Traduttore: G. Pinotti
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 7 marzo 2012
Pagine: 116 p., Brossura
  • EAN: 9788845926617
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Descrizione
Elegante ventiquattr'ore su ventiquattro e inaccessibile, laconico e gelidamente cortese, il protagonista di questo romanzo potrebbe sembrare una maschera - o un enigma. Eppure è un personaggio che affascina. Forse per il suo raffinato distacco. Forse per la casa minuscola e complicata in cui vive non lontano da Parigi, affollata com'è di miniature d'ogni sorta, statuette e ninnoli, carillon e giocattoli a molla. O forse perché è Ravel, uno dei musicisti più celebri al mondo. Jean Echenoz ridà vita all'artista in un romanzo partecipe e nonchalant, indiavolato e audace come un brano jazz.

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    Fiammetta

    21/09/2018 12:59:36

    Da estimatrice di Maurice Ravel, e della musica simbolista in generale, nutrivo grandi speranze verso questo romanzo. Mi aspettavo un piccolo gioiellino, ma ahimè, a fine lettura mi sono ritrovata sorprendentemente prostrata, e con un unico, grande interrogativo: e quindi? La prosa di Echenoz è gradevole senza dubbio, ma Ravel, qui descritto come un soggetto difficile, affatto simpatico, non ha suscitato in me un briciolo di empatia, e non so se avevo bisogno di questa nuova chiave di lettura. Tuttavia ho apprezzato la meticolosità della ricostruzione degli eventi e i vari riferimenti dotti a un mondo che mi è molto familiare.

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    Loris

    18/04/2012 14:57:50

    Scrittura elegante quella di Echenoz, non vi è dubbio (e nella diffusa mediocrità attuale è un dato da non sottovalutare). Resta da capire a quale narrazione sia funzionale. Il breve romanzo non è una biografia in senso stretto, anche se attraversa l'ultimo decennio della vita di Ravel. Conoscendo le sue composizioni, è interessante osservare la genesi del Bolero e dei concerti per pianoforte. Più che l'artista, però, ad emergere è l'uomo con le sue piccole manie, la costante spossatezza e la solitudine di fondo, alleviata solo dalla musica. Il tentativo di rispettare ordine e decoro, l'eleganza sempre ostentata, sono segni di una volontà di controllo che si manifesta anche negli alterchi con gli esecutori che interpretano troppo liberamente le sue partiture. La malattia, con la degenerazione delle capacità cognitive e mnemoniche, spazzerà ogni velleità. Anche il genio creativo non si sottrae alla condizione umana, al groviglio di oggetti, relazioni, meccanismi in cui siamo immersi. L'eleganza puntigliosa e la raffinata ironia di Echenoz avvolgono il lettore e lo inducono ad un sorriso malinconico.

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    Stanley

    18/03/2012 17:41:26

    Monsieur Echenoz sa come scrivere in maniera elegante e, oserei dire, ineccepibile. Questo breve scritto è una piccola perla incentrata sulla vita del celebre pianista Ravel. Commoventi le ultime pagine.

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