Categorie
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788807884238
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 8,08

€ 9,50

Risparmi € 1,42 (15%)

Venduto e spedito da IBS

8 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello


“Le granate fischiavano sopra le loro teste, e, per errore umano o deficienza tecnica, spesso addosso alle teste – il cosiddetto fuoco amico. Così si moriva di piombo patrio. In un frastuono scioccante, gli uomini rimanevano abbandonati ai loro pensieri, costretti a trascorrere nella passività più assoluta quelli che in molti casi erano gli ultimi istanti della loro vita.”

Uno stesso libro e tante copertine diverse: ognuna a rappresentare una situazione, uno stato d’animo, una delle emozioni che il romanzo vuole trasmettere.

Si è scritto di Baricco: l’innegabile maestria, la capacità di usare in modo straordinario il linguaggio, l’abilità e il pieno possesso delle tecniche narrative hanno finito con il sommergere l’autentico animo dello scrittore (scrivere “è una cosa simile a ballare. Un ordine. Lo sforzo dell’eleganza. Arrotondare il movimento. Aprire e chiudere. Fare cose che finisci. Frasi.”, dirà Elizaveta, un personaggio chiave di questo romanzo).
Ma se è scrittore chi ha una storia da narrare e uno strumento adeguato per farlo, è necessario riconoscere a Baricco il pieno possesso dell’una e dell’altro.
Un romanzo che richiede anni ad essere steso già merita pieno rispetto (se chi lo scrive è un autore di successo e dalle forti vendite) e indubbiamente il lavoro su Questa storia risulta tangibile: armonia perfetta di costruzione, personaggi complessi e coerenti, padronanza di ciò di cui si parla, sia che si tratti di automobili che di Storia.
Gli oltre cinquant’anni che la vicenda abbraccia corrispondono alla vita di Ultimo che conosciamo bambino di pochi anni, ai primi del Novecento, vivere all’interno di una realtà contadina in lenta trasformazione. È in quel momento e in quei luoghi che vede per la prima volta un’automobile e che ne è folgorato: ne sarà segnato per l’intera esistenza, così come la sua famiglia. L’infanzia passa inseguendo i sogni del padre e quelli del nuovo nobile amico di famiglia. Nel ricordo gli resteranno impressi incontri fondamentali ed episodi marginali, i secondi non meno importanti dei primi nell’economia di una vita. Ritroviamo Ultimo a 19 anni e in guerra.
Questo straordinario capitolo, Memoriale di Caporetto, centrale nel romanzo, è la rappresentazione di un evento storico dal forte impatto emotivo, quasi cinematografica nella forza delle immagini, grazie anche all’aver fatto narrare dagli stessi inconsapevoli protagonisti la disfatta, quel “caos senza spiegazioni” in cui “era tutto irreale” se non la carneficina e l’abbandono in cui i soldati si erano ritrovati.
Non si poteva, né tanto meno si doveva, considerare disertori i sopravvissuti datisi in gran numero alla fuga: si era creato “un grande movimento collettivo di autosospensione” da una guerra che li aveva gettati allo sbaraglio e alla morte per colpa di comandanti impreparati e ciechi. Anche in licenza non era facile trovare serenità: i civili “volevano vincere la guerra ma non volevano guardarla in faccia. Non avevano mai guardato in faccia niente, leggevano i giornali e facevano i soldi, e non volevano sapere la verità, ne avevano una paura fottuta, si vergognavano della verità”.

E Ultimo, che amava le vie, i rettilinei che disegnano e danno razionalità al mondo vive Caporetto come “l’eclisse totale di qualsiasi strada”: passerà poi il resto della vita a cercare di ritrovare il bandolo di quella matassa. È in un altrove geografico e mentale che conoscerà la “donna della sua vita”, Elizaveta: con lei non condividerà che fatiche, povertà e qualche momento di tenerezza, neppure verbalizzata. Poi lui sparirà e lei, dopo molti anni, cercherà di ricostruire con i pochi, ma essenziali elementi in suo possesso, il percorso di vita di quel ragazzo silenzioso e strano che voleva dare ordine al mondo attraverso dei percorsi, delle strade, percorsi e strade interiori che in un tentativo titanico avrebbe voluto proiettare nella realtà. Non si incontreranno più, Ultimo e Elizaveta, ma entrambi sapranno che era l’altra la persona fondamentale delle loro rispettive esistenze.
Forse ha ragione Baricco, “scrivere è una forma sofisticata di silenzio”, ma anche di pietà e di rispetto per le creature che vengono create, sintesi di uomini e donne reali da cui è davvero fatta la Storia e forse è per questo che immediato il pensiero va ai versi di Brecht: “Chi costruì Tebe dalle Sette Porte? Dentro i libri ci sono i nomi dei re. I re hanno trascinato quei blocchi di pietra?”.


