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Ragazzo. Storia di una vecchiaia

Massimo Fini

Editore: Marsilio
Collana: I nodi
Anno edizione: 2007
Pagine: 111 p., Rilegato
  • EAN: 9788831792738
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Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    24/05/2017 06.44.34

    Nella vita, salvo nel malaugurato caso che si debba perderla ancora giovani, o come si è soliti dire “prima del tempo”, inevitabilmente si arriva a una certa età che viene definita vecchiaia. In genere comincia a sessant’anni, ma, proprio perché non ce ne accorgiamo, inizia molto prima, quando si è toccato l’acme della giovinezza. La vecchiaia non è ben vista, perché al di là del fatto che termina con la morte, comporta un radicale mutamento, fisico e mentale, del nostro modus vivendi. Ne ha parlato, con l’originalità che gli è propria, Massimo Fini in questo libro non lungo e di gradevole lettura, in cui si alternano passato e presente, grazie ai ricordi della gioventù, che con l’avanzare dell’età assumono contorni quasi fiabeschi, di un’epoca d’oro in cui non potremo più tornare. La figura del vecchio, termine che gli interessati ben poco amano, accettando meglio la parola “anziano”, è la protagonista indiscussa di un’opera che a tratti può sembrare anche un pamphlet, una smitizzazione di tanti luoghi comuni propri della “terza età”. In questa analisi dei vecchi, con le loro manie, la tirchieria, la presenza ai riti funebri quasi a voler esorcizzare la morte, emergono tuttavia delle perle di saggezza che danno valore a un’opera che altrimenti sarebbe francamente di non rilevante caratura. Al riguardo basti pensare a quanto Fini scrive: “l’aspetto più drammatico della vecchiaia non è tuttavia la decadenza fisica, ma l’impossibilità di un progetto di vita” ed è vero, perché non è possibile sognare di realizzare qualcosa in futuro quando si sa che, se non imminente, è assai prossimo quel salto nel buio Da leggere, comunque, perché lo stile è snello e, se ben predisposti, c’è anche da divertirsi.

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    Vipera

    17/01/2013 10.53.46

    Bellissimo, crudo e spietato, un libro che ho letteralmente divorato tra qualche risata (amara) e più di un momento di riflessione. Se vi avvicinate alla vecchiaia posso darvi solo un consiglio: non leggetelo!!

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    Davide

    22/10/2012 15.37.04

    Beh, molto leggero. Sembra un articolo giornalistico allungato.

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    Fabio Marchioni

    18/06/2010 18.52.35

    il tema è interessante e il punto di vista originale e non privo di interesse. Però bastavano 30-40 pagine, un capitolo di un libro collettivo sul tema. Il resto è un parlarsi addosso in buon italiano. Poi, per carità, la vecchiaia non sarà un periodo facile però, come ogni fase dell' esistenza, è un' esperienza soggettiva. Sono invece d'accordo sulla rimozione della morte ma questo tema esula un po' la decadenza della terza età. Un' occasione(parzialmente) mancata.

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    Andy

    21/11/2009 18.04.48

    Massimo Fini si atteggiava a vecchio saggio già 30 anni fa. Ora che ne ha quasi settanta può finalmente sfogarsi ma...la vera vecchiaia è nell'anima non nel corpo

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    ant

    11/05/2008 15.59.33

    Spunti crudi e originali su un argomento tabù qual è la vecchiaia; mi ha colpito molto il raffronto tra la società di qualche anno fa(fino agli anni 60) e quella di adesso, giustamente dice Fini, fino a qualche decennio fa l'anziano cmq qualcuno su cui contare l'aveva sempre...il simbolo della ns società è il SALVAVITA Beghelli!

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    luca

    21/04/2008 22.51.25

    raramente trovo il pensiero di fini così lontano dal mio. da leggere per pensare.

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    roberto goracci

    05/02/2008 00.55.11

    l'ho finito. Bello.E poi a talamone ci sono praticamente nato.

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    roberto

    19/01/2008 00.21.55

    sono a metà. però un pò mi ha già deluso. Ho già letto tutto di lui, a volte con entusiasmo. questo non mi sembra il massimo, nè il massimo fini che mi aspettavo. Forse mi aspettavo troppo , forse mi manca l'altra metà. E' un tipo discontinuo. Questo è un bene,è la sua genialità mescolata ad una borghesia che è ribelle perchè ha qualcsa a cui ribellarsi.Contro tutti i luoghi comuni , in quetso libro ne ho già letti alcuni, E forse anche questo è contro certi luoghi comuni. COmunque domande...come dice quello sopra di me. Mo vado finire di leggerlo

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    Paolo

    06/11/2007 18.11.53

    Certo non il suo miglior libro, comunque molto interessante e, a tratti, dove affiora il miglior Fini, conduce a riflettere su argomenti troppo spesso dati per scontati.

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    Fabrizio

    18/10/2007 23.15.41

    Il libro è interessante e piacevole, come tutti i libri di Massimo Fini. Però mi infastisdisce la sciatteria della sua prosa. Le sue considerazioni sulla vecchiaia (non originalissime) sono molto vere, ma troppo unilaterali, troppo personali. Si potrebbe dire anche qualcosa di meno negativo sulla vecchiaia. Per me, per esempio, che ero un giovane abbastanza timido, è oggi più facile parlare con la gente. Fini non considera, poi, quell'intimo sentimento di pienezza o di soddisfazione o comunque di serenità intellettuale ed emotiva che un anziano può provare riflettendo sulla propria vita in relazione con la realtà del mondo.

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    lallo

    23/09/2007 20.00.54

    Ho solo trent'anni eppure mi ha dato molto da pensare: proprio ciò che ci si aspetta da un libro di massimo fini.

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