: Newton Compton
Collana: Controcorrente
Anno edizione: 2017
Pagine: 348 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788822701435

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Studi culturali - Cultura popolare

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L’America dei nostri sogni, l’America dei nobili ideali e delle strade lastricate d’oro, è mai davvero esistita? O era forse un parto dell’immaginazione collettiva?

Friedman non è un giornalista che abbia bisogno di presentazioni: il suo modo di fare giornalismo, fatto soprattutto di pennellate veloci, grandi figure e ritmi incalzanti (non a caso, molto americano) è ben noto al pubblico italiano, specialmente dopo che il suo Ammazziamo il gattopardo ha mostrato un ritratto così poco edificante del nostro Paese.

Ora che è la sua nazione a essere nell’occhio del ciclone, però, il lettore potrebbe sospettare che l’irruenza di questo watchdog americano possa essersi affievolita, visto che è sempre più facile guardare ai problemi altrui che a quelli di casa propria. E invece il lettore si rassicuri, perché le pagine di questo libro traboccano di frecciate e affondi (a volte delle vere e proprie invettive) che definire pungenti sarebbe quantomeno eufemistico.

Sarebbe troppo facile però prendersela con Trump; la verità, secondo Freeman e secondo molte delle persone da lui intervistate, è che il neo presidente ha solo “strappato il cerotto” da una piaga da tempo virulenta, ma di cui finora non si sentiva l’odore: è dura da accettare, ma l’american dream non è mai stato molto democratico. Non per i neri o i latinos, intrappolati da un clima di razzismo quasi da guerra civile; non per le donne, alle prese con atteggiamenti sessisti che si pensavano scomparsi; non per il 13% di americani che vive sotto la soglia di povertà, in condizioni che non sarebbe difficile ritrovare in un Paese del Terzo Mondo.

Cose che forse già sapevamo? Può darsi. I notiziari, anche italiani, traboccano di informazioni su #BlackLivesMatter, lobby delle armi, terrorismo, hacker russi e rapporti poco chiari tra politici, CIA e banche. Ma il fatto è che, spesso, queste informazioni scorrono sui nostri schermi senza lasciare traccia, subito pronte a lasciare spazio al prossimo attentato, alla prossima catastrofe. E così non abbiamo tempo di confrontarci con nulla, nemmeno con episodi come la strage di Newtown (quanti di voi ricordano esattamente cosa successe, senza andare a controllare su internet?). Perciò questo libro, insiste Friedman, per darci il tempo di pensare e riflettere. Prima che sia troppo tardi.

Recensione di Elena Malvica

Recensioni dei clienti

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    Vincenza

    10/03/2017 10.59.48

    Il tema sarebbe interessante, ma un po' deludente nel suo sviluppo. Sicuramente uno spaccato di America da osservare con attenzione, ma molti temi trattati sono già stati sviscerati a lungo in trasmissioni tv e in altri approfondimenti giornalistici. Un libro tutto sommato mediocre.

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