Le prime frasi del romanzo

Tiepida la notte di maggio a Parigi, mille novecento tre.
Dalle loro case, centomila parigini lasciarono a metà la notte, scolando in massa verso le stazioni Saint-Lazare e Montparnasse, stazioni ferroviarie.
Alcuni neanche andarono a dormire, altri puntarono la sveglia a un'ora assurda per poi scivolare via dal letto, lavarsi senza far rumore e sbattere nelle cose, cercando la giacca. In alcuni casi erano intere famiglie a venir via, ma per lo più furono singoli individui a intraprendere il viaggio, spesso contro ogni logica o buon senso. Le mogli, nel letto, poi, stiravano le gambe dalla parte adesso vuota. I genitori scambiavano due parole, dedotte dalla discussione del giorno prima, dei giorni prima, delle settimane prima. Erano incentrate sull'indipendenza dei figli. Il padre si alzava sul cuscino e guardava l'ora. Le due. Era un rumore molto strano perché centomila persone alle due di notte sono come un torrente che corre in un letto di nulla, spariti i sassi, muto il greto. Solo acqua contro acqua. Così le loro voci correvano tra saracinesche chiuse, strade vuote e oggetti fermi. In centomila presero d'assalto le stazioni Saint-Lazare e Montparnasse, perché temevano di non trovare più posto sulle vetture per Versailles. Ma alla fine tutti trovarono posto sulle vetture per Versailles. Il treno partì alle due e tredici. Corre, il treno per Versailles.

Nei giardini del re, a pascolare nella notte, provvisoriamente miti, sotto le carcasse di ferro, intorno al cuore di pistoni, li aspettavano 224 AUTOMOBILI, ferme sull'erba, in un vago odore di olio e di gloria. Erano lì per correre la grande corsa, da Parigi a Madrid, giù per l'Europa, dalla nebbia al sole.
Lasciami andare a vedere il sogno, la velocità, il miracolo, non fermarmi con uno sguardo triste, questa notte lasciami vivere laggiù sull'orlo del mondo, solo questa notte, poi tornerò Ai giardini di Versailles, madame, parte la corsa dei sogni, madame, Panhard-Levassor, 70 cavalli, 4 cilindri fatti di acciaio forato, come i cannoni, madame Potevano arrivare, le AUTOMOBILI, ai 140 chilometri orari, strappati a strade di terra e buche, contro ogni logica e buon senso, in un tempo in cui i treni, sulla scintillante sicurezza dei binari, arrivavano con fatica ai 120. Tanto che ai tempi erano sicuri - sicuri - che più veloci non si potesse andare, umanamente parlando: quello era il confine ultimo, e quello era l'orlo del mondo. Questo spiega come sia stato possibile che centomila persone siano sbucate fuori dalla stazione di Versailles, alle tre del mattino, nella tiepida notte di maggio, lasciami andare a vivere laggiù, sull'orlo del mondo, solo questa notte, ti prego, poi tornerò.
Se una sola risaliva la strada di campagna, correvano a perdifiato in mezzo al grano per andare a incrociare quella nube di polvere, e dai retrobottega come bambini correvano a vederne passare una davanti alla chiesa, facendo sì con la testa. Ma 224 tutte insieme, questa era meraviglia pura. Le più veloci, le più pesanti, le più famose. Erano regine - l'AUTOMOBILE era regina, perché come serva non era ancora stata pensata, lei era nata regina, e la gara era il suo trono, la sua corona, non esistevano automobili, ancora, esistevano REGINE, vieni a vederle a Versailles, in questa notte tiepida di maggio, Parigi mille novecento tre.

Per partire aspettarono l'alba. Poi, con ordine, presero la strada per Madrid. Il regolamento prescriveva che partissero a un minuto l'una dall'altra. Il percorso era stato disegnato su tre tappe: la somma dei tempi avrebbe determinato il vincitore.
C'erano anche delle moto: ma non era la stessa cosa.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Non tutto deve essere perfetto

    17/06/2017 15.30.04

    Non tutto deve essere perfetto in un libro per risultare bellissimo. Non tutto mi è piaciuto in "Questa storia" ma c'è un dato di fatto, oggettivo, che non posso nascondere: mi sono pazzamente, perdutamente, irrimediabilmente innamorato di Elizaveta Seller. E questo basta e avanza per inserire "Questa storia" nella mia "Top ten".

  • User Icon

    cantarstorie

    10/10/2016 11.50.47

    E riecco "Questa storia"... riletto portandomi dentro i ricordi (indelebili) della mia prima lettura... e ancora - con quel senso di magia che non smettono di svelarmi i "grandi" scrittori - la pioggia, la neve, il sole e il vento che mi avevano raggiunto anni fa. Quelle grandi distese di storie raccontate che non smettono di affascinarmi, e mi rendono vicino a Baricco, al suo narrare. Grande storia.

  • User Icon

    GIANLUCA NEGRINI

    02/09/2015 09.17.41

    Ho un debole per le storie di vita, quelle che accompagnano il protagonista per gran parte del suo percorso. Nel caso di Ultimo dalla nascita alla morte. Mi piacciono perché trasmettono un senso del trascorrere inesorabile del tempo, con un misto di gioia e malinconia profonda, proprio come è la vita. Baricco è un affabulatore, un giocoliere delle parole, ha una scrittura impeccabile, ma mai noiosa. Riesce ad animare gli oggetti come se fossero persone. Anche la strada si anima, quasi potesse pensare ed agire. Il romanzo va letto con partecipazione emotiva. Bisogna farsi trascinare delle vicende e dai pensieri di Ultimo, dalle sue passioni. La narrazione dell'esperienza delle guerra in trincea è drammatica, trasmette angoscia e smarrimento. Ultimo ha vissuto inseguendo un sogno che è svanito nel nulla, fino a quando la sua compagna, anni dopo, cercò di capire fino a che punto fosse arrivato nell'inseguimento di questo sogno. Baricco ci sta parlando dell'importanza delle emozioni nella vita di tutti i giorni. In barba ad ogni eccesso di razionalità.

  • User Icon

    Giulia

    13/08/2015 22.22.23

    Avendo letto diversi libri di Baricco devo dire che questo romanzo è stato un po' noioso portarlo alla fine.

  • User Icon

    simona

    15/02/2015 19.07.36

    Se potessi dare 10 a questo libro lo darei, e con lode, ma mi devo fermare a 5. E' in assoluto il mio "libro della vita", il mio preferito in assoluto, spesso lo sfoglio, pur conoscendolo quasi a memoria (si fa per dire), soltanto per rivivere le emozioni che alcune frasi e alcune storie presenti nel libro mi danno. La parte relativa a Caporetto è forse un po' lunga, ma a parte questo, è per me perfezione assoluta. Grande Baricco. Qui supera se stesso.

  • User Icon

    Simone

    30/01/2015 14.21.04

    Un bel libro, una bella storia ma sono convinto che devo abituarmi al modo di fare narrativa di Baricco. La sua presenza è costante nell'opera e delle volte risulta quasi ingombrante. Lui è lì che ti fa l'occhiolino dietro ad una frase particolarmente ammiccante e questo ogni tanto mi pesa... sembra che non posso leggere in pace! Però devo dire che ho sperimentato una prosa a cui non sono abituato e continuerò a leggere Baricco. Proprio oggi ho finito "Seta" e sono rimasto soddisfatto.

  • User Icon

    Adriana

    05/12/2012 09.45.38

    Ultimo ed Elisaveta, la storia e la sua costruzione, lo stile, lo sfondo... Sarebbe stato tutto perfetto, ma il mattone 'Caporetto', quello stile 'Forrest Gump' e gli succhevoli ringraziamenti finali hanno inficiato la sublime percezione del tutto. Ma si sa che Alessandro Cervello Che Mi Fuma Baricco non poteva certo resistere dal 'famolostrano' a tutti i costi privandomi così, ancora una volta, della soddisfazione di aver finalmente trovato il Romanzo Perfetto che cerco da una vita. 3 per l'irritazione.

  • User Icon

    nanni

    29/08/2012 13.44.10

    Si alternano pagine e stili narrativi anche irritanti ad altri pieni di suggestione. Non mi ha entusiasamto, ma sono da sottolineare alcune parti poetiche, romantiche e gradevoli. Sembra però che trascenda dal libro la supponenza dell'autore. Un voto sufficiente a premiare le intuizioni buone dell'autore.

  • User Icon

    simona

    04/02/2010 14.54.17

    Conoscevo Baricco solo in quanto autore della favolosa storia di Novecento che mi ha appassionata come poche. Avevo inoltre visto qualche sua intervista alla tv, ma non avevo pero' mai letto nessuno dei suoi romanzi, eppure mi sono avvicinata a questo libro con fiducia e ottimismo e non mi ha affatto delusa. Come immaginavo anche questa è una storia speciale, surreale e magica. C'è una dimensione astratta nella vicenda di Ultimo Parri, eppure viene descritta così intensamente da sembrare piu'che mai reale. E'indubbio che Baricco sia uno che conosce davvero il proprio mestiere , mi resta solo il dubbio se sia piu' grande nell'inventare storie o nel descriverle.

  • User Icon

    maurizio

    04/02/2010 07.16.11

    Un bel libro di Baricco che si è lasciato leggere. Non amo Baricco perche trovo il suo modo di scrivere intrusivo nei confronti del lettore. Ti detta ritmi, pause, e tempi in un modo prepotente. Ma Questa storia è un'altra storia! Consigliato.

  • User Icon

    Stefania

    10/12/2009 12.17.36

    Questa storia è un libro complesso, pieno di curve, di svolte, di ritorni. E' una storia straordinaria perché normale, e vera. I sentimenti sono fortissimi ma sfiorati, raccontati con i gesti, spesso senza parole. Ci sono passi che non riesco a leggere senza emozionarmi fino alle lacrime, interi capitoli che mi hanno portato altrove e mi hano fatto perdere la nozione del tempo e dello spazio. Uno dei libri che mi porterò nel cuore.

  • User Icon

    Pamela

    07/10/2009 16.29.53

    Di approccio più difficile rispetto agli altri libri. Se dovessi dare un voto solo alla prima parte non basterebbe 5, ma poi il ritmo si fa più lento e più difficile da seguire. Ma resta comunque un bellissimo libro.

  • User Icon

    giampiero assandri

    03/10/2009 11.25.33

    Innegabile che Baricco sia dotato di un gran mestiere, ma qui emerge quel di più che fa la differenza tra il semplice scrivere e l'opera d'arte. Incidentalmente quest'anno, tornando dalla Slovenia, mi sono fermato 1 giorno a Caporetto, tentando di capire cosa fosse successo su quelle montagne solcate dall'acqua color smeraldo dell'Isonzo: qui c'è la risposta, limpida e toccante come nessun film e nessun libro di storia vrebbe potuto restituirla.

  • User Icon

    AL3

    14/06/2009 19.32.33

    Il libro si alterna di scene e situazioni in cui le pagine scorrono da sole e altre in cui vorresti riporlo per sempre nella libreria. Le varie idee erano buone, peccato che siano state trattate in modo del tutto deludente, o quasi. La parte della guerra l'ho trovata veramente noiosa e inutile, sarebbe stato meglio saltarla completamente. Peccato perchè gli spunti alla Baricco(il Baricco che vale oro, Il Baricco di Novecento e Oceano mare)c'erano, ma non son stati sfruttati, chissà perchè. Veramente un gran peccato perchè dal mio autore preferito questo non me lo sarei mai aspettata.

  • User Icon

    Tony Cats

    28/10/2008 16.30.40

    Meglio di City e Senza Sangue, ma sempre troppo leggero, ormai le storie (sempre grandi, frutto di una capacita' unica dell'autore) si muovono da sole...

  • User Icon

    roberta-momo

    03/09/2008 11.12.30

    Come al solito debbo lodare il grande Alessandro Baricco. Ho terminato di leggere qualche giorno fà "Questa Storia" e l'ho trovato molto coinvolgente, anche se " SETA " rimarrà, per me, il suo capolavoro. LODE , LODE, LODE, ad Alessandro Baricco!!!!!!!!!

  • User Icon

    bruna

    02/07/2008 09.27.39

    Gran bel romanzo! Contrariamente a molti dei pareri precedenti credo sia al livello dei primi romanzi, "Oceano Mare" e dintorni, per intenderci. I personaggi lasciano il segno e non si dimenticano facilmente. Efficaci le diverse tecniche narrative per raccontare, tutte insieme, la storia di Ultimo Parri. Emozionante l'idea del circuito, grande protagonista...visto che poi, piano piano, il cerchio si chiude e si capiscono cose non comprese nelle pagine precedenti. Baricco scrive bene, poche storie. Certo non è un mostro di simpatia e col narcisismo va a mille. Ma QUESTA è un'altra storia! Leggetelo, amici!!!

  • User Icon

    claudia

    12/06/2008 19.58.19

    Deludente. Lontano anni luce dal Baricco di Novecento, Oceano mare, Seta, Castelli di rabbia e Senza sangue..

  • User Icon

    Mauro

    04/01/2008 16.14.02

    Travolgente! Non leggo molti libri, questo sarà il ventesimo, ma evidentemente ho avuto la fortuna di beccare sempre quelli buoni. Questo racconto ci spiega tante cose della nostra vita o quello che a volte è la vita per ognuno: beffarda, certo, ma alla fine, se sei stato coerente almeno con te stesso, riesci a chiudere il cerchio e sentirti libero da tutto pensando che quello che sei stato l'hai creato tu. Penso che l'autore meriti un grazie per averci saputo raccontare la storia in questo modo. Bravo.

  • User Icon

    Edy

    21/12/2007 20.04.43

    Non voto 5,perchè per me il massimo è Oceano-Mare. Il libro mi ha coinvolto ,l'ho letto con la passione che solo Baricco sa scaturire. Lo consiglio solo agli amanti del nuovo surrealismo letteraio,gli altri non lo capirebbero.

Vedi tutte le 168 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